Da più di quarant’anni il Secular Forum di PIMCO offre una cornice rigorosa per allontanarsi dal rumore di mercato di breve periodo e analizzare le forze strutturali che orienteranno l’economia e i mercati finanziari globali nei successivi cinque anni.
A cura di Richard Clarida, Global Economic Advisor di PIMCO, Andrew Balls, Global CIO Fixed Income di PIMCO, Dan Ivascyn, Group CIO di PIMCO
Raramente questo esercizio è stato più rilevante di quanto sia ultimamente.
Quella attuale è una stagione di rottura a livello globale. Il rischio geopolitico che avevamo evidenziato nel nostro Secular Outlook 2025 “L’era della frammentazione” è diventato una realtà in movimento nel 2026. La frammentazione si sta manifestando a livello globale nei prezzi dell’energia, nei dati delle catene di approvvigionamento, nei tassi di crescita e nei rendimenti degli investimenti. Il costo dell’adagiarsi è nettamente cresciuto. Gli investitori non possono più basarsi su un quadro di riferimento di globalizzazione, intervento delle autorità e volatilità soppressa, che è ormai superato.
Tuttavia le opportunità di investimento in questa realtà globale restano abbondanti. Questo perché il riposizionamento di stampo generazionale dei rendimenti obbligazionari avvenuto qualche anno fa, e tema del nostro Secular Outlook 2024 “Il vantaggio del rendimento”, ci consente di mirare a portafogli resilienti, diversificati a livello globale, incentrati su obbligazionario di alta qualità sui mercati sia pubblici che privati.
Principali temi macroeconomici
- Rottura, non transizione.
La frammentazione delle alleanze sulla sicurezza, nel commercio e sul fonte finanziario che avevamo indicato lo scorso anno è in accelerazione. La traiettoria dell’economia globale è passata da una gamma ristretta di esiti plausibili a un quadro di incertezza con ampia distribuzione degli scenari possibili. Ciò detto, ci aspettiamo che il Dollaro americano resti la valuta dominante a livello globale nel prossimo futuro. - Resilienza messa alla prova.
Politica, geopolitica e politiche per la sicurezza economica oggi incidono direttamente sulla crescita e sull’inflazione, aumentando la dispersione tra Paesi, settori e imprese anziché soltanto la volatilità di mercato e macro. Queste forze verosimilmente metteranno alla prova la resilienza economica, specialmente considerando che lo spazio fiscale è limitato. Nel nostro scenario di base non prevediamo una frenata repentina e neppure una crisi fiscale per gli Stati Uniti o il venir meno dell’accesso al mercato per altri primari emittenti sovrani. L’evoluzione più probabile è di episodica volatilità con periodico riaccendersi dell’attenzione dei mercati sulla sostenibilità del debito e sulla credibilità fiscale. - Code spesse, in entrambe le direzioni.
L’esplosione degli investimenti in intelligenza artificiale (IA), l’aumento della spesa per la difesa e gli investimenti in sicurezza energetica potrebbero contribuire per ben 14.000 miliardi di dollari alla spesa in conto capitale globale nei prossimi cinque anni. L’IA con il suo potenziale di riduzione del costo del lavoro e aumento della produttività potrebbe diventare una potente forza disinflazionistica ma gli shock geopolitici e la riconfigurazione delle filiere di approvvigionamento verosimilmente eserciteranno una pressione rialzista sui prezzi. In altre parole, c’è una gamma di esiti possibili (questo si intende con “code spesse”) su entrambi gli opposti versanti dello scenario centrale. È nostra ferma convinzione che le banche centrali faranno di tutto per mantenere le aspettative di inflazione ancorate sui prossimi cinque anni.
Principali temi per gli investimenti
- Il ciclo di perdite nel credito si sta delineando.
Dopo anni di performance senza darsi molto da fare, il ciclo di default sta tornando sulla scena e prevediamo perdite significativamente più elevate nel credito di minore qualità come i prestiti a leva e il credito diretto alle imprese sui mercati privati. Riteniamo sia l’inizio di una tendenza di lungo periodo in cui qualità e selezione del credito saranno più importanti che mai. In questa fase del ciclo, si profila un’accelerazione nelle strutture di ingegneria finanziaria basate su rating creditizi e ricerca di liquidità, in particolare sui mercati privati, ma non rischio sistemico sulla scala del 2005–2006. In questo contesto, l’asset based finance e i mercati del credito quotati appaiono relativamente interessanti. Inoltre, riteniamo che le tensioni nel credito porteranno considerevoli opportunità per fornire soluzioni di capitale ai mutuatari. - Il vantaggio del rendimento è diventato più interessante.
Gli investitori possono mirare a costruire portafogli obbligazionari di alta qualità diversificati a livello globale con rendimenti del 5%–7% in valuta locale, competitivi rispetto ai rendimenti azionari a lungo termine e con minore volatilità potenziale. Gli elevati rendimenti di partenza possono consentire un maggiore contributo delle cedole in una varietà di possibili scenari, con minore dipendenza dalle plusvalenze o da previsioni macro esatte. - Le obbligazioni possono tuttora offrire benefici di diversificazione in portafoglio, in particolare in scenari di contrazione economica.
Le banche centrali hanno molto più spazio per abbassare i tassi in future crisi economiche rispetto al decennio che ha preceduto la pandemia e prevediamo che lo useranno. Un portafoglio obbligazionario a gestione attiva può offrire agli investitori diversificazione e potenziale di apprezzamento del capitale in future recessioni.
Fonte: InvestmentWorld.it
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