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Flash: La produzione industriale dell’Eurozona è attesa in crescita

Da seguire: Area Euro Italia. La lettura finale del CPI di dicembre dovrebbe confermare il rallentamento dell’inflazione di un decimo a 0,6% sull’indice armonizzato, ma una lettura stabile a 0,7% sull’indice nazionale…..


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Sul mese i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,2% m/m sull’indice nazionale e di 0,3% m/m su quello armonizzato dopo il -0,3% m/m di novembre su entrambe le misure. L’inflazione dovrebbe gradualmente tornare sopra l’1% a partire dalla seconda metà dell’anno.

La produzione industriale dell’Eurozona è attesa in crescita di +1,2% m/m a novembre dopo il brusco calo del mese precedente (-1,1% m/m). Sull’anno la variazione sarebbe in miglioramento a +1,5% da -0,1%. L’output rimane in rotta per una contrazione di 0,1% t/t nell’ultimo trimestre dopo il -0,1% t/t di settembre, contribuendo marginalmente in modo negativo alla formazione del PIL dell’Eurozona. Ci aspettiamo altresì un contributo positivo dei servizi e manteniamo una stima di crescita del PIL di +0,2% t/t dopo lo 0,1% t/t dei mesi estivi, ma segnaliamo rischi verso il basso.

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio a dicembre sono previste in calo di -0,1% m/m, spinte verso il basso dal calo nel comparto auto. A novembre le vendite di auto registrate dai concessionari erano schizzate a 16,3 mln (da 15,2 di ottobre), e a dicembre hanno corretto a 15,3 mln: il trend del settore resta positivo e dovrebbe riprendere nei prossimi mesi, anche se è probabile che gennaio sia ancora debole, questa volta per via del clima. Le vendite al netto delle auto dovrebbero aumentare di 0,5% m/m; una parte di questo aumento è legato al rialzo del prezzo della benzina. Le vendite al netto di auto e benzina dovrebbero essere comunque positive, in crescita di 0,4% m/m. In termini reali le vendite a dicembre dovrebbero essere deboli, ma seguono due mesi straordinariamente forti e non dovrebbero precludere una crescita dei consumi nel 4° trimestre intorno al 3% t/t ann.

I prezzi all’import a dicembre dovrebbero aumentare di 0,5% m/m, dopo due ampi cali consecutivi. Il rialzo è da attribuire al prezzo del petrolio. Al netto del petrolio i prezzi dovrebbero essere invariati: un dollaro in moderato rafforzamento dovrebbe contenere le variazioni dei prezzi core

Ieri sui mercati

Una buona tornata di aste per il debito italiano: il Tesoro ha piazzato complessivamente 8,195 miliardi di titoli a medio e lungo termine, fra i quali il nuovo triennale BTP 1,5% 15/12/2016. I rapporti di copertura sono stati soddisfacenti (1,38x sul triennale, 1,38x e 1,29x sugli altri due titoli). I rendimenti medi sono stati di 1,51% sul 2016, 3,17% sul BTP 05/2021 e 4,26% sul BTP 09/2028. Oggi si svolgeranno le riaperture per gli specialisti, nelle quali il Tesoro offre complessivamente altri 1,9 mld di carta.

Pessima apertura di settimana per gli indici azionari nipponici: il Nikkei ha chiuso in ribasso del 3,1%.

Area Euro

Italia: La produzione industriale è aumentata a novembre di 0,3% m/m, in linea con le attese. Si tratta della terza variazione mensile positiva di fila. Inoltre il dato di ottobre è stato rivisto al rialzo di due decimi, a 0,7% m/m. Di conseguenza la variazione annua corretta per i giorni lavorativi è salita assai più del previsto, da -0,4% a +1,4%, tornando in territorio positivo per la prima volta da oltre due anni (la variazione annua in termini grezzi resta peraltro in rosso a -1,8%, calando anzi da -0,4% precedente). Il dettaglio per gruppi di prodotti mostra che il miglioramento è generalizzato, con l’unica eccezione dei beni di consumo non durevoli. In sintesi, il dato “certifica” che nell’industria la recessione è finita (il mese di agosto sembra aver rappresentato il punto di minimo del ciclo per la produzione) e sembra avviata una fase di ripresa. Il dato lascia la produzione industriale in rotta per un aumento dell’1% t/t nell’ultimo trimestre del 2013: sarebbe l’incremento più forte da oltre tre anni. Un segnale coerente con la nostra idea di un ritorno ad una crescita positiva del PIL già nello scorcio finale del 2013.

Spagna. Il ministro delle finanze ha dichiarato di attendersi nel quarto trimestre 2013 una crescita di +0,3% del PIL, nonché una ripresa più veloce di quanto inizialmente previsto nel 2014.

Nella sua audizione al Parlamento Europeo, Sabine Lautenchläger, candidata a rimpiazzare il dimissionario Asmussen nel comitato esecutivo BCE, si è dichiarata contraria all’ipotesi che la banca centrale assuma sul suo bilancio rischio di credito attraverso acquisti diretti. Il ragionamento dietro l’OMT è condivisibile, “ma se certi aspetti del programma non sono implementabili, l’OMT non può essere continuato”. Riguardo all’opzione di un tasso negativo sui depositi, ha dichiarato che ciò è tecnicamente e legalmente possibile, ma che “la BCE dovrà esaminare le conseguenze e valutare se tale misura aiuta, sostiene davvero l’economia”. Inoltre, la BCE dovrà “abbandonare alcune misure al più presto, a motivo dei loro effetti collaterali”. Infine, i bassi tassi di interesse “non sono senza rischi”


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