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Flash: Stati Uniti L’ISM del settore manifatturiero a gennaio è previsto in modesta correzione

Da seguire: I PMI manifatturieri pubblicati in Asia mostrano un quadro di diffuso miglioramento, al quale però fa eccezione la Cina. L’indice è salito da 50,7 a 51,4 in India, da 50,8 a 50,9 in Corea, da 50,9 a 51,0 in Indonesia, mentre è calato da 54,6 a 53,4 in Cina……


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Area Euro

La lettura finale del PMI manifatturiero dell’eurozona di gennaio dovrebbe confermare la stima preliminare a 53,9, in miglioramento da 52,7 di dicembre e sui massimi da maggio 2011. L’indice tedesco rimane nettamente più avanzato (a 55,9) rispetto alla Francia, ancora sotto quota 50 (48,8). La prima lettura del PMI manifatturiero italiano potrebbe mostrare una lieve flessione a 53,1 da 53,3 di dicembre.

Stati Uniti

L’ISM del settore manifatturiero a gennaio è previsto in modesta correzione a 56,5 da 57 di dicembre. A dicembre l’indagine era stata omogeneamente positiva, con aumenti per ordini e occupazione da livelli già elevati. Il PMI Markit Flash ha mostrato un calo, con uno spaccato con diverse correzioni, in particolare ordini dall’estero, occupazione e ordini totali. Invece le indagini regionali (Philly Fed ed Empire) a gennaio sono risalite da livelli particolarmente deboli dell’autunno e si sono riportate in territorio espansivo. Il clima avverso di gennaio potrebbe avere influenzato negativamente la produzione e l’occupazione, ma la ripresa vista con l’Empire fa prevedere che gli effetti climatici siano contenuti. Il settore manifatturiero nei prossimi mesi dovrebbe proseguire sul sentiero di espansione senza ripiegamenti del ritmo di crescita, come indicato anche dal Beige Book.  

La spesa in costruzioni a dicembre dovrebbe essere in calo di -0,1% m/m dopo +1% m/m a novembre. Sulla base dei dati dei nuovi cantieri, la spesa privata residenziale dovrebbe essere modestamente positiva nonostante il clima più rigido della norma. Tuttavia la componente privata non residenziale e quella pubblica dovrebbero registrare debolezza, accentuata anche da condizioni climatiche particolarmente avverse a dicembre. La previsione di un dato debole è supportata dalla contrazione di occupati nel settore costruzioni riportata dall’employment report del mese scorso.

Le vendite di autoveicoli a gennaio sono previste in aumento a 15,7 milioni di unità ann. da 15,3 milioni di dicembre. Anche a gennaio il clima avverso avrà probabilmente frenato le vendite, che dovrebbero restare anche a inizio 2014 al di sotto dei 16 milioni. Le previsioni per l’anno sono di prosecuzione del trend positivo, con una media annua attesa poco al di sopra di 16 milioni, in aumento vicino a +6% a/a, dopo +6,5% a/a del 2013.

I market mover della settimana

Nell’Eurozona il focus sarà sulla riunione della BCE, che manterrà l’impegno a mantenere i tassi fermi sui livelli attuali almeno fino a fine 2015; è possibile che Draghi confermi l’apertura ad operazioni di credit easing in caso di sorprese sull’inflazione. La seconda lettura dei PMI di gennaio dovrebbe confermare la stima preliminare, in miglioramento rispetto a dicembre sia per il composito sia per manifatturiero e servizi. Gli ordini all’industria e la produzione industriale tedeschi a dicembre dovrebbero mantenersi su un trend positivo, pur rallentando dopo il balzo di novembre. Infine, il dato di gennaio dovrebbe rappresentare un nuovo minimo dal 2009 per l’inflazione italiana.

La settimana è densa di dati importanti negli Stati Uniti. Le indagini ISM di gennaio dovrebbero essere su livelli elevati. L’employment report di gennaio dovrebbe mostrare una riaccelerazione della dinamica occupazionale, dopo la frenata di dicembre e una stabilizzazione del tasso di disoccupazione a 6,7%. Le vendite di autoveicoli a gennaio sono attesi in ripresa. A dicembre, il deficit della bilancia commerciale dovrebbe tornare ad allargarsi e la spesa in costruzioni dovrebbe correggere modestamente dopo una serie di aumenti solidi.

Venerdì sui mercati

Molto positiva è stata la performance dei titoli di stato italiani, che hanno chiuso con rendimenti in calo di 7-8pb sul tratto 2-5 anni e di 5pb sulla scadenza decennale. Stabili i differenziali con la Germania su questa scadenza, in flessione su quelle più corte. La scorsa settimana, il differenziale decennale ha riassorbito tutto l’aumento verificatosi fra il 22 e il 24/1, tornando sui livelli che avevano caratterizzato la prima metà del mese.

Chiusura negativa per i principali indici azionari mondiali, modesta in Europa e America, ampia in Giappone questa mattina (-1,9%).

Comincia a diventare più significativo il rafforzamento del dollaro sull’euro, sceso in area 1,34. L’euro è debole anche contro sterlina, yen e franco svizzero. Fra le divise emergenti, lira turca più stabile, con oscillazioni fra 2,24 e 2,30 contro dollaro ma chiusure intorno a 2,26; continua la flessione del rublo, mentre il won ha superato il picco del 27/1.

 

Area euro

L’inflazione è calata allo 0,7% in gennaio. L’indice core è risalito da 0,7 a 0,8%, mentre l’indice che esclude anche i tabacchi registra una variazione di 0,7%, stabile sui livelli di dicembre. L’inflazione rimarrà stabile sui livelli di gennaio nel primo trimestre, mentre le misure core potrebbero calare ulteriormente.

Francia. La spesa per consumi in Francia rimane poco variata a dicembre (-0,1% m/m) dopo il miglioramento di novembre (+1,4% m/m). La variazione annua passa pertanto a 1,4% dall’1,6% di novembre. Nonostante il risultato deludente di dicembre, nell’ultimo trimestre 2013 la spesa per consumi è aumentata dello 0,8% t/t dopo essere stagnata a settembre. Ci aspettiamo che la spesa per consumi nella prima parte del 2014 continui a rimanere asfittica a causa dei nuovi rialzi dell’IVA introdotti a inizio anno.

Italia. Disoccupazione in lieve calo a dicembre, ma è troppo presto per parlare di inversione di tendenza. Il tasso di disoccupazione