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Flash: La ripresa nell’area euro resta assai modesta

Area Euro Come previsto dalla procedura del Two Pack, la Commissione dovrebbe pubblicare le raccomandazioni sui piani di budget per il 2014 per i diversi paesi membri. I ministri delle Finanze dovrebbero aver preso in esame i piani di budget per il 2014….


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 Ricordiamo che le raccomandazioni della Commissione sono vincolanti peri Paesi in procedura di deficit eccessivo (EDP). Ci aspettiamo che la Commissione dia l’ok alle leggi di stabilità di Francia e Spagna. Le previsioni di autunno mostrano che a legislazione vigente i due paesi rimangono lontani dall’obiettivo di ritorno del deficit al 3% rispettivamente nel 2015 e nel 2016. La Commissione si aspetta inoltre un peggioramento del saldo strutturale sia in Francia (- 2,4% del Pil da -2,0%) che in Spagna (-5,8% da -4,2% del Pil) nel 2015. Pertanto è possibile che l’approvazione dei piani di budget sia condizionata e includa raccomandazioni sulla natura delle misure da adottare oltre il 2014.

La lettura finale del CPI di ottobre nell’area euro potrebbe essere rivista al rialzo di un decimo, allo 0,8% a/a dallo 0,7% a/a della stima flash, comunque in calo rispetto all’1,1% a/a di settembre e ai minimi da quasi 4 anni. La componente core (al netto di alimentari, energia, alcol e tabacchi) dovrebbe essere confermata allo 0,8% a/a, in calo dall’1% a/a di settembre. Nel mese i prezzi dovrebbero essere calati di un decimo dopo essere cresciuti di 0,5% m/m a settembre. L’inflazione è attesa rimanere in un intorno dell’1% (o poco sotto) sino alla prossima primavera.

Stati Uniti

I prezzi all’import a ottobre sono previsti in calo di -0,3% m/m, il primo calo dopo tre mesi di aumenti. La correzione prevista per ottobre dovrebbe essere determinata dal petrolio. Al netto del petrolio, invece, i prezzi dovrebbero essere in aumento spinti dal recente deprezzamento del dollaro.

L’indice Empire della NY Fed a novembre è atteso in aumento a 8 da 1,5 di ottobre. L’Empire ha seguito un sentiero molto meno positivo rispetto a quello dell’ISM e recentemente si è aperto un ampio differenziale che dovrebbe chiudersi con un rialzo dell’Empire. Lo spaccato dell’indagine di NY a ottobre era misto, con ordini in miglioramento (dopo due mesi molto deboli), ma occupati e consegne in rallentamento rispetto a settembre; al contrario l’ISM di ottobre era inequivocabilmente solido. Gli eventuali effetti negativi del blocco del governo sull’indagine “locale” dovrebbero essere eliminati a novembre.

La produzione industriale a ottobre dovrebbe essere rimasta stabile, per via di una correzione attesa delle utility dopo l’ampio incremento di settembre (+4,4% m/m). Il manifatturiero però dovrebbe vedere una variazione positiva, +0,2 m/m, alla luce delle informazioni delle indagini di settore. La componente produzione dell’ISM è sopra 60 da luglio, ma recentemente i dati di produzione del settore manifatturiero sono stati più moderati di quanto sarebbe stato previsto sulla base dell’ISM. Per questo anche a ottobre prevediamo una variazione dell’output nel settore positiva, ma relativamente moderata.

Ieri sui mercati

La reazione dei mercati all’audizione di Janet Yellen sembra scontare un’inclinazione pro-crescita della politica monetaria più estesa, come indicherebbero i cali dei rendimenti degli UST e il rialzo degli indici azionari. Ciò non sembra danneggiare il dollaro, sostanzialmente fermo contro euro e in salita a 100 JPY, che forse aveva già scontato questi toni. In Europa, il Tesoro italiano ha beneficiato della performance positiva dei mercati assegnando tutto l’importo delle riaperture per gli specialisti: 450 milioni di BTP 11/2016, 225 milioni del BTP 09/2044 e 150 milioni del CCTeu 11/2018. Lo spread con la Spagna (che ha annunciato di non rinnovare la linea di credito ottenuta per la ristrutturazione bancaria, di cui ha utilizzato 41 miliardi) è tornato a chiudersi. In discesa su tutte le scadenze anche i premi al rischio contro Germania.

Area Euro

La ripresa nell’area euro resta assai modesta. Dopo il balzo (+0,3% t/t) visto in primavera, il ritmo di espansione del PIL è rallentato nel trimestre estivo (+0,1% t/t). Il dato è in linea con le attese. La crescita annua è migliorata lievemente a -0,4% da -0,6% (rivisto al ribasso di un decimo). Il ciclo nell’eurozona è trainato dalla Germania, dove il PIL è cresciuto di 0,3% t/t. In Francia, il PIL è calato inaspettatamente di -0,1% t/t dopo il +0,5% t/t precedente, frenato da investimenti e scambi con l’estero. In Italia, il PIL è rimasto in territorio negativo per il nono trimestre consecutivo (si tratta della recessione più lunga da quando sono disponibili le serie trimestrali), ma il calo è stato pari ad appena -0,1% t/t. La Spagna è già tornata a espandersi, anche se di appena un decimo. In moderata crescita (0,3% e 0,1% t/t rispettivamente) Belgio e Olanda. In sintesi, il dato mostra che: 1) la ripresa continua, ma ad un ritmo molto lento; 2) la divergenza ciclica tra Paesi del centro e della periferia va attenuandosi. La ripresa è vista continuare nel trimestre corrente, quando stimiamo che il PIL possa riaccelerare ma solo marginalmente.

