Anness Stephen Invesco

Invesco : Azioni un crescente bisogno di diversificazione

Invesco : Il 2025 è stato un altro anno di rendimenti molto solidi per i mercati azionari.

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da investment World iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente


A cura di Stephen Anness, Head of Global Equities di Invesco


Pur avendo registrato buone performance, le azioni statunitensi non sono state il mercato migliore se misurate in una valuta comune. Le politiche fiscali in evoluzione hanno favorito un netto miglioramento dei mercati europei e giapponesi. Allo stesso modo, i mercati emergenti hanno ottenuto risultati positivi grazie all’indebolimento del dollaro USA. Riteniamo che queste tendenze possano proseguire anche nel 2026 e vediamo ancora molte opportunità al di fuori degli Stati Uniti. Non stiamo dicendo di evitare i mercati americani, tutt’altro. Sebbene i mercati azionari statunitensi restino fortemente concentrati, siamo molto cauti nello scommettere contro il tema dell’IA, che continua a superare le aspettative ed è trainato da aziende con fondamentali solidi. Ad ogni modo, una gestione prudente del rischio suggerisce di prestare molta attenzione ai pericoli legati a questa concentrazione. A nostro avviso, più gli investitori assumono una posizione ottimista sulla narrativa statunitense dominata dall’IA, più essi stessi possono trarre beneficio dalla diversificazione dei portafogli.

Nel complesso, ci aspettiamo un 2026 caratterizzato da un contesto di crescita resiliente, con un miglioramento moderato a livello globale. Come evidenzia il nostro team di Strategy & Insights, le imprese godono di condizioni robuste: non hanno accumulato leva finanziaria eccessiva come in cicli precedenti. I rischi geopolitici resteranno probabilmente elevati rispetto ai decenni passati, ma inferiori a quelli vissuti nel 2025. Una maggiore fiducia da parte delle aziende dovrebbe tradursi in piani di investimento più consistenti, con potenziale beneficio per il ciclo del credito nel prossimo anno.

Azioni globali: affrontare l’incertezza con cauto ottimismo

I mercati azionari globali hanno continuato a registrare progressi significativi, riflettendo la solidità degli utili societari – in particolare nei settori tecnologici e legati all’IA – ma sollevando anche preoccupazioni riguardo a valutazioni elevate in un contesto di crescita mondiale contenuta. Continuiamo a concentrarci sulle opportunità sottovalutate e poco considerate a livello globale.

Sebbene la crescita economica mostri segnali di miglioramento in vista del 2026, lo scenario resta fragile e irregolare. Le aspettative di inflazione stanno diminuendo, ma rimangono incerte.

I rischi geopolitici permangono. Una politica statunitense errante – in particolare su dazi doganali e immigrazione – potrebbe provocare ulteriori distorsioni nel commercio e nelle catene di approvvigionamento, mentre le tensioni in Medio Oriente e in Asia potrebbero ripercuotersi sui settori dell’energia e dei semiconduttori. La possibilità di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e il rimescolamento delle alleanze aggiungono ulteriore volatilità.

La nostra attenzione rimane focalizzata sulla selezione dei titoli bottom-up e continuiamo a osservare opportunità idiosincratiche tra i titoli difensivi, quelli ciclici e nella gamma delle capitalizzazioni di mercato. Preferiamo portafogli ampiamente diversificati per area geografica e settore, che evitino un’eccessiva concentrazione su singoli stili o fattori. Riteniamo fondamentale che i gestori attivi restino vigili di fronte ai cambiamenti del contesto macroeconomico, dai quali possono emergere nuove opportunità d’investimento.

Azioni asiatiche e dei mercati emergenti: esposizione selettiva a una asset class in ripresa

Asia e mercati emergenti rappresentano una valida fonte di diversificazione per gli investitori statunitensi ed europei in vista del 2026. Sebbene i rischi geopolitici rimangano elevati, i mercati hanno reagito positivamente a due sviluppi principali: la stabilizzazione dei rapporti tra Stati Uniti e Cina nel 2025 e il crescente riconoscimento del fatto che l’Asia offre un accesso relativamente conveniente alla filiera dell’IA.

Le valutazioni non sono più così attraenti dopo la forte performance dei prezzi azionari nel 2025. Tuttavia, il persistente sconto rispetto ai mercati statunitensi e l’ampia dispersione tra settori e Paesi rafforzano la necessità di una selezione attiva dei titoli. A ciò si aggiungono miglioramenti nelle politiche di remunerazione degli azionisti e una maggiore visibilità sugli utili.

L’Asia del nord resta al centro della crescita legata all’IA, grazie ai principali produttori e società tecnologiche che forniscono infrastrutture essenziali. India, Sud-Est asiatico e America Latina continuano a beneficiare della crescente domanda dei consumatori, della digitalizzazione e dell’espansione della classe media. Le istituzioni finanziarie ben capitalizzate offrono esposizione alla crescita dei redditi, mentre i produttori di materie prime svolgono un ruolo strategico nella transizione energetica.

Nonostante segnali di euforia in alcune aree tecnologiche e – in parte – in India, intravediamo interessanti opportunità nei mercati meno in voga come Indonesia e Thailandia, oltre alla possibilità che la fiducia dei consumatori cinesi torni finalmente a crescere dopo una lunga fase di debolezza. Siamo inoltre molto incoraggiati dai chiari miglioramenti nelle politiche di rendimento agli azionisti, in particolare in Corea e Cina. Un approccio selettivo e attento ai rischi è essenziale in questa fase del ciclo. Con bilanci sani e catalizzatori strutturali di crescita, l’Asia e i mercati emergenti offrono un potenziale di rendimento differenziato e validi benefici di diversificazione per i portafogli globali.

