Da seguire: In Cina, la stima preliminare del PMI manifatturiero HSBC è in calo da 50,5 a 49,6; fra le componenti, l’indice per i nuovi ordini è dato a 49,8….
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Area Euro
Francia. L’indice di fiducia presso le imprese manifatturiere potrebbe salire a 101 a gennaio. Il mese scorso le imprese hanno segnalato un maggiore ottimismo. L’andamento dell’indice INSEE è stato più positivo rispetto a quello dell’indice PMI manifatturiero. Lo spaccato dell’indagine nazionale conferma tuttavia condizioni di domanda in particolare dall’estero storicamente assai depresse.
Area euro. La prima stima degli indici PMI di gennaio dovrebbe confermare una graduale ripesa della zona euro, ma ancora ampie differenza all’interno dell‘area. L’indice PMI composito è visto a 52,5 da un precedente 52,1. L’indice PMI manifatturiero è atteso a 53,2 da 52,7 con un miglioramento dell’indice per la Germania a 54,8 da un precedente 54,3 e l’indice francese a 48,3 da un precedente 47,0. L’indice per i servizi è atteso a 51,4 da un precedente 51,0 con un recupero a 53,9 dell’indice tedesco (da 53,5) e di quattro decimi dell’indice francese a 48,3.
Belgio. L’indice di fiducia elaborato dalla Banca del Belgio è atteso in recupero a -5,8 da un precedente-6,4. In particolare vediamo un miglioramento dell’indice per il manifatturiero a -7 da un precedente -7,7 dal momento che il comparto dovrebbe essere sostenuto da un aumento degli ordini dalla Germania.
Area euro. L’indice di fiducia delle famiglie potrebbe risultare poco variato a gennaio -13,3 da un precedente -13,6 dopo gli aumenti degli ultimi 6/9 mesi. La fiducia delle famiglie è ormai tornata in linea con la media di lungo termine e non vediamo fattori che possano spingere il morale significativamente al di sopra della norma storica. L’unico fattore di ottimismo potrebbe essere il calo dell’inflazione e condizioni economiche più distese. Tuttavia, l’andamento del mercato del lavoro rimane un elemento di forte disturbo.
Stati Uniti
Le vendite di case esistenti a dicembre sono attese in modesto aumento a 4,95 mln di unità ann. dopo tre ampie contrazioni consecutive. Le condizioni climatiche avverse di dicembre probabilmente limiteranno le possibilità di ripresa delle vendite; le indicazioni dai contratti di compravendita sono state deboli fino a ottobre, e il modesto rialzo di novembre dovrebbe tradursi in una spinta alle vendite finali a gennaio. Da agosto si sono registrati aumenti dei prezzi molto più contenuti rispetto ai ritmi, superiori al 10% a/a, visti nella prima metà dell’anno. Pertanto la previsione è che nel 2014 si assista a una ripresa della dinamica delle vendite.
Ieri sui mercati
Ancora un buon collocamento per la Spagna, che ha emesso il nuovo benchmark decennale 2024 tramite sindacato, raccogliendo 10 miliardi di euro a fronte di ordini per 40 e pagando un rendimento a scadenza di 3,845% (+178pb contro swap). Positiva la performance dei mercati periferici, che hanno visto tassi o stabili o in lieve calo a fronte dei rialzi che hanno interessato la curva tedesca e, soprattutto, americana. Le tensioni sul mercato monetario dell’Eurozona sono parzialmente rientrate, con l’Eonia (0,238%) ieri allineato al tasso sulle operazioni principali di rifinanziamento dopo i picchi a 0,35%.
Poco significativi i movimenti di euro/dollaro e dollaro/yen. I movimenti più rilevanti riguardano la sterlina (in rafforzamento sulla scia dei dati positivi), il dollaro canadese (debole sull’ammorbidimento della linea di politica monetaria), il dollaro australiano (che si conferma cedevole) e alcune divise emergenti (lira turca, won koreano, peso messicano e altre sono sotto pressione).
Area Euro
Portogallo. Nei primi undici mesi del 2013 Lisbona ha visto migliorare il proprio saldo di partite correnti arrivando a un avanzo di 0,87 mld rispetto al disavanzo di 3,3 mld di euro di un anno fa, con un miglioramento delle esportazioni nette sia di beni che di servizi. Nel 2013 la bilancia dei pagamenti dovrebbe tornare in surplus e toccare il 3,6% del PIL. Nel complesso la parte finale dell’anno si sta rivelando migliore delle attese, come hanno mostrato anche le rilevazioni di dicembre del coincident indicator per l’attività economica (+1,6% m/m da 1,2% m/m) e per i consumi (+0,7% m/m da 0,2% m/m di novembre), con questi ultimi che tornano a espandersi dopo 35 mesi di cali consecutivi. Anche ipotizzando un 4° trimestre prudentemente a crescita nulla, il PIL dovrebbe recuperare a -1,5% da -3,2% del 2012, meglio delle attese precedenti che lo stimavano a -1,8% nel 2013. Per il 2014 ci attendiamo una crescita attorno a 0,5% con rischi verso l’alto.
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