Weekly Outlook: Usa, tassi pressoché stabili sia sulla parte a breve della curva che su quella a lunga

Economia reale: a dicembre, negli Usa l’ISM manifatturiero si attesta, sotto le attese, a 57 punti; mentre sorprende in positivo la fiducia dei consumatori, che sale a 78,1 punti; in progresso anche gli ordini di fabbrica, che a novembre avanzano dell’1,8% m/m. …

Intanto sul mercato del lavoro diminuiscono sia le nuove richieste di sussidio di disoccupazione, sia le richieste continue. In Area Euro confermati i dati finali del PMI manifatturiero e di quello servizi di dicembre rispettivamente a 52,7 p. e a 51 punti. Positiva la fiducia degli investitori europea con l’indice Sentix di gennaio che sale sopra le previsioni a 11,9 punti. Leggermente sopra le attese il PMI manifatturiero tedesco confermato a 54,3 punti a dicembre nella sua versione definitiva. In Italia sorprende il PMI manifatturiero toccando quota 53,3 p. a dicembre, rispetto ai precedenti 51,4 punti; delude invece la fiducia delle imprese che nello stesso mese scende a 98,2 punti. L’inflazione preliminare di dicembre si attesta allo 0,6% a/a in calo rispetto allo 0,7% di novembre.

Tassi di interesse: negli Usa, tassi pressoché stabili sia sulla parte a breve della curva che su quella a lunga, con il decennale che torna ad oscillare intorno al 3% per la seconda settimana consecutiva. In area Euro, si assiste ad un calo dei tassi d’interesse, con lo spread Italia-Germania in ribasso sotto i 200 pb per la prima volta dal 2011. L’Euribor 3M venerdì scorso fissava allo 0,28%.

Valute: la settimana è stata caratterizzata dalla debolezza dell’euro che si è infatti deprezzato verso quasi tutte le principali valute globali. Il cambio €/$ è così tornato ad oscillare in area 1,36 per la prima volta da inizio dicembre. Settimana positiva invece per lo Yen; da evidenziare il forte apprezzamento del dollaro sia australiano che neozelandese.

Materie prime: settimana negativa per l’indice generale GSCI che è tornato sui livelli minimi di inizio dicembre trainato al ribasso dal settore energetico. Il greggio è infatti risultata la peggiore commodity della settimana; andamento comunque negativo anche per tutte le altre materie prime ad eccezione del comparto bestiame e dell’oro (+1% circa).

Borse: settimana in altalena per i principali listini europei mentre chiudono intorno alla parità quelli Usa; da evidenziare i nuovi massimi storici registrati dall’indice S&P500, Dow Jones e Dax. Andamento misto invece per gli indici azionari dei Paesi emergenti. All’interno dell’indice Stoxx 600, tutti i settori sono riusciti a chiudere in positivo.

 

Fonte: MPS

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