Da seguire: Area Euro La produzione industriale dell’area euro dovrebbe essere calata di -0,5% m/m a settembre dopo il +1,0% m/m di agosto, a causa della flessione registrata sia in Germania (-0,8% m/m) che in Francia (-0,5% m/m). Del resto, le indagini congiunturali avevano segnalato una dinamica…
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più sostenuta dell’attività industriale ad agosto e un rallentamento nel mese successivo. Sull’anno l’output potrebbe essere rimasto quasi invariato (-0,1%) dopo il forte calo di agosto (-2,1%). Nel trimestre la produzione risulterebbe circa stagnante (-0,1% t/t), dopo la crescita di 0,7% t/t registrata a giugno.
Stati Uniti
Il Budget Conference Committee si riunisce per la seconda volta. La prima riunione si è conclusa con toni relativamente concilianti, che lasciavano aperta la porta alla possibilità di un accordo su obiettivi minimi. Il BCC dovrebbe presentare un rapporto entro il 13 dicembre: un eventuale accordo raggiunto verrebbe poi messo ai voti nelle aule del Senato e della Camera con una procedura “blindata” e poco condizionabile dal dibattito congressuale.
Ieri sui mercati
Il mercato azionario ha chiuso in calo in America e in Europa a seguito di commenti contrastanti di Lockart e Kocherlachota sulla politica monetaria USA. I timori su di un possibile inizio del tapering già dicembre e la solo parziale apertura del plenum cinese verso riforme pro mercato ha pesato sull’andamento delle principali piazze asiatiche che hanno chiuso sui minimi delle ultime sei settimane. In lieve risalita i Treasuries USA dopo il calo di ieri innescata anche dall’asta di titoli di Stato Usa triennali. Dollaro sostenuto dall’aspettativa di una riduzione degli acquisti, è sui massimi da due mesi nei confronti dello Yen mentre è poco variato il cambio con l’euro a 1,3436.
Area Euro
BCE Gli interventi di Nowotny e Asmussen segnalano che la BCE potrebbe fare di più sia sul fronte dei tassi che della liquidità date le preoccupazioni per la deflazione. Nowotny ha indicato che la deflazione non è imminente ma che i banchieri centrali devono essere attenti visto che in questo momento il vero pericolo per la zona euro è la stagnazione, non certo l’inflazione. Secondo Nowotny, nonostante i segnali di miglioramento, la ripresa rimane debole e non vi è un modo di uscire dalla fase di bassa crescita in tempi rapidi, per farlo sarebbero necessarie politiche di sostegno alla domanda interna. Nowotny ha indicato che il taglio dei tassi dello scorso giovedì è coerente con la forward guidance qualitativa introdotta dalla BCE e ha ribadito che non vi era una frattura Nord Sud all’interno del Consiglio sulle misure da adottare ma solo sul timing. Nowotny ha indicato che la forward guidance non copre le misure sulla liquidità. Intanto Asmussesn, membro del comitato esecutivo della BCE, ha dichiarato che ulteriori mosse sui tassi sono possibili incluso (in linea di principio) un taglio del tasso sui depositi nel caso in cui l’inflazione dovesse deludere. Riguardo la pubblicazione della minute Asmussen ha ribadito di essere favorevole in tempi brevi mentre Nowotny valuta che sia ancora rischioso. Pensiamo che, a meno di chiari segnali di ulteriore calo dell’inflazione o di arresto della “fragile” ripresa ciclica, i tassi ufficiali rimarranno fermi nei prossimi mesi. Sul fronte delle misure non convenzionali rimaniamo dell’idea che la BCE potrebbe annunciare nei prossimi mesi una data per un’altra operazione a più lungo termine, finalizzata a smussare il rientro della liquidità iniettata con le due aste triennali, ma di durata non superiore ai tre anni. Tuttavia, le attuali condizioni del mercato rendono l’annuncio non urgente.
Germania. La seconda stima conferma il calo dell’inflazione a 1,2% sulla misura nazionale a ottobre da un precedente 1,4% sulla misura nazionale e di quattro decimi all’1,2% sulla misura armonizzata. Sul mese i prezzi al consumo sono calati di 0,2%m/m, i prezzi al netto di energia e alimentari si contraggono di 0,1% m/m in linea con la dinamica stagionale core anche se per alcuni capitoli (ricreazione e istruzione) il calo è stato superiore all’andamento stagionale. Il minimo per l’inflazione tedesca dovrebbe vedersi a novembre. Nel 2014 ci aspettiamo un’inflazione all’1,5%, due decimi al di sopra della media area euro ma comunque in rallentamento rispetto al 2013.
Italia. L’inflazione di ottobre è stata rivista al rialzo di un decimo a -0,2% m/m da -0,3% m/m sull’indice nazionale e a 0,1% da zero sull’armonizzato. In entrambi i casi, il CPI viene riletto da 0,7% a 0,8%, comunque in calo rispetto allo 0,9% del mese di settembre. Maggiore di quanto stimato in prima battuta l’incremento dei prezzi di mobili, articoli e servizi per la casa e di bevande alcoliche e tabacchi, meno pronunciata la flessione registrata dalle spese per abitazione, acqua, elettricità e combustibili; solo il comparto dei servizi sanitari e delle spese per la salute ha visto rincari meno accentuati di quanto stimato in via preliminare. Risulta confermato il deciso calo dei prezzi delle comunicazioni (-4,5% m/m), oltre che dei trasporti e dei servizi ricettivi e di ristorazione. La prima stima del CPI di ottobre aveva stupito decisamente verso il basso, la revisione corregge solo in parte tale sorpresa. L’impatto dell’aumento dell’IVA si è rivelato inferiore a quanto prevedibile sulla base dell’esperienza storica. A nostro avviso, difficilmente l’inflazione scenderà significativamente al di sotto degli attuali livelli; tuttavia, la risalita sarà molto graduale e l’inflazione potrebbe non superare l’1% sino alla prossima primavera.
Stati Uniti
Fed Lockart, dell’Atlanta Fed, membro non votante del FOMC, ha dichiarato durante un’intervista Bloomberg che la Fed potrebbe considerare di dare inizio al tapering a dicembre. Anche se Lockart ha indicato che vorrebbe vedere l’inflazione risalire verso il target del 2%. Più tardi, nella giornata di ieri, Lockart ha indicato che la Fed dovrebbe mantenere una politica monetaria ancora molto accomodante per un periodo esteso di tempo. Kocherlakota, della Minneapolis Fed, anche lui membro non votante, ha dichiarato che la speculazione di mercato che la Fed potrebbe dare inizi al tapering a dicembre è “un puzzle” date le sfide economiche. I mercati hanno reagito negativamente ai commenti misti dei membri della Fed perché ancora preoccupati sull’incertezza che potrebbe derivare dall’avvio del tapering. Ricordiamo che rimaniamo dell’idea che la difficoltà di lettura dei dati e la colossale incertezza politica restino dei freni determinanti sulle scelte del FOMC, che probabilmente rimanderà ogni decisione a ai primi mesi del 2014: se sarà gennaio o marzo, dipenderà dai dati. Una conseguenza dello spostamento in avanti dell’inizio della riduzione degli acquisti potrebbe essere un ritmo di riduzione più rapido, per concludere comunque il programma nella parte centrale del 2014.
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