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DJE Kapital: Dalle stime ai bilanci: la monetizzazione dell’IA accelera e spinge i ricavi oltre le attese

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DJE Kapital  : OpenAI vola verso i 24 miliardi di dollari, ma il vero exploit è di Anthropic con i ricavi stimati a 44 miliardi a maggio 2026. I servizi cloud delle Big Tech capitalizzano l’integrazione di Gemini e Claude.


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A cura di Hagen Ernst, Deputy Head of Research & Portfolio Management, DJE Kapital AG


Per molto tempo, la critica principale è stata: si investe molto, ma chi sta guadagnando davvero? Nel 2026, a questa domanda si può rispondere con crescente chiarezza. Alla fine del 2025, OpenAI ha registrato ricavi ricorrenti annuali per 20 miliardi di dollari, rispetto ai 6 miliardi del 2024 e ai 2 miliardi del 2023. Ad aprile 2026, i ricavi proiettati su base annua si attestavano a circa 24 miliardi di dollari. OpenAI monetizza tramite gli abbonamenti a ChatGPT, l’accesso alle API (tramite interfaccia di programmazione), le licenze enterprise e, in misura crescente, le soluzioni basate su agenti.

Anthropic cresce ancora più velocemente

La storia di crescita di Anthropic è ancora più impressionante: la società ha iniziato il 2025 con ricavi ricorrenti annuali di circa 1 miliardo di dollari, ha chiuso l’anno a 9 miliardi e ha registrato ricavi ricorrenti annuali di 30 miliardi di dollari ad aprile 2026. A maggio, la cifra ha raggiunto i 44 miliardi di dollari. Ciò significa che Anthropic ha superato OpenAI nei ricavi proiettati su base annua. Il driver principale è “Claude Code”, un assistente di IA per lo sviluppo di codice. Più di 1.000 clienti enterprise pagano oggi oltre 1 milione di dollari all’anno.

Gli hyperscaler monetizzano l’IA principalmente attraverso le proprie piattaforme cloud. Microsoft Azure AI sta registrando una crescita a doppia cifra e GitHub Copilot conta oltre 1,8 milioni di utenti aziendali paganti. Google Cloud sta registrando per la prima volta un contributo significativo ai ricavi da IA grazie all’integrazione di Gemini e dei servizi IA erogati via cloud. Anche AWS sta registrando una maggiore domanda di servizi cloud, in particolare per Bedrock, la propria piattaforma per sviluppatori di IA.

Vincitori e vinti nel settore tecnologico

I massicci investimenti degli hyperscaler nell’IA stanno creando dinamiche nette tra vincitori e vinti. Le aziende direttamente coinvolte nella costruzione della capacità di calcolo IA godono del maggiore vantaggio strutturale. La quota più consistente degli investimenti, circa il 35-40%, è destinata ai chip IA. Nvidia rimane il principale beneficiario, ma anche i fornitori alternativi stanno guadagnando quote di mercato. Le aziende che sviluppano chip di rete specifici per l’IA e ASIC personalizzati (“custom chip”) per gli hyperscaler mostrano un posizionamento altrettanto solido.

I chip di memoria diventano un collo di bottiglia

Il comparto dei chip di memoria ha subito la rivalutazione più significativa. In passato, il business dei chip di memoria era piuttosto volatile. Oggi, i chip di memoria rappresentano il principale collo di bottiglia nella catena del valore. L’elevata domanda di DRAM IA veloci e volatili – ovvero le High Bandwidth Memory (HBM) – ha portato a strozzature della capacità e a balzi dei prezzi dell’80-90% rispetto al quarto trimestre del 2025. Diverse aziende hanno beneficiato di questa situazione, come SK Hynix, che mantiene stretti legami con NVIDIA. L’andamento dei titoli azionari ha riflesso questo trend. Al contempo, le aspettative sugli utili in questo settore sono in aumento.

Cresce la domanda di reti, soffre il software

I data center dedicati all’IA richiedono un’elevata larghezza di banda per gestire enormi flussi di dati, offrendo così grandi opportunità di crescita ai fornitori di tecnologie di rete e trasmissione ottica coinvolti nell’ampliamento delle infrastrutture. Inoltre, le reti aziendali tradizionali devono essere potenziate per gestire l’incremento del traffico dati causato dagli agenti IA. Ciò offre opportunità ai fornitori consolidati di reti aziendali, che mostrano valutazioni moderate.

Tra i maggiori sconfitti nel trend attuale figurano i fornitori di software tradizionali e i fornitori di servizi IT. L’attenzione si concentra sul rischio di disruption da IA. Le applicazioni aziendali in continua evoluzione di Anthropic e OpenAI alimentano i timori che i fornitori tradizionali stiano perdendo terreno. Resta tuttavia da vedere se gli agenti IA possano gestire autonomamente processi aziendali complessi. È improbabile che i fornitori di software con soluzioni complesse siano facilmente sostituibili, come alcuni indicatori suggeriscono. Al contempo, alcuni operatori di questo settore sono attivi in prima persona nel business del cloud IA e stanno perseguendo ambiziosi obiettivi di crescita.

Cosa conta adesso: le nuove tecnologie possono cambiare lo scenario

Attualmente, molti elementi suggeriscono che il ritmo dello sviluppo dell’IA continui a essere sottostimato. In particolare, la domanda di capacità di calcolo IA e la monetizzazione delle applicazioni IA sono fattori decisivi. Finché la capacità disponibile non sarà sufficiente a soddisfare la domanda, è probabile che questo trend continui. I maggiori colli di bottiglia si riscontrano attualmente nei chip di memoria e nella capacità energetica.

A marzo, Google ha introdotto l’algoritmo di compressione vettoriale TurboQuant. Questo comprime la cache key-value – la “memoria di lavoro” di un modello linguistico di grandi dimensioni – durante la fase di inferenza. Si prevede che ciò ridurrà i requisiti di memoria di un fattore pari a sei. Una simile svolta sarebbe negativa per i produttori di chip di memoria. Al contempo, i chip IA ad alte prestazioni stanno diventando sempre più efficienti dal punto di vista energetico. Ad esempio, l’ultima generazione di chip Rubin di NVIDIA raggiunge prestazioni per watt dieci volte superiori rispetto all’attuale generazione Blackwell. Tuttavia, anche la potenza di calcolo complessiva richiesta è in rapido aumento, pertanto non si intravede ancora una vera e propria svolta risolutiva.

Tra euforia e solidità empirica

L’ondata di investimenti in IA nel 2026 è stata sottostimata e sono prevedibili ulteriori aumenti di spesa anche per il 2027. Allo stesso tempo, si registrano progressi significativi sul fronte della monetizzazione. I fornitori di infrastrutture IA, in particolare, beneficeranno verosimilmente di questa dinamica e rimangono pertanto interessanti nonostante possibili fasi di correzione. Non tutti coloro che investono nell’IA sono automaticamente vincitori. Ciò che conta molto di più è chi occupa una posizione difficilmente sostituibile lungo la catena del valore dell’IA. Resta da vedere se il divario tra gli attuali vincitori dello sviluppo dell’IA e gli sconfitti continuerà ad ampliarsi o se tornerà a chiudersi. Nuove tecnologie come TurboQuant o chip IA più efficienti dal punto di vista energetico potrebbero spostare ancora una volta gli equilibri di potere.

Fonte: InvestmentWorld.it


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