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AllianzGI – Pronti per l’ondata?

AllianzGI : Negli stadi dei Mondiali di calcio, i tifosi si preparano ancora una volta alla celebre “ola messicana”, quell’onda di entusiasmo che attraversa le tribune.

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a cura di Stefan Rondorf, Senior Investment Strategist, Global Economics & Strategy. AllianzGI


Fuori dagli stadi, invece, gli investitori si trovano di fronte a un altro tipo di ondata: l’impennata delle maxi-emissioni azionarie. Ne emerge un interrogativo cruciale: i mercati riusciranno ad assorbire questa nuova ondata di offerta senza perdere momentum? E quali saranno le implicazioni per il contesto di mercato nel suo complesso?

Negli ultimi anni, nei mercati azionari l’equilibrio tra domanda e offerta è stato favorevole. Il numero limitato di nuove emissioni è stato compensato da consistenti programmi di riacquisto di azioni proprie. Questo equilibrio è ora destinato a cambiare, almeno temporaneamente. Di recente ha preso avvio un’ondata record di nuove emissioni, e anche le società già quotate stanno valutando o hanno realizzato importanti aumenti di capitale. Di conseguenza, l’offerta di azioni è in aumento.

Al contempo, sul fronte della domanda, la crescita dei riacquisti di azioni proprie è in parte limitata dai massicci investimenti in infrastrutture tecnologiche. Un altro importante driver della domanda, rappresentato dai flussi verso i fondi azionari, si è mantenuto solido negli ultimi trimestri, in particolare negli Stati Uniti e soprattutto nel comparto tecnologico. Nel complesso, il punto centrale è che, finché gli afflussi verso l’azionario statunitense non si ridurranno in modo significativo, i mercati dovrebbero essere in grado di assorbire relativamente bene le nuove emissioni.

Per il mercato, in generale, un’ondata di nuove emissioni segnala inizialmente un contesto favorevole e una marcata propensione al rischio da parte degli investitori: diversamente, per le società non sarebbe interessante quotarsi in borsa. Guardando agli ultimi decenni, non emergono evidenze sistematiche del fatto che grandi ondate di IPO abbiano un impatto diretto sui rendimenti futuri degli indici. I fattori determinanti restano le condizioni macroeconomiche, le valutazioni e il posizionamento degli investitori. Anche quando, come nel 1999 e nel 2021, ondate di emissioni sono state seguite da fasi di mercato più deboli, queste vanno lette non come la causa principale dei ribassi, ma come sintomo di valutazioni elevate e di un’eccessiva propensione al rischio.

Nel mercato azionario statunitense e nei principali indici, l’ondata di IPO potrebbe determinare riallocazioni attraverso due canali principali:

  • Riallocazioni guidate dagli indici: le società di nuova quotazione di grandi dimensioni potrebbero sostituire componenti già presenti nei benchmark e nei fondi indicizzati. Nel complesso, gli effetti di spiazzamento dovrebbero rimanere gestibili, anche perché le nuove società quotate vengono incluse in indici diversi in momenti differenti e non tutta la loro capitalizzazione di mercato è considerata flottante.
  • Riallocazione dai titoli “proxy”: in mancanza di opportunità di investimento dirette negli sviluppatori di AI, fornitori, clienti e società tematicamente collegate hanno spesso svolto il ruolo di proxy per i principali sviluppatori di grandi modelli linguistici. Con la quotazione in borsa dei player principali, i premi di valutazione dei titoli proxy potrebbero ridursi. È quindi probabile che società già affermate nell’AI e nel settore spaziale debbano affrontare una concorrenza più intensa per l’allocazione di capitale, la copertura da parte degli analisti e l’attenzione degli investitori.

La settimana prossima

Oltre all’ondata di nuove emissioni, la settimana scorsa è stata caratterizzata anche da una serie di riunioni delle banche centrali. Per esempio, la Banca del Giappone ha alzato il tasso di riferimento all’1%, il livello più alto da oltre trent’anni.

Nella prossima settimana l’attenzione si concentrerà sugli indicatori di fiducia relativi all’attività economica, che potrebbero fornire una prima indicazione dell’impatto positivo del calo dei prezzi del petrolio e della stabilizzazione della situazione in Medio Oriente sul sentiment di imprese e consumatori, oppure segnalare il persistere di un’elevata incertezza.

Lunedì sarà pubblicato il dato preliminare dell’indice di fiducia dei consumatori della Commissione europea per l’Eurozona relativo al mese di giugno. Martedì avremo i primi dati degli indici dei responsabili degli acquisti (PMI), a riflettere il sentiment delle imprese nell’Eurozona, in Giappone e negli Stati Uniti. Mercoledì sarà reso noto l’indice IFO sulla fiducia delle aziende tedesche relativo al mese di giugno. Giovedì al centro dell’attenzione saranno gli Stati Uniti, con la pubblicazione dell’indice dei prezzi per la spesa per i consumi personali (PCE) e della relativa componente core, riferiti al mese di maggio, che la Federal Reserve monitora attentamente come indicatori chiave dell’inflazione. Sempre negli Stati Uniti, i dati sugli ordinativi di beni durevoli daranno indicazioni sulla resilienza dell’attività di investimento. Infine, venerdì saranno pubblicati i dati sull’inflazione in Giappone.

Fonte: InvestmentWorld.it


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