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Invesco : Prospettive sui tassi di interesse

Invesco : Abbiamo adottato una posizione di sottopeso sui tassi statunitensi, poiché prevediamo un rafforzamento della crescita economica nel corso del primo semestre di quest’anno.

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A cura di Rob Waldner, Head of IFI Strategy and Macro Research di Invesco


Stati Uniti: sottopeso

I dati preliminari relativi al primo trimestre hanno già superato le aspettative e prevediamo che questo slancio si estenda al mercato del lavoro con il progredire dell’anno. Con il miglioramento della crescita, è probabile che i mercati registrino una maggiore volatilità nel numero di tagli dei tassi della Federal Reserve (Fed) scontati dai prezzi. Allo stesso tempo, le curve dei rendimenti globali si sono irripidite, spingendo al rialzo i premi di rischio sul segmento a lungo termine della curva statunitense. Nel complesso, queste dinamiche ci inducono a prevedere un modesto aumento dei tassi di interesse statunitensi nel corso della prima metà dell’anno.

Europa: Neutrale

Manteniamo una posizione neutrale sui rendimenti dei titoli sovrani europei. Sebbene le prospettive di crescita economica regionale siano leggermente migliorate, sostenute dai tassi di interesse più bassi e dagli stimoli fiscali tedeschi, l’inflazione rimane al di sotto dell’obiettivo e dovrebbe rimanere contenuta. Diversi fattori stanno spingendo al ribasso l’inflazione, tra cui il dirottamento verso l’Europa, a prezzi scontati, di merci originariamente destinate al mercato statunitense, il calo dei costi energetici e l’apprezzamento dell’euro. Diversi funzionari della Banca centrale europea (BCE) hanno indicato che i tassi di politica monetaria sono a livelli neutri o vicini a essi e prevediamo che rimangano tali nel breve termine. Sebbene prevediamo che i rendimenti a breve termine rimangano ancorati alla politica della BCE, ci aspettiamo un certo irripidimento della curva dei rendimenti. L’aumento delle emissioni legate agli investimenti infrastrutturali tedeschi e alla spesa per la difesa a livello europeo, ad esempio, eserciterà probabilmente una pressione al rialzo sui rendimenti a più lungo termine.

Cina: Neutrale

Manteniamo una posizione neutrale sui tassi onshore cinesi per i prossimi mesi e continuiamo a prevedere un irripidimento della curva dei rendimenti, in particolare sul segmento a lungo termine. Gli ultimi dati sull’inflazione hanno già iniziato a mostrare un leggero miglioramento e una riallocazione più proattiva degli asset da parte delle famiglie potrebbe fissare un limite minimo ai rendimenti onshore. D’altro canto, la politica monetaria relativamente espansiva della banca centrale e la gestione proattiva della liquidità e dei costi di finanziamento dovrebbero contribuire a limitare un aumento dei rendimenti.

Giappone: Neutrale

La schiacciante vittoria elettorale di Sanae Takaichi ha determinato un cambiamento nel contesto macroeconomico giapponese. La vittoria schiacciante del Partito Liberal-Democratico ha fornito al Primo Ministro Takaichi un forte mandato per attuare il suo programma politico. Tale programma è incentrato principalmente sulla stimolazione della crescita economica e sulla lotta al costo della vita persistentemente elevato. Grazie alla capacità di attuare cambiamenti politici e approvare leggi in modo più efficiente, gli operatori di mercato sono diventati meno preoccupati per l’instabilità politica. Ciò ha contribuito a un marcato calo dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a lungo termine, riflettendo una maggiore fiducia nel panorama politico del Paese. Prevediamo che l’amministrazione Takaichi perseguirà una serie di misure orientate alla crescita e la percezione di stabilità politica le offre la flessibilità necessaria per portare avanti queste iniziative senza causare gravi turbolenze nei mercati obbligazionari o valutari. Tuttavia, la Banca del Giappone (BoJ) è stata lenta nell’aumentare i tassi di interesse. Se questo approccio cauto dovesse continuare, potrebbe verificarsi una rinnovata volatilità dei tassi di interesse e della valuta, simile a quella osservata verso la fine del 2025. Nel complesso, manteniamo una posizione neutrale sui tassi giapponesi. Ciononostante, privilegiamo le posizioni sul segmento più lungo della curva dei rendimenti, prevedendo un appiattimento della curva man mano che la BoJ aumenterà gradualmente i tassi.

Regno Unito: Neutrale

La nostra visione, in precedenza positiva, sui titoli di Stato britannici (gilts) si è attenuata a causa dei rischi politici emergenti e delle relative implicazioni per gli asset del Regno Unito. Sebbene prevediamo che la Banca d’Inghilterra ridurrà i tassi d’interesse di oltre i 50 punti base attualmente scontati dai prezzi di mercato, principalmente a causa dell’indebolimento del mercato del lavoro e del calo dell’inflazione, la prospettiva di una corsa alla leadership all’interno del Partito Laburista al governo introduce un elemento di incertezza. Ciò potrebbe potenzialmente tradursi in un allentamento della disciplina fiscale, il che rappresenta una preoccupazione concreta per gli operatori del mercato dei gilt. La debole posizione esterna del Regno Unito e la sua dipendenza dagli investitori esteri per il finanziamento di un significativo doppio deficit limitano ulteriormente la flessibilità dei gilt ed espongono questi ultimi a un rischio accresciuto qualora la fiducia nella prudenza fiscale dovesse deteriorarsi. Di conseguenza, abbiamo deciso di ridurre la nostra esposizione sovrappesata alle attività britanniche, privilegiando una strategia basata su una curva dei rendimenti più ripida fino a quando i rischi politici non si saranno attenuati.

Australia: Sovrappeso

Manteniamo la nostra posizione di sovrappeso nei titoli di Stato australiani come strategia relative value rispetto ai Treasury statunitensi. In un contesto di crescita economica in miglioramento e inflazione persistente, la Reserve Bank of Australia (RBA) è passata rapidamente da una posizione accomodante all’aumento dei tassi di interesse. Di conseguenza, i titoli di Stato australiani hanno sottoperformato in modo significativo i Treasury statunitensi, raggiungendo i livelli più alti dal 2022. Sebbene quest’anno siano previsti ulteriori aumenti dei tassi, prevediamo che la RBA non sarà in grado di soddisfare pienamente le aspettative del mercato a causa delle condizioni contrastanti del mercato del lavoro e della crescita salariale contenuta.

Fonte: InvestmentWorld.it


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