Da seguire: Francia. La produzione industriale dovrebbe crescere a settembre di 0,1% m/m dopo lo 0,2% m/m di agosto: una sostanziale stagnazione dovrebbe vedersi nella gran parte dei settori,…
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mentre più viva dovrebbe essere l’attività nel comparto automobilistico. La variazione annua risalirebbe così a -1,0% da -2,9%. Se il dato fosse confermato, l’output nel 3° trimestre si contrarrebbe di -1,4% t/t dopo il +1,2% t/t di giugno, contribuendo per circa -0,2% alla formazione del PIL. Dopo i cali dei mesi centrali dell’anno (giugno e luglio), l’attività dovrebbe tornare a progredire a un ritmo molto moderato nella parte finale del 2013 riportando il trend su un percorso espansivo.
Stati Uniti
L’employment report di ottobre è pubblicato con una settimana di ritardo per via del blocco del Governo. I dati rifletteranno un ampio calo dei dipendenti del Governo federale, ma una dinamica abbastanza soddisfacente per quanto riguarda il settore privato. La variazione complessiva degli occupati non agricoli è prevista a +130 mila; nella settimana di rilevazione dei dati di ottobre, i nuovi sussidi di disoccupazione erano a 350 mila, in aumento rispetto ai 311 mila registrati nella settimana di rilevazione dell’employment report di settembre. Secondo i dati pubblicati dal Department of Labor, nella settimana conclusa il 12 ottobre i nuovi sussidi (non destagionalizzati) richiesti da dipendenti civili del Governo federale erano 44132, in calo di 25939 unità dalla settimana precedente. Sulla base di questi dati, la previsione per i nuovi occupati non agricoli totali è a +170 mila. I dati dovrebbero mostrare ancora espansione degli occupati nel manifatturiero e nelle costruzioni. Ovviamente questa previsione è soggetta a maggiore incertezza rispetto a tempi “normali”: anche un dato più debole dovrebbe essere poi messo in prospettiva, insieme a maggiori informazioni relative ai mesi successivi. Il tasso di disoccupazione dovrebbe risalire a 7,3%, nell’ipotesi che la partecipazione aumenti, se pure modestamente, rispetto ai livelli dei mesi precedenti (il calo della forza lavoro nei 3 mesi estivi è stato in media pari a -92 mila). I salari orari dovrebbero aumentare di 0,2% m/m, in linea con il trend. L’employment report di ottobre riveste un’importanza più limitata rispetto ai tempi “normali”: il fatto che i dati siano viziati dalla chiusura del Governo, li rende non particolarmente attendibili per valutare l’evoluzione congiunturale.
La spesa personale a settembre è prevista in aumento di solo 0,2% m/m, sulla scia di dati deboli per quanto riguarda le auto. Le altre voci dovrebbero però essere moderatamente positive; in termini reali i consumi dovrebbero aumentare di 0,1% m/m. Il reddito personale a settembre è atteso in crescita di 0,3% m/m, alla luce dei dati di moderata crescita delle ore lavorate e dei salari visti con l’employment report.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a novembre (prel.) dovrebbe riprendersi dopo le ampie correzioni consecutive collegate alla crisi fiscale. L’indice dovrebbe risalire a 74 da 73,2 della rilevazione finale di ottobre, seguendo un sentiero analogo a quello visto in occasione delle crisi del passato. Se arriveranno segnali distensivi sul fronte politico nei prossimi mesi, il livello della fiducia dovrebbe riportarsi sopra 80 nel giro di qualche mese.
Ieri sui mercati
Giornata particolarmente volatile, con i listini azionari europei che dopo una prima reazione positiva all’inatteso taglio del tasso di riferimento ufficiale da parte della Bce, hanno ripiegato in corrispondenza della conferenza stampa del Presidente Draghi. Il mercato ha cominciato a ragionare sulla motivazione che ha portato al taglio; un prolungato periodo di tassi bassi presuppone ancora difficoltà nel contesto macro e una ripresa dell’economia europea più in là di quanto atteso. Intonazione decisamente positiva per il mercato dei titoli di Stato che, in linea con tutte le altre principali asset class, reagisce positivamente all’annuncio a sorpresa del taglio dei tassi da parte della BCE. Flessioni nell’ordine di 12-15pb invece interessano i rendimenti dei BTP su tutte le scadenze della curva, con il decennale italiano che torna a scambiare sotto il 4,1% lordo. Il mercato delle obbligazioni con rating IG ha beneficiato dell’ampia flessione dei tassi core che hanno reagito positivamente alla decisione della BCE. Forte movimento dell’euro che, dopo l’annuncio a sorpresa di un taglio dei tassi da parte della BCE che ha colto in contropiede analisti e mercati finanziari, scende con forza sotto 1,33 (minimo a 1,3296) contro dollaro, salvo recuperare tale livello e chiudere in Europa in area 1,34.
