- AMERICA NEW YORK

Flash: Stati Uniti Il CPI a dicembre è previsto in aumento

Da seguire: Molto robusto l’andamento degli ordinativi di macchinari in Giappone: +16,6% a/a e 9,3% m/m……


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Area Euro

Germania. La lettura finale dei prezzi al consumo di dicembre ha confermato l’aumento registrato nella stima flash rispettivamente di 0,4% m/m e 0,5% m/m sugli indici nazionale e armonizzato. Il CPI nell’ultimo mese dell’anno è in crescita di 1,4% a/a (da 1,3% di novembre) e 1,2% a/a (da 1,6%) rispettivamente sugli indici nazionale e armonizzato. Ci aspettiamo che l’inflazione tedesca si mantenga sui livelli attuali fino alla prossima primavera.

La seconda lettura dell’inflazione di dicembre nell’Eurozona dovrebbe confermare il rallentamento a 0,8% (stima preliminare) dallo 0,9% di novembre. L’inflazione core sarà confermata in calo a 0,7%, due decimi in meno rispetto allo 0,9% di novembre, un minimo assoluto dall’inizio dell’unione monetaria. Il minimo per l’inflazione headline dovrebbe essere ormai alle spalle e ci aspettiamo che l’inflazione torni verso l’1,0% nei prossimi mesi di quest’anno; data la gradualità della ripresa ed il permanere del cambio su livelli elevati non è escluso che l’inflazione core possa frenare ulteriormente. Aste. La Spagna offre fra 4,5 e 5,5 miliardi di Bonos con scadenza aprile 2017, luglio 2026 e ottobre 2028.

Stati Uniti

Il CPI a dicembre è previsto in aumento di 0,4% m/m. L’indice core dovrebbe registrare una variazione di 0,2% m/m, come a novembre e al di sopra della media di 0,1% m/m dei 3 mesi precedenti. L’energia dovrebbe contribuire positivamente alla variazione dell’indice headline: la benzina ha registrato un aumento moderato nel mese di dicembre, ma i fattori di correzione stagionale determineranno un aumento solido dell’energia. Sull’indice core dovrebbe influire un aumento atteso per l’abbigliamento, che ha segnato tre contrazioni consecutive, e l’abitazione ex-energia che potrebbe aumentare ancora di 0,3% m/m, come a novembre, in accelerazione rispetto al +0,2% m/m medio di gran parte dell’anno. Su base tendenziale, la variazione dell’indice headline dovrebbe accelerare a 1,6% a/a da 1,2% a/a di novembre: l’indice core dovrebbe aumentare a 1,8% a/a da 1,7% a/a dei 3 mesi precedenti.

L’indice della Philadelphia Fed a gennaio dovrebbe aumentare modestamente a 8 da 7 di dicembre. La relazione con l’ISM farebbe prevedere un incremento a 17, ma il Philly Fed ha regolarmente sottostimato le condizioni prevalenti a livello nazionale, anche se in misura minore rispetto allo scostamento segnato dall’Empire. Inoltre, le condizioni climatiche avverse dovrebbero influire negativamente sugli indici di attività a gennaio, soprattutto sulle regioni nord-orientali. 

L’indice di fiducia dei costruttori rilevato dall’NAHB a gennaio dovrebbe segnare un modesto ritracciamento a 57 da 58 di dicembre sulla scia del clima particolarmente avverso nel mese in corso e di una fisiologica correzione dopo l’incremento di 4 punti a dicembre.

Ieri sui mercati

La banca centrale del Brasile ha alzato il tasso ufficiale di 50pb, al 10,5%; la mossa, decisa all’unanimità, è superiore alle attese, concentrate su un intervento di 25pb. A bilanciare tale aspetto, tuttavia, il comitato di politica monetaria della banca centrale ha valutato il rialzo appropriato “in questo momento”, inciso interpretato dai più come indicativo di un rallentamento o di una sospensione della fase di restrizione. Persistono comunque aspettative di ulteriori rialzi nel corso del 2014.

Il dollaro si è apprezzato ulteriormente ieri, favorito da altri dati positivi e dal rialzo dei tassi di mercato. L’euro ha corretto di una figura, rompendo il supporto tecnico di 1,3606 EUR/USD sui dati statunitensi e scivolando fino a 1,3582 EUR/USD. Andamento moderatamente favorevole per gli spread dei periferici in Europa, con Italia e soprattutto Spagna che hanno registrato cali assoluti nei livelli dei rendimenti.

Area euro

Germania. I conti economici annuali mostrano il PIL in crescita di +0,4% nel 2013 dopo il +0,7% del 2012. Il commercio estero ha sottratto alla crescita lo 0,3%, mentre la domanda interna ha contribuito per +0,7%. Nel 2014 le nostre stime sono per un’accelerazione della crescita a 1,6% con un contributo significativo della domanda interna che controbilancerà il calo del commercio estero.

Germania Il saldo di bilancio pubblico chiude il 2013 in lieve deficit (-0,1%), mentre le attese erano per un pareggio di bilancio dopo il lieve surplus del 2012. Per il 2014, ci aspettiamo che il saldo di bilancio rimanga in lieve deficit.

Spagna L’inflazione di dicembre è confermata a 0,3% in recupero da un precedente 0,2%. Sulla misura armonizzata, l’inflazione è stabile a 0,3%. L’inflazione core cala più del previsto a 0,2% da un precedente 0,4%.

Stati Uniti

L’indice Empire della NY Fed a gennaio rimbalza a 12,5 da 2,22 di dicembre, recuperando finalmente una parte del differenziale che si era aperto con l’ISM. Lo spaccato dell’indagine è generalmente positivo, con gli ordini e le consegne in ampio aumento (a 13,4 e 15,5 rispettivamente) e un rialzo degli ordini inevasi. I dati confermano la prosecuzione della crescita nel settore manifatturiero nel 1° trimestre.

Il PPI a dicembre aumenta di 0,4% m/m, dopo due contrazioni consecutive. Il PPI core registra una variazione di 0,3% m/m. L’energia rimbalza, con un aumento di +1,6% m/m (benzina +2,2% m/m). Nel comparto core, il tabacco registra un aumento di 3,6% m/m e spiega circa metà dell’incremento del core: il rialzo dei prezzi del tabacco sono legati a rialzi di imposta e pertanto di natura transitoria. I prezzi dei beni intermedi core aumentano di 0,2% m/m, dopo due contrazioni consecutive. I dati non modificano il quadro di pressioni inflazionistiche contenute nel medio termine.

Il Beige Book riporta che l’attività economica ha continuato a espandersi tra la seconda parte di novembre e fine anno. La valutazione del ritmo di crescita è in miglioramento rispetto ai rapporti precedenti.

La Camera ha approvato il disegno di legge di spesa per finanziare il Tesoro fino alla fine dell’a.f. 2014, confermando il compromesso bipartisan concordato a fine 2013 fra democratici e repubblicani.


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