Da seguire: Area Euro Italia. Il tasso di disoccupazione potrebbe aumentare ancora a novembre, al 12,6%. Le indicazioni dalle domande di cassa-integrazione segnalano che…
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nonostante il tentativo di stabilizzazione del ciclo, potrebbe essere continuato il trend di deterioramento del mercato del lavoro. Ci vorrà tempo prima che l’incipiente ripresa abbia effetto sul tasso dei senza-lavoro, che potrebbe cominciare a calare solo a 2014 inoltrato.
Le vendite al dettaglio nell’area euro sono attese crescere a novembre di 1,5% m/m dopo il calo di 0,2% m/m di ottobre. Il dato sarebbe coerente con una variazione di 0,6% t/t nel trimestre corrente, dopo il +0,4% t/t del 3° trimestre. L’andamento della fiducia dei consumatori comunque non segnala ancora una chiara ripresa per le vendite al dettaglio.
Il tasso di disoccupazione dell’Eurozona è atteso rimanere stabile a novembre al 12,1% (sui massimi dal 1992). Permane comunque un’ampia dispersione all’interno dell’area specialmente tra paesi periferici e paesi core, dove la ripresa rimane troppo debole per lasciar sperare in una riduzione apprezzabile della disoccupazione nei prossimi 12 mesi.
Germania. Gli ordini all’industria sono visti in crescita di +1,8% m/m a novembre dopo il calo di ottobre (-2,1% m/m) spiegato in larga misura dal comparto dei beni capitali. Le indicazioni dalle indagini sono per una tenuta degli ordini anche a fine anno. Se confermato, il dato di novembre lascerebbe gli ordini in rotta per un aumento di 0,9% t/t nel 4° trimestre in rallentamento dal +1,7% t/t dei mesi estivi.
Stati Uniti
La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC del 17-18 dicembre. I verbali daranno maggiori informazioni sul dibattito che ha portato all’annuncio di riduzione degli acquisti a gennaio e potrebbero segnalare qual è il ritmo atteso delle riduzioni future.
Ieri sui mercati
Discesa pressoché parallela di -5/6pb della curva italiana, tornata a chiudere il differenziale con la Germania. I rendimenti dei titoli federali tedeschi, infatti, sono rimasti stabili sul tratto breve/medio e sono scesi di 2pb sulla scadenza decennale. Il movimento è stato tirato da Spagna e Portogallo. La prima ha allargato il differenziale con l’Italia a 10pb, mentre il Portogallo ha visto un nuovo calo del premio sulla Germania a 343pb, minimo dal primo trimestre 2011. L’Irlanda ha piazzato ben 3,75mld di una nuova obbligazione decennale a un rendimento appena superiore al 3,5%, inferiore cioè a quanto pagato da Spagna e Italia. Il Tesoro italiano ha annunciato che il 10/1 saranno collocati 8,5 mld del BOT 14/01/2015.
Nonostante il movimento sfavorevole dei differenziali di tasso, l’euro rimane saldo sopra 1,3570 dollari, principale barriera di breve termine, mentre lo yen accentua il ribasso nel corso della notte per sfiorare quota 105. Positive le chiusure dei mercati azionari, così come l’andamento del mercato obbligazionario americano.
Area Euro
L’inflazione dell’area euro è calata a dicembre a 0,8% da un precedente 0,9%, in linea con le attese. Sul mese i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,3%m/m. L’energia ha contribuito con un aumento di 0,6% m/m mentre gli alimentari dovrebbero aver visto un calo. L’inflazione al netto di energia, alimentari e tabacchi scende di due decimi a 0,7%, più di quanto atteso dal consenso. Ci aspettiamo che il trend di rallentamento dei prezzi core prosegua nei prossimi mesi fino ad un minimo di 0,4% in estate. Invece, il minimo per l’inflazione headline dovrebbe essere ormai alle spalle e ci aspettiamo che l’inflazione torni verso l’1,0% nei primi mesi di quest’anno.
Germania. Il numero dei disoccupati è tornato a calare a dicembre di -15.000 unità. Il tasso di disoccupazione è rimasto, però, invariato al 6,9% per il quarto mese consecutivo. La crescita di occupazione rimaneva blanda a +0,1%t/t a novembre.
Germania. Le vendite al dettaglio, escluse le auto, sono cresciute dell’1,5% m/m a novembre dopo -0,8% m/m del mese precedente. Le vendite sono in rotta per un aumento di 0,3%t/t a dicembre dopo il -0,2% t/t di settembre. Secondo le nostre stime, le vendite incluse le auto dovrebbero essere cresciute di 0,4%t/t coerenti con un accelerazione dei consumi tedeschi a fine anno 0,5% t/t dopo +0,1%t/t.
