Da seguire: Stati Uniti I nuovi cantieri a dicembre sono previsti in calo a 1,025 mln di unità ann., da 1,091 mln di novembre. A novembre i cantieri avevano registrato un balzo di +22,7% m/m, dopo 7 mesi di relativa debolezza…….
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A dicembre si dovrebbe avere una correzione fisiologica, che però dovrebbe riportare il livello dei cantieri sul trend verso l’alto in vigore fino a marzo 2013. Le licenze a dicembre dovrebbero aumentare a 1,035 mln da 1,017 mln di unità ann. a novembre, riportandosi sui livelli di ottobre. L’attività nel settore costruzioni sta riaccelerando, come confermato anche dall’ampio rialzo dell’indice di fiducia dei costruttori a dicembre. E’ probabile che a gennaio, a causa del clima straordinariamente avverso, ci sia un temporaneo calo di attività e il primo dato negativo di occupazione nel settore da maggio 2012: ma il trend espansivo nel settore dell’edilizia residenziale dovrebbe restare intatto.
Ieri sui mercati
Movimenti correttivi hanno caratterizzato i mercati azionari, con ribassi più marcati per i listini della periferia europea. Rendimenti in calo sulle curve dei titoli di stato, più marcatamente sugli UST e sul mercato tedesco. Il modesto ampliamento dei premi al rischio pagati da Italia e Spagna non ha impedito una marginale flessione dei tassi sulle scadenza da 5 anni in su anche su questi mercati. La Spagna ha piazzato 6 miliardi di debito a medio e lungo termine, più di quanto preannunciato. S&P ha mantenuto a BB il rating del Portogallo, ma ha portato l’outlook da credit watch negativo a negativo; confermato ad A- con outlook stabile il rating della Slovenia. Poco significativi i movimenti del cambio EUR/USD e dello yen; al contrario, rublo e peso messicano si avvicinano ai minimi del settembre 2013, mentre il dollaro australiano ha segnato minimi pluriennali a 0,8773 contro dollaro.
Secondo il responsabile del dipartimento di politica monetaria della PBOC, le autorità monetarie intendono impiegare diversi strumenti di controllo della liquidità per “mantenere ragionevoli tassi di crescita del credito e della finanza sociale”.
Area Euro
BCE. Il Bollettino mensile della BCE ricalca il comunicato della settimana scorsa: “La BCE enfatizza fortemente che manterrà una politica monetaria accomodante” e “a prendere ulteriori azioni decisive se necessario”. Le dichiarazioni della BCE hanno avuto un effetto limitato sui mercati. Continuiamo a ritenere che in assenza di sorprese significative sull’inflazione core difficilmente la BCE adotterà misure aggiuntive. Con la forward guidance e il taglio di novembre scorso la BCE è riuscita a tenere sotto controllo i tassi di mercato monetario.
Weidmann ha dichiarato che ritiene che i bassi tassi di interesse potrebbero imprimere un impulso positivo sulla Germania e area euro, il tono è più accomodante che in passato ma il Presidente della Bundesbank ha comunque affermato che tassi di interesse bassi troppo a lungo introducono rischi nel medio periodo. Weidmann ha indicato che l’inflazione potrebbe risalire con la ripresa ciclica e che la stance attuale di policy è adeguata. Noyer è stato più possibilista indicando che la BCE è pronta a prendere azioni aggiuntive nel caso in cui dovesse emergere la necessità.
Stati Uniti
Il CPI a dicembre aumenta di 0,3% m/m (1,5% a/a), spinto da una variazione di 2,1% m/m dell’energia. L’indice core è in crescita di 0,1% m/m (1,7% a/a). I dati complessivamente danno indicazioni di un trend di variazione dei prezzi moderato, che dovrebbe gradualmente riportare l’inflazione verso il 2%, permettendo al FOMC di proseguire sul sentiero di riduzione degli acquisti.
I sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa l’11 gennaio calano a 326 mila da 328 mila della settimana precedente. Sarà importante vedere se nelle prossime settimane il livello attuale dei sussidi viene confermato: infatti le prime due settimane di gennaio hanno registrato un clima particolarmente avverso, che potrebbe avere frenato transitoriamente le richieste di sussidio.
L’indice della Philadelphia Fed a gennaio aumenta a 9,4 da 6,4 (rivisto da 7) del mese precedente. Lo spaccato dell’indagine è misto: gli ordini sono più deboli (a 5,1 da 12,9), mentre le consegne e gli occupati sono in aumento (a 12,1 da 11,9, e a 10 da 4,4, rispettivamente). L’indagine è coerente con espansione moderata dell’attività nel settore manifatturiero a gennaio.
L’indice di fiducia dei costruttori rilevato dalla NAHB a gennaio scende a 56 da 57 di dicembre (rivisto da 58).
Il Senato ha approvato con 72 voti contro 26 la legge sulla spesa, eliminando ogni rischio residuo di chiusura degli uffici federali. Il provvedimento, già votato dalla Camera, sarà firmato dal Presidente domani. Ora rimane da smarcare la questione dell’innalzamento del limite sul debito, che però riteniamo sarà risolta più facilmente rispetto all’ottobre scorso.
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