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Raiffeisen C.M. : Mercati Emergenti: Dopo un 2025 forte, dobbiamo aspettarci un 2026 ribassista?

Raiffeisen C.M. Il 2025 è stato un anno molto positivo per le azioni dei mercati emergenti.

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A cura di Karin Kunrath, Chief Investment Officer, Raiffeisen Capital Management


Per la prima volta dopo molto tempo, i rendimenti hanno superato nettamente quelli dei mercati sviluppati. Allo stesso tempo, le obbligazioni in valuta forte dei mercati emergenti hanno rappresentato il segmento di mercato più forte sui mercati obbligazionari globali. Resta da capire se il 2026 potrà consolidare questa dinamica o se il contesto macro e geopolitico porterà a una fase di raffreddamento.
 
Dopo un 2025 così favorevole, il consenso degli analisti e delle principali società di ricerca indica per il 2026 un ulteriore progresso dei mercati emergenti, seppur con un ritmo più moderato e una maggiore dispersione tra Paesi e settori. Il potenziale di crescita resta infatti superiore a quello delle economie sviluppate, con un’espansione attesa intorno al 4%, a fronte di circa l’1,5% nei Paesi industrializzati. I Paesi emergenti rappresenterebbero quindi circa due terzi della crescita economica globale, guidati dall’India (6-7%), seguita da Sud-Est asiatico e Cina (4-5%), Europa Centro-orientale (2,5-3,5%) e America Latina.
Il contesto rimane tuttavia condizionato dall’evoluzione dei tassi statunitensi, dalla politica commerciale USA e da rischi geopolitici ancora elevati.
 
Le azioni dei mercati emergenti rimangono promettenti
I mercati azionari dei Paesi emergenti continuano per lo più a presentare valutazioni favorevoli, soprattutto se confrontati con quelli sviluppati e in particolare con gli Stati Uniti. Un ulteriore (leggero) calo del dollaro statunitense e la diminuzione dei tassi d’interesse negli Stati Uniti potrebbero fornire un ulteriore impulso. Ciò darebbe alle banche centrali dei mercati emergenti un ulteriore margine di manovra per abbassare i tassi d’interesse e migliorerebbe le condizioni di finanziamento per le imprese. I dazi statunitensi più elevati potrebbero rappresentare un ostacolo. In questo caso, alcune misure sono state solo rinviate e in parte i dazi già imposti avranno pieno effetto solo nei prossimi trimestri. I rischi geopolitici permangono o addirittura aumentano (Venezuela, Iran, Ucraina, Taiwan).
 
Il Sud-Est asiatico continua ad essere “in voga”, l’India in attesa
Il nostro team di gestione continua a vedere buone opportunità di rendimento in Corea del Sud e Taiwan, poiché il vento favorevole per i produttori di chip per computer continuerà per il momento. In Cina, molte aziende tecnologiche offrono buone opportunità, in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale.
Il team di gestione continua invece a considerare con cautela molti titoli cinesi della “vecchia economia”, fintanto che l’economia interna non acquisirà maggiore slancio. Anche i titoli indiani sembrano tuttavia rimanere interessanti nel lungo termine.
Se l’attuale “hype” sull’intelligenza artificiale dovesse attenuarsi, i flussi di capitale verso il Sud-Est asiatico potrebbero diminuire e l’India tornerebbe probabilmente ad essere una delle destinazioni di investimento più ambite dagli investitori internazionali. Il Brasile potrebbe diventare ancora più interessante per gli investitori in vista delle imminenti elezioni presidenziali e, nonostante i recenti aumenti dei prezzi, continua ad apparire come promettente.
 
Il 2026 sarà l’anno delle obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti?
Nel caso delle obbligazioni dei mercati emergenti, quelle in valuta forte continuano a offrire un profilo di rischio/rendimento piuttosto interessante, anche se meno vantaggioso rispetto a un anno fa. Il margine di rendimento rispetto ai titoli di Stato statunitensi è ora notevolmente inferiore. Tuttavia, ulteriori tagli dei tassi d’interesse negli Stati Uniti continuano per il momento a offrire un sostegno . Dal punto di vista fondamentale, le obbligazioni sembrano per lo più ben coperte: i rischi di insolvenza sono considerati ai minimi storici.
Tuttavia, le obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti appaiono più attraenti, soprattutto in un contesto di dollaro USA ancora debole. Gli elevati tassi di interesse reali in paesi come il Brasile e l’India offrono un potenziale di rendimento interessante. I rischi derivano, tra l’altro, da un nuovo forte apprezzamento dell’euro rispetto a queste valute. Tuttavia, il team di gestione non ritiene attualmente che tale sviluppo sia lo scenario più probabile.
 
Conclusione: molto probabilmente, il 2026 non replicherà il 2025. Con un posizionamento ampio ed equilibrato, tuttavia, dovrebbe essere possibile trarre vantaggio dalla forza strutturale dei mercati emergenti (crescita, demografia, tecnologia). Allo stesso tempo, vale probabilmente la pena ponderare attivamente i Paesi e i settori e agire in modo flessibile nel corso dell’anno, anche in considerazione dei possibili sviluppi geopolitici e di eventuali cambiamenti nelle preferenze relative a settori e temi di investimento.

Fonte: InvestmentWorld.it


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