Stati Uniti
La bilancia commerciale a novembre registra una nuova ampia chiusura del deficit, a 34,3 mld di dollari, da 39,3 mld di ottobre, con un aumento dell’export di +0,9% m/m e una riduzione dell’import di -1,4% m/m. Gran parte della chiusura del deficit è legata alla voce petrolio, sia in termini di prezzo sia in termini di quantità: il saldo ex-petrolio infatti si riduce modestamente, da -19,8 mld di ottobre a -19,08 mld di novembre. Il saldo in termini reali di riduce di 2,3 mld di dollari, a -44,64 mld. Le esportazioni aumentano di 0,9% m/m, nel comparto beni l’incremento è di 1,1% m/m, spinto da auto (+1,1% m/m) e materie prime industriali. Dal lato delle importazioni, si registra un calo nel comparto beni di -1,8% m/m, guidato da materie prime (-7,2% m/m) e alimentari; aumentano invece le importazioni di auto e beni capitali. I dati mostrano un’ampia riduzione del deficit reale (-10 mld, -6,8% t/t) fra il 4° e il 3° trimestre 2013, ipotizzando stabilità del saldo a dicembre sui livelli di novembre. Pertanto, il PIL del 4° trimestrale dovrebbe registrare un ampio contributo positivo del canale estero, vicino a 1 punto percentuale.
Rosengren (Boston Fed) ha detto che la Fed dovrà ridurre molto gradualmente lo stimolo in futuro. Rosengren a dicembre ha dissentito dalla decisione del FOMC di iniziare a ridurre gli acquisti di titoli a partire da gennaio. Rosengren ha sottolineato che la Fed rimane lontana da entrambi i suoi obiettivi di massima occupazione e inflazione al 2%, indicando che una crescita dei prezzi persistentemente inferiore all’obiettivo mina la credibilità della banca centrale. Rosengren rimane all’estremo delle colombe nella distribuzione delle opinioni all’interno del FOMC. Rosengren, votante nel 2013, nel 2014 non voterà.
Il Congresso continua la discussione sul disegno di legge mirato a prolungare per altri tre mesi l’estensione dei sussidi di disoccupazione finanziata con fondi federali. Senza l’estensione, 1,3 milioni di disoccupati a lungo termine da gennaio resteranno senza reddito. Ieri il Senato a sorpresa ha approvato il disegno di legge con 60 voti a favore e 37 contrari; 6 repubblicani hanno votato insieme ai democratici.
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Da seguire:
Area Euro
Italia. Il tasso di disoccupazione potrebbe aumentare ancora a novembre, al 12,6%. Le indicazioni dalle domande di cassa-integrazione segnalano che, nonostante il tentativo di stabilizzazione del ciclo, potrebbe essere continuato il trend di deterioramento del mercato del lavoro. Ci vorrà tempo prima che l’incipiente ripresa abbia effetto sul tasso dei senza-lavoro, che potrebbe cominciare a calare solo a 2014 inoltrato.
Le vendite al dettaglio nell’area euro sono attese crescere a novembre di 1,5% m/m dopo il calo di 0,2% m/m di ottobre. Il dato sarebbe coerente con una variazione di 0,6% t/t nel trimestre corrente, dopo il +0,4% t/t del 3° trimestre. L’andamento della fiducia dei consumatori comunque non segnala ancora una chiara ripresa per le vendite al dettaglio.
Il tasso di disoccupazione dell’Eurozona è atteso rimanere stabile a novembre al 12,1% (sui massimi dal 1992). Permane comunque un’ampia dispersione all’interno dell’area specialmente tra paesi periferici e paesi core, dove la ripresa rimane troppo debole per lasciar sperare in una riduzione apprezzabile della disoccupazione nei prossimi 12 mesi.
Germania. Gli ordini all’industria sono visti in crescita di +1,8% m/m a novembre dopo il calo di ottobre (-2,1% m/m) spiegato in larga misura dal comparto dei beni capitali. Le indicazioni dalle indagini sono per una tenuta degli ordini anche a fine anno. Se confermato, il dato di novembre lascerebbe gli ordini in rotta per un aumento di 0,9% t/t nel 4° trimestre in rallentamento dal +1,7% t/t dei mesi estivi.
Stati Uniti
La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC del 17-18 dicembre. I verbali daranno maggiori informazioni sul dibattito che ha portato all’annuncio di riduzione degli acquisti a gennaio e potrebbero segnalare qual è il ritmo atteso delle riduzioni future.