Focus: la BCE sorprende i mercati e segnala tassi fermi a oltranza
A sorpresa, la BCE ha tagliato il refi e il tasso di rifinanziamento marginale di 25 punti base ma ha lasciato invariato il tasso sui depositi. La BCE ha inoltre esteso l’assegnazione piena sulle operazioni di rifinanziamento marginali, mensili e trimestrali fino al 7 luglio 2015. La BCE ha confermato la forward guidance e l’orientamento verso il basso sui tassi di policy. Pensiamo che la decisione di estendere l’assegnazione piena più che il taglio del refi avrà un effetto sui tassi di mercato monetario e sulle condizioni finanziarie nell’area euro, dal momento che rende poco probabile una stretta della politica monetaria prima dell’estate del 2015.
Area Euro
Germania. La produzione industriale è calata a sorpresa a settembre, di -0,9% m/m dopo che il già rilevante balzo del mese precedente è stato rivisto al rialzo di due decimi a 1,6% m/m. La tendenza annua (corretta per i giorni lavorativi) ha comunque accelerato all’1% dallo 0,9% di agosto. Nel mese il calo è dovuto ai beni capitali (-2,1% m/m) e alle costruzioni (-1,8% m/m); gli altri settori sono poco variati con l’eccezione dell’energia (che rimbalza del 2,1% m/m dopo il calo all’incirca della stessa entità del mese precedente). Il dato lascia l’output nel trimestre in crescita di 0,6% t/t, in rallentamento rispetto al robusto 2,1% t/t del trimestre primaverile. Il dato è coerente con una crescita del PIL di 0,3% t/t in estate dopo lo 0,7% del trimestre precedente. Riteniamo che quella di settembre sia solo una pausa all’interno di un trend di ripresa per l’attività produttiva nell’industria.
Irlanda. La Troika ha concluso l’ultima revisione del programma di aiuti a Dublino concludendo che il paese ha raggiunto tutti gli obiettivi principali condivisi e pertanto è in grado di ricevere l’ultima parte delle erogazioni stabilite (che in complesso ammontano a 85 miliardi di euro). Pertanto entro fine anno l’Irlanda sarà il primo paese dell’eurozona a uscire con successo dal programma di salvataggio. Sarà poi il Governo nel prossimo futuro a dover decidere se chiedere o meno una linea di credito precauzionale per il suo completo ritorno sui mercati, come ribadito anche da Draghi a conclusione del suo intervento mensile di giovedì.
Cipro. La seconda revisione del programma di salvataggio è stata superata con successo. La Troika ha constatato notevoli progressi nella ristrutturazione del settore bancario, principale responsabile della crisi che sta attraversando il Paese. La Commissione stima che la contrazione dell’economia per quest’anno potrà arrivare all’8,7%.
Stati Uniti
Il PIL nel 3° trimestre aumenta di 2,8% t/t ann., dopo 2,5% t/t ann. nel 2° e 1,1% t/t ann. nel 1°. Lo spaccato della crescita è meno positivo di quanto appaia dal dato complessivo: scorte ed esportazioni nette sono fattori determinanti. I consumi sono ancora in rallentamento a 1,5% t/t ann., da 1,8% t/t ann., per via di una quasi stagnazione nel comparto dei servizi (+0,1% t/t ann.). Anche gli investimenti fissi non residenziali vedono una sinamica smorzata (1,6% t/t ann. dopo +4,7% t/t ann.) con le strutture in ampia espansione (+12,3% t/t ann.), ma i macchinari in calo (-3,7% t/t ann, la prima contrazione dall’anno precedente). Gli investimenti residenziali restano sul sentiero di crescita a 2 cifre (+14,6% t/t ann.) dell’ultimo anno. La spesa pubblica è in aumento per la prima volta dal 3° trimestre 2012 grazie a un’accelerazione della crescita a livello statale e locale, a fronte di persistente contrazione a livello federale. Contributi importanti alla crescita vengono dalle esportazioni nette (+0,3 pp) e soprattutto dalle scorte (+0,8 pp). La dimensione del contributo delle scorte e gli effetti attesi della crisi fiscale di ottobre fanno prevedere una dinamica più contenuta nel 4° trimestre. Tuttavia, la stabilizzazione del quadro politico e una minore restrizione fiscale dovrebbero determinare una riduzione dell’incertezza e una dinamica più sostenuta dei consumi già da inizio 2014.
I nuovi sussidi di disoccupazione calano a 336mila nella settimana conclusa il 2 novembre, da 345mila della settimana precedente. Secondo il Labor Department, i dati non sono influenzati da fattori speciali e dovrebbero quindi essere rappresentativi delle effettive condizioni del mercato del lavoro dopo alcuni mesi di dati distorti da elementi transitori. Il livello dei sussidi segnala prosecuzione del processo di risanamento del mercato del lavoro.
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