– Le decisioni del FOMC sul programma di acquisto titoli restano incerte. I discorsi recenti e i verbali di ottobre lasciano aperta la tempistica della riduzione degli acquisti, …..
segnalando comunque che la modifica del programma inizierà probabilmente in una delle riunioni dei prossimi mesi. I dati di novembre per mercato del lavoro e indagini saranno cruciali: solo indicazioni positive, insieme a svolte costruttive sul budget, potranno fare ridurre gli acquisti a dicembre. In un recente discorso, Bernanke ha ripetuto che il FOMC valuta il “progresso cumulato” del mercato del lavoro da quando è stato aperto il programma insieme alle “prospettive per continui miglioramenti”: per ora, nonostante un significativo miglioramento, recenti rapporti sull’occupazione sono stati “in parte deludenti”. Secondo Bernanke, la riduzione degli acquisti avverrà quando l’economia sarà migliorata tanto da permettere alla Fed di concentrare lo stimolo sulla forward guidance. Bernanke ha rilevato che il mercato sta interpretando più correttamente la differenziazione fra l’intenzione di mantenere i tassi a zero e la riduzione (e la fine) degli acquisti. Il presidente della Fed ha ricordato che i tassi resteranno a zero probabilmente molto a lungo anche dopo la fine del programma di acquisto titoli e il raggiungimento di un tasso di disoccupazione al 6,5%.
– Secondo i verbali della riunione del FOMC di fine ottobre, i partecipanti ritenevano probabile che la riduzione degli acquisti potesse avvenire “a una delle riunioni dei prossimi mesi”.
Durante la riunione c’è stato un ampio dibattito sulla possibile adozione di altre misure di stimolo mirate a controbilanciare la riduzione degli acquisti. Riguardo alla tempistica della riduzione, i partecipanti apparivano “fiduciosi” che l’evoluzione dei dati sarebbe stata coerente con l’inizio in una delle riunioni dei prossimi mesi. Fra l’altro, questa valutazione precedeva la pubblicazione del rapporto sul mercato del lavoro di ottobre, che complessivamente ha fornito diverse sorprese positive. Il focus della riunione è stato il dibattito su diversi scenari in cui il FOMC potrebbe dare ulteriore stimolo monetario in concomitanza con la riduzione degli acquisti di titoli. Il Comitato ha analizzato la possibilità di attuare un aumento di stimolo attraverso altre misure, diverse dagli acquisti. Tra le varie alternative discusse c’è la riduzione del tasso di disoccupazione “soglia” contenuto ora nel comunicato, in base al quale i tassi resteranno a zero almeno fino a quando il tasso di disoccupazione non avrà raggiunto il 6,5%. Nella riunione si è discussa la possibilità di abbassare tale livello, ma dai verbali non sembra che ci sia un consenso diffuso sulla misura, a parte un paio di partecipanti. Risultano più condivise altre opzioni, come per esempio annunciare più esplicitamente che i tassi resteranno a zero ben dopo il raggiungimento della soglia del 6,5%, oppure segnalare che, anche dopo i primi rialzi, i tassi resteranno ben al di sotto del loro livello di equilibrio per un periodo prolungato, oppure ancora ridurre il tasso di interesse pagato sulle riserve delle banche presso la Fed.
– In conclusione, prima di tutto i verbali sono potenzialmente coerenti con una riduzione degli acquisti anche a dicembre, sempre che i dati nelle prossime settimane restino positivi. In secondo luogo il documento segnala che il FOMC sta cercando di affinare la comunicazione relativa al sentiero dei tassi e si sforzerà di dare qualche altra forma di stimolo per controbilanciare gli effetti della riduzione degli acquisti, quando questa verrà iniziata. Queste informazioni non permettono al momento di associare probabilità molto diverse agli eventi di inizio di riduzione degli acquisti a dicembre piuttosto che a gennaio: i dati saranno la cartina di tornasole per la decisione di dicembre. Tuttavia, i verbali rendono probabile che la riduzione sia associata a qualche variazione della forward guidance che ancori con maggiore forza i tassi ai livelli attuali anche dopo l’inizio della riduzione degli acquisti. Il messaggio centrale rimane quindi ampiamente accomodante, con l’obiettivo di trasmettere al mercato la relativa
sicurezza che la politica monetaria rimarrà straordinariamente espansiva molto più a lungo di quanto sarebbe stato prevedibile sulla base dell’esperienza dei cicli passati.
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