Il bollettino di novembre della BCE ricalca il comunicato stampa della scorsa settimana. Ufficialmente la decisione di tagliare il refi e il tasso di rifinanziamento marginale di 25 punti base è stato motivato dalla sorpresa sull’inflazione e dall’aspettativa che l’inflazione rimarrà bassa, significativamente al di sotto del 2%, per un periodo “prolungato” di tempo. La BCE riafferma che a seguito della decisione i rischi per la dinamica dei prezzi al consumo sono bilanciati, ma i rischi per la crescita sono ancora giudicati verso il basso.

Francia. I prezzi al consumo sono calati a ottobre di 0,1% m/m sia sull’indice nazionale sia su quello armonizzato, dopo il -0,2% m/m di settembre. Il calo è spiegato principalmente dalla diminuzione dei prezzi dell’energia che sul mese sono diminuiti dell’1,7% dopo tre mesi consecutivi di aumenti. Sull’anno, il CPI scende così di tre decimi allo 0,6% da 0,9% sull’indice nazionale e a 0,7% da 1,0% su quello armonizzato, la minor variazione registrata da novembre 2009. L’indice core passa a 0,7% a/a da 0,6% a/a. Con ottobre l’inflazione francese dovrebbe avere toccato il minimo annuo, ma ci aspettiamo che, pur accelerando nei prossimi mesi,  rimanga comunque sotto l’1,0% fino a primavera.   

Portogallo. Nel 3° trimestre la stima preliminare del PIL portoghese mostra una nuova espansione di 0,2% t/t dopo 1,1% t/t. Sebbene i dettagli non siano ancora disponibili al momento, il risultato sul trimestre potrebbe essere dovuto a una stabilizzazione della domanda interna e a una buona performance delle esportazioni. Sull’anno si nota un incoraggiante rientro dal trend di contrazione che è successivamente passato dal -4,1% di marzo al -2,1% di giugno e al -1,0% di settembre. La crescita acquisita finora pertanto è di -2,5% a/a. Ci aspettiamo che in media annua il PIL portoghese si contragga del 2,0% quest’anno per mostrare un ritorno alla crescita (0,8% a/a) dal 2014.

Irlanda. Dopo la conclusione nel prossimo dicembre del piano di salvataggio da 85 mld di euro iniziato nel 2010, il Governo ha deciso che non farà richiesta di una linea di credito precauzionale. La decisione è stata presa considerando il fatto che le operazioni di finanziamento per tutto il 2014 hanno già garantito il fabbisogno fino all’inizio del 2015 e che Standard & Poor’s aveva assicurato ieri che l’eventuale scelta di non ricorrere alla linea precauzionale non avrebbe danneggiato il rating del Paese.

Stati Uniti

Yellen: continuità con la Fed di Bernanke. Nonostante la svolta ciclica in atto, Yellen ha affermato che molto resta ancora da fare, con un tasso di disoccupazione ancora elevato, un’inflazione al di sotto dell’obiettivo del 2% e un ampio insieme di risorse inutilizzate. Yellen ha confermato la volontà di proseguire sulla strada di ampio stimolo per sostenere la crescita e ha sottolineato i rischi e i costi di ridurre lo stimolo troppo presto, indicando però anche che la Fed sarà impegnata a normalizzare la politica monetaria una volta che la ripresa si sarà adeguatamente rinforzata.

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 9 novembre calano a 339 mila da 341 mila della settimana precedente (rivisti da 336 mila). I sussidi proseguono sul sentiero di correzione dal picco di 373 mila visto a inizio ottobre e causato dalla chiusura del Governo. I dati in alcuni stati non sono definitivi  per via del giorno di vacanza di Veteran’s Day; i dati complessivamente confermano il graduale miglioramento del mercato del lavoro.

Il deficit della bilancia commerciale a settembre si allarga a -41,8 mld di dollari, da -38,7 mld di agosto, contro attese di consenso per un deficit a -39 mld. L’allargamento del deficit reale rende probabile una revisione verso il basso del contributo del canale estero nel 3° trimestre, con una conseguente revisione verso il basso della crescita complessiva, di circa 3 decimi. Le esportazioni calano di -0,2% m/m, con contrazioni diffuse a tutte le tipologie di beni (con l’esclusione degli alimentari). Le importazioni aumentano di 1,2% m/m, con un incremento di 1,5% m/m per i beni, e dell’1,3% m/m per i beni al netto del petrolio. 

La crescita della produttività nel 3° trimestre è di 1,9% t/t dopo 1,8% nel 2° trimestre, mentre il costo del lavoro per unità di prodotto si contrae di -0,6% t/t, confermando la totale assenza di spinte inflazionistiche dal lavoro dei salari.


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