ING Italia : I dati, raccolti per lo più prima della firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, continuano a evidenziare la vulnerabilità dei consumatori e miglioramenti contrastanti tra le imprese.
Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING
Sembra altamente probabile un netto rallentamento della crescita del PIL nel secondo trimestre
L’economia italiana ha iniziato l’anno a un ritmo relativamente sostenuto, ma i dati sulla fiducia di aprile e maggio rilevati dopo lo inizio della guerra in Medio Oriente, hanno segnalato un rallentamento. I dati di giugno, pubblicati oggi, sembrano confermare questa tendenza. Da sottolineare che i dati di giugno sono stati in gran parte raccolti prima dell’annuncio della firma del Memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, il che significa che il suo pieno impatto sulla fiducia si manifesterà probabilmente solo a luglio.
I consumatori, più vulnerabili agli effetti immediati della guerra, segnalano un atteggiamento prudente sul fronte dei consumi
I consumi privati erano stati la principale sorpresa positiva nei dati del PIL del primo trimestre e dovrebbero essere la componente più vulnerabile agli effetti collaterali della guerra in Medio Oriente sui prezzi dell’energia e, di riflesso, sull’inflazione complessiva.
Dopo aver recuperato un po’ di terreno a maggio, la fiducia dei consumatori ha subito una parziale flessione a giugno. I consumatori si dimostrano più pessimisti riguardo alla situazione economica generale e alla situazione finanziaria delle loro famiglie. Sebbene le aspettative sulla disoccupazione futura siano stabili, l’atteggiamento dei consumatori appare improntato ad una maggiore prudenza, dove un aumento dell’opportunità di risparmiare va di pari passo con un forte calo dell’intenzione di acquistare beni durevoli. Il concomitante aumento della fiducia tra le imprese del commercio al dettaglio potrebbe suggerire uno spostamento temporaneo verso il consumo di beni non durevoli.
Il settore manifatturiero si è dimostrato relativamente resiliente, ma gli ordini rimangono modesti
Il settore manifatturiero ha dimostrato una relativa resilienza alle perturbazioni legate alla guerra in Medio Oriente nei mesi di aprile e maggio. I dati di giugno indicano livelli di produzione stabili e un leggero miglioramento delle previsioni di produzione, probabilmente legato alla diminuzione delle scorte di prodotti finiti piuttosto che agli ordini, il cui indicatore ha invece registrato un leggero calo.
La relativa resilienza nel settore manifatturiero suggerisce che questo settore potrebbe riprendere il suo percorso di graduale ripresa se i negoziati tra Stati Uniti e Iran procedessero bene e i prezzi dell’energia convergessero verso i livelli prebellici, contribuendo a contenere la base dei costi.
La fiducia nel settore delle costruzioni riflette ancora la tempistica del PNRR
Il miglioramento della fiducia nel settore delle costruzioni è trainato dai lavori specializzati e dall’ingegneria civile, quest’ultima probabilmente favorita dall’imminente scadenza di molti investimenti previsti dal piano di ripresa finanziato dall’UE. Sul fronte residenziale, la situazione sembra stabilizzarsi, poiché l’effetto distorsivo del generosissimo incentivo fiscale “Superbonus” sta finalmente svanendo.
La fiducia nel settore dei servizi è in leggero aumento, grazie al turismo
Ad aprile e maggio, la fiducia nel settore dei servizi aveva registrato, com’era prevedibile, due bruschi cali, mettendo in evidenza la vulnerabilità del settore, e in particolare della componente turistica (basti pensare ai prezzi della benzina e del carburante per aerei, di cui si segnalavano rischi di razionamento), alla guerra in Medio Oriente. La modesta ripresa della fiducia nel settore dei servizi a giugno, sostenuta principalmente da un forte rimbalzo della componente turistica, offre solo un conforto limitato. Sembra ora probabile che anche dal lato dell’offerta, il comparto dei servizi abbia fornito un contributo decrescente alla crescita nel secondo trimestre.
È ora prevedibile un rallentamento della crescita del PIL nel secondo trimestre
Tutto sommato, è ragionevole ipotizzare che la crescita del PIL italiano nel secondo trimestre abbia segnato un netto rallentamento rispetto al primo trimestre (quando aveva registrato un sorprendentemente forte +0,3% sul trimestre precedente), evitando forse di entrare in territorio negativo. Alla base di ciò dovrebbe esserci un rallentamento temporaneo dei consumi privati. Se la normalizzazione dei flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Hormuz procederà senza intoppi e l’inflazione energetica rallenterà, potrebbe concretizzarsi una graduale ripresa nella seconda metà dell’anno.
Sulla scia di un forte inizio d’anno e del nuovo profilo inflazionistico, lievemente rivisto al ribasso dopo la firma del memorandum d’intesa fra USA e Iran, abbiamo leggermente rivisto al rialzo la nostra previsione per la crescita media del PIL nel 2026 allo 0,8%.
Fonte: InvestmentWorld.it
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