Azioni europee: le basse aspettative politiche potrebbero generare opportunità

Lo scorso anno avevamo evidenziato quanto fossero pessimisti gli investitori nei confronti delle azioni europee. Con la combinazione di aspettative molto basse e valutazioni depresse – in gran parte dovute all’incertezza politica in Germania – non servivano grandi notizie positive affinché la asset class producesse buoni risultati. Da allora abbiamo assistito alla svolta politica tedesca guidata da Merz e all’avvio di una maggiore spesa per la difesa. I rendimenti del 2025 sono stati molto solidi, ancor più se misurati in dollari.

È questo il massimo a cui possiamo aspirare? A nostro avviso, la situazione odierna non è così diversa da quella di un anno fa. Questa volta sono le dinamiche politiche francesi a occupare i pensieri degli investitori, mentre cresce la preoccupazione per la mancanza di spesa fiscale in Germania. Pur consapevoli che non esiste una soluzione immediata ai problemi della Francia, riteniamo che le notizie future possano sorprendere positivamente, viste le aspettative così basse.

Per quanto riguarda la Germania, la legge di bilancio è stata approvata solo a settembre; pertanto, gli investimenti infrastrutturali dovrebbero accelerare dalla fine del 2025. Con l’incertezza sui dazi in attenuazione e il sostegno fiscale in aumento, le prospettive di crescita per PIL e utili societari stanno migliorando. In genere, aspettative basse rappresentano un contesto favorevole per i rendimenti futuri. Questo scenario è promettente per le azioni europee, una asset class che molti hanno trascurato per anni.

Azioni del Regno Unito: il pessimismo sta preparando il terreno per un possibile miglioramento

Oltre a offrire benefici di diversificazione per gli investitori internazionali, le azioni britanniche hanno registrato rendimenti solidi nel 2025, nonostante le continue preoccupazioni legate a un’inflazione ostinatamente elevata, una crescita debole e un peggioramento dei conti pubblici. Di conseguenza, il premio per il rischio associato a questa asset class resta alto, poiché i mercati sono più concentrati su ciò che potrebbe andare storto da qui in avanti.

Non tutto però è negativo. Tassi più bassi potrebbero senz’altro aiutare, incoraggiando le famiglie – finora caute – a tornare a spendere. Le famiglie britanniche detengono risparmi pari al 14% del PIL, risorse che potrebbero essere utilizzate man mano che aumenta la fiducia. La crescita salariale del settore privato è oggi al 4,2% rispetto al picco del 6,6% (un fattore chiave dell’inflazione di fondo), il che riduce i motivi per cui la Banca d’Inghilterra dovrebbe trattenersi dal tagliare i tassi.

Individuiamo opportunità interessanti nelle utility – in particolare in quelle con forti prospettive di crescita – e nei beni di consumo orientati ai mercati internazionali, molti dei quali presentano valutazioni più interessanti rispetto agli equivalenti esteri. Il settore sanitario rimane poco apprezzato da molti investitori, rappresentando quindi un’occasione su cui intendiamo concentrarci. Pur avendo già ottenuto buone performance, le banche britanniche nazionali sono ancora ben posizionate per generare rendimenti solidi.

Azioni small cap globali: un contesto favorevole per opportunità interregionali

A nostro avviso, la principale dinamica macroeconomica continua a ruotare intorno all’interazione tra politica monetaria, mercato del lavoro e stabilità dei dazi commerciali e dei loro effetti. L’economia statunitense ha mostrato una crescita nominale robusta, ma l’ottimismo dei mercati potrebbe superare i fondamentali, con il rischio che servano ulteriori conferme per sostenere le valutazioni. Tra i rischi figura l’eventualità che un allentamento tardivo della politica monetaria non riesca a sostenere il mercato del lavoro. All’opposto, si potrebbe verificare uno scenario di “accelerazione improvvisa” qualora tagli dei tassi e stimoli fiscali rafforzassero la fiducia oltre i soli settori legati all’IA.

L’Europa deve affrontare venti contrari legati alla debole domanda, alla forza della valuta e alla concorrenza cinese. Tuttavia, qualora si evitassero errori di politica economica potrebbe emergere un ciclo del credito favorito da bilanci solidi di famiglie e banche. L’Asia mostra una crescente autonomia, con domanda interna e riforme di governance che sostengono Giappone e Corea, mentre la Cina rimane un’incognita: il mercato dell’export è eccessivamente fornito e altamente competitivo. Le politiche “anti-involuzione” di Pechino potrebbero sostenere una ripresa dei consumi, ma i rischi di rallentamento persistono, rendendo probabile un ulteriore stimolo verso la fine del 2025.

In un mondo più frammentato e meno integrato, le aziende più agili riescono ad adattare le catene di fornitura e a cogliere nuove opportunità con maggiore efficacia, mentre i vantaggi di scala tipici delle grandi imprese possono ridursi. Questo contesto risulta favorevole per le small cap. La flessibilità insita nelle società a bassa capitalizzazione è tra le più interessanti degli ultimi anni e la gamma di opportunità tra regioni e settori continua ad ampliarsi.

Fonte: InvestmentWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.