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Vontobel -TwentyFour AM : Accordo USA-UE: automotive sotto pressione, resistono i servizi

Vontobel -TwentyFour AM : Gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno raggiunto un accordo sui dazi, scongiurando lo scenario peggiore di una guerra commerciale ancora più grave.

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A cura di Felipe Villarroel, portolio manager di TwentyFour Asset Management (boutique di Vontobel)


Analogamente all’accordo con il Regno Unito e altri Paesi, i dettagli devono ancora essere definiti, ma disponiamo già di alcuni dati importanti.

Si tratta di un esito non ottimale per gli USA, l’UE e l’economia globale, ma allo stesso tempo è un risultato che l’economia potrebbe essere in grado di sopportare senza conseguenze catastrofiche a livello macroeconomico. Gli analisti hanno già adeguato le loro previsioni incorporando un’aliquota tariffaria compresa tra il 10 e il 15%. Inoltre, i mercati hanno avuto alcuni mesi per metabolizzare le implicazioni di questo risultato per le imprese e per le previsioni di crescita; la conclusione sembra essere che alcuni settori, come quello automobilistico, saranno duramente colpiti, mentre altri subiranno un impatto indiretto attraverso tassi di crescita meno favorevoli, ma saranno in grado di resistere. Uno dei punti principali alla base di questa conclusione è che il settore dei servizi, che rappresenta circa il 90% dell’economia in paesi come gli USA e il Regno Unito, subirà solo un impatto diretto minore. Un altro elemento implicito è che il tasso di disoccupazione aumenterà solo lentamente e in misura modesta nei prossimi mesi. Pur ritenendo queste ipotesi fondate, la storia suggerisce che un aumento lento e costante della disoccupazione è tanto raro quanto quello degli spread creditizi, pertanto è necessaria cautela nell’asset allocation.

I mercati avevano già scontato un accordo di questo tipo, motivo per cui ci aspettiamo una reazione positiva, ma moderata.

Con gli spread vicini ai minimi storici in alcuni mercati, è molto importante che gli scenari di base “positivi” si realizzino effettivamente, poiché il margine di errore è ridotto. Nel reddito fisso, il quadro tecnico rimane molto solido, con nuove emissioni che registrano una domanda elevata. Nei mercati secondari, al momento riteniamo molto più facile vendere che acquistare obbligazioni, un altro segnale della solidità del quadro tecnico. Sebbene vi siano alcuni segnali di eccessivo ottimismo da parte degli investitori retail, ad esempio con il ritorno dei “meme stock”, non abbiamo l’impressione che gli investitori istituzionali stiano seguendo la stessa tendenza. Sembra infatti che guardino ancora con la dovuta cautela alle società con performance inferiori. Ad esempio, sebbene le emissioni con rating CCC in Europa siano aumentate rispetto ai minimi degli anni precedenti, rimangono basse rispetto agli standard storici. Nel frattempo, le obbligazioni senior garantite hanno rappresentato il 61% del totale delle emissioni primarie finora quest’anno, un record storico, a scapito delle operazioni senior non garantite, più contenute.

I fondamentali rimangono solidi e i risultati pubblicati finora non hanno riservato sorprese negative dal punto di vista del credito.

Quando i fondamentali societari sono buoni, le possibilità di recessione sono relativamente basse, i fondamentali tecnici sono solidi e gli spread incorporano ampiamente tutti questi fattori, si ottiene uno spread ridotto. Nel contesto attuale, il nostro approccio è quello di mantenere un sovrappeso nel credito, ma concentrandoci su obbligazioni di qualità superiore e con scadenze relativamente brevi, mantenendo liquidità sufficiente da impiegare in caso di ampliamento degli spread. Sebbene la notizia dell’accordo tra Stati Uniti e Unione Europea sia positiva, non la riteniamo un motivo sufficiente per modificare tale approccio.

Fonte: InvestmentWorld.it


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