Ieri sui mercati
Discesa pressoché parallela di -5/6pb della curva italiana, tornata a chiudere il differenziale con la Germania. I rendimenti dei titoli federali tedeschi, infatti, sono rimasti stabili sul tratto breve/medio e sono scesi di 2pb sulla scadenza decennale. Il movimento è stato tirato da Spagna e Portogallo. La prima ha allargato il differenziale con l’Italia a 10pb, mentre il Portogallo ha visto un nuovo calo del premio sulla Germania a 343pb, minimo dal primo trimestre 2011. L’Irlanda ha piazzato ben 3,75mld di una nuova obbligazione decennale a un rendimento appena superiore al 3,5%, inferiore cioè a quanto pagato da Spagna e Italia. Il Tesoro italiano ha annunciato che il 10/1 saranno collocati 8,5 mld del BOT 14/01/2015.
Nonostante il movimento sfavorevole dei differenziali di tasso, l’euro rimane saldo sopra 1,3570 dollari, principale barriera di breve termine, mentre lo yen accentua il ribasso nel corso della notte per sfiorare quota 105. Positive le chiusure dei mercati azionari, così come l’andamento del mercato obbligazionario americano.
Area Euro
L’inflazione dell’area euro è calata a dicembre a 0,8% da un precedente 0,9%, in linea con le attese. Sul mese i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,3%m/m. L’energia ha contribuito con un aumento di 0,6% m/m mentre gli alimentari dovrebbero aver visto un calo. L’inflazione al netto di energia, alimentari e tabacchi scende di due decimi a 0,7%, più di quanto atteso dal consenso. Ci aspettiamo che il trend di rallentamento dei prezzi core prosegua nei prossimi mesi fino ad un minimo di 0,4% in estate. Invece, il minimo per l’inflazione headline dovrebbe essere ormai alle spalle e ci aspettiamo che l’inflazione torni verso l’1,0% nei primi mesi di quest’anno.
Germania. Il numero dei disoccupati è tornato a calare a dicembre di -15.000 unità. Il tasso di disoccupazione è rimasto, però, invariato al 6,9% per il quarto mese consecutivo. La crescita di occupazione rimaneva blanda a +0,1%t/t a novembre.
Germania. Le vendite al dettaglio, escluse le auto, sono cresciute dell’1,5% m/m a novembre dopo -0,8% m/m del mese precedente. Le vendite sono in rotta per un aumento di 0,3%t/t a dicembre dopo il -0,2% t/t di settembre. Secondo le nostre stime, le vendite incluse le auto dovrebbero essere cresciute di 0,4%t/t coerenti con un accelerazione dei consumi tedeschi a fine anno 0,5% t/t dopo +0,1%t/t.
Stati Uniti
La bilancia commerciale a novembre registra una nuova ampia chiusura del deficit, a 34,3 mld di dollari, da 39,3 mld di ottobre, con un aumento dell’export di +0,9% m/m e una riduzione dell’import di -1,4% m/m. Gran parte della chiusura del deficit è legata alla voce petrolio, sia in termini di prezzo sia in termini di quantità: il saldo ex-petrolio infatti si riduce modestamente, da -19,8 mld di ottobre a -19,08 mld di novembre. Il saldo in termini reali di riduce di 2,3 mld di dollari, a -44,64 mld. Le esportazioni aumentano di 0,9% m/m, nel comparto beni l’incremento è di 1,1% m/m, spinto da auto (+1,1% m/m) e materie prime industriali. Dal lato delle importazioni, si registra un calo nel comparto beni di -1,8% m/m, guidato da materie prime (-7,2% m/m) e alimentari; aumentano invece le importazioni di auto e beni capitali. I dati mostrano un’ampia riduzione del deficit reale (-10 mld, -6,8% t/t) fra il 4° e il 3° trimestre 2013, ipotizzando stabilità del saldo a dicembre sui livelli di novembre. Pertanto, il PIL del 4° trimestrale dovrebbe registrare un ampio contributo positivo del canale estero, vicino a 1 punto percentuale.
Rosengren (Boston Fed) ha detto che la Fed dovrà ridurre molto gradualmente lo stimolo in futuro. Rosengren a dicembre ha dissentito dalla decisione del FOMC di iniziare a ridurre gli acquisti di titoli a partire da gennaio. Rosengren ha sottolineato che la Fed rimane lontana da entrambi i suoi obiettivi di massima occupazione e inflazione al 2%, indicando che una crescita dei prezzi persistentemente inferiore all’obiettivo mina la credibilità della banca centrale. Rosengren rimane all’estremo delle colombe nella distribuzione delle opinioni all’interno del FOMC. Rosengren, votante nel 2013, nel 2014 non voterà.
Il Congresso continua la discussione sul disegno di legge mirato a prolungare per altri tre mesi l’estensione dei sussidi di disoccupazione finanziata con fondi federali. Senza l’estensione, 1,3 milioni di disoccupati a lungo termine da gennaio resteranno senza reddito. Ieri il Senato a sorpresa ha approvato il disegno di legge con 60 voti a favore e 37 contrari; 6 repubblicani hanno votato insieme ai democratici.
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