Schroders : I mercati obbligazionari globali continuano a offrire livelli di rendimento interessanti, ma gli investitori non possono più considerare il reddito fisso come un’allocazione semplice e passiva.
A cura di Julien Houdain, Head of Global Unconstrained Fixed Income, Schroders
I rendimenti sono vicini ai massimi decennali e, sebbene le banche centrali si stiano muovendo in direzioni diverse e talvolta opposte, il set di opportunità rimane interessante. Oggi più che mai, il successo dipende dalla gestione attiva della duration, dell’allocazione geografica e del rischio di credito.
Una nuova era per il reddito fisso
Il 2022 ha segnato un anno cruciale per i mercati obbligazionari. Uno shock dal lato dell’offerta causato dalla pandemia e aggravato dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha innescato un forte aumento dell’inflazione e portato al ciclo di restrizione monetaria globale più rapido della storia. Questo periodo ha di fatto posto fine all’era dei tassi ultra-bassi e ha trasformato profondamente il funzionamento dei mercati obbligazionari.
Con gli spread creditizi compressi rispetto agli standard storici, e con una quota maggiore del rendimento complessivo delle obbligazioni societarie derivante dai tassi di interesse, è necessario prestare molta più attenzione alle decisioni delle banche centrali. Anche se gli spread sono contenuti (pur non ai minimi recenti), i rendimenti complessivi restano molto interessanti.
A differenza del 2022, i livelli di reddito (income) attuali offrono un punto di partenza solido per gli investitori. I rendimenti reali, al netto dell’inflazione, sono tornati a livelli significativi e contribuiscono a proteggere dalla volatilità dei mercati. Anche in un portafoglio piuttosto prudente, con un’esposizione limitata ai settori più rischiosi, è ancora possibile ottenere rendimenti intorno al 5–6%.
La divergenza dei cicli di politica monetaria crea opportunità
Una delle caratteristiche principali dell’attuale contesto è la divergenza tra Paesi e lungo i diversi punti della curva dei rendimenti. Se si osservano i movimenti nei principali mercati dei tassi nel 2025, ad esempio, i risultati sono molto diversi.
I rendimenti a lunga scadenza in Germania e Giappone sono stati penalizzati a causa di politiche fiscali espansive. Al contrario, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, i movimenti dei tassi sono stati guidati soprattutto dal calo delle pressioni inflazionistiche e da un indebolimento del mercato del lavoro, con una discesa dei rendimenti a breve scadenza dovuta alle aspettative di allentamento monetario.
Poiché questa divergenza è destinata a continuare, e gli eventi in Medio Oriente potrebbero accentuarla, è fondamentale essere flessibili man mano che cambia la narrativa di mercato. Nella costruzione dei portafogli, scegliere il mercato giusto e il punto corretto della curva dei rendimenti può migliorare significativamente i risultati di investimento.
La capacità di separare l’esposizione ai tassi di interesse da quella al credito rappresenta un vantaggio chiave nella gestione dei portafogli globali. Ad esempio, si può essere positivi sull’Europa per via dello spazio fiscale in Germania e delle aziende che potrebbero beneficiare degli stimoli, spesso realtà poco analizzate e non quotate, senza però voler assumere esposizione ai tassi europei. In questo caso, è possibile investire in obbligazioni societarie europee coprendo il rischio di tasso.
Questo approccio è molto diverso dal semplice acquisto di obbligazioni investment grade o high yield europee. Non esiste più un concetto di semplice “income”.
Quali sono le vulnerabilità fiscali?
Una prospettiva globale apre letteralmente un mondo di opportunità. Una delle tendenze su cui è attualmente possibile capitalizzare è la maggiore attrattività relativa dei mercati emergenti rispetto a quelli sviluppati.
Sebbene i mercati emergenti siano percepiti come più rischiosi, in realtà è nei Paesi sviluppati che si concentrano sempre più le vulnerabilità fiscali. Considerando il rapporto debito/Pil rispetto ai rendimenti reali, gli investitori sono meglio remunerati per detenere debito dei mercati emergenti rispetto a quello dei Paesi sviluppati, dove il debito è elevato e i rendimenti reali sono relativamente più bassi.
Come per i mercati sviluppati, anche nei mercati emergenti è fondamentale selezionare attentamente sia il Paese sia il punto della curva dei rendimenti. Attualmente, ad esempio, è preferibile concentrarsi sulle scadenze più brevi (0–5 anni), dove le banche centrali hanno maggiore controllo, soprattutto in presenza di deficit elevati. Questo rafforza anche la necessità di mantenere disciplina sulla duration ed evitare un’eccessiva esposizione a scadenze lunghe.
Rendimenti iniziali: un cuscinetto incorporato
Nonostante le tensioni geopolitiche e l’incertezza delle politiche economiche, i rendimenti attuali offrono una protezione significativa al ribasso in diversi scenari macroeconomici.
Analizzando diversi scenari per i prossimi 12 mesi, da una crescita sotto il trend con forti tagli dei tassi, fino a uno scenario opposto di crescita eccessivamente sostenuta, è difficile immaginare un contesto in cui il reddito fisso non contribuisca ai rendimenti di un portafoglio.
Tuttavia, per trarre davvero vantaggio dai cambiamenti di narrativa, è necessario confrontare il proprio livello di convinzione con il consenso di mercato per individuare le vere opportunità. Livelli di reddito interessanti offrono un punto di partenza e una rete di sicurezza, ma per sfruttare appieno le opportunità del mercato obbligazionario è necessario molto più che limitarsi ad acquistare obbligazioni.
Fonte: InvestmentWorld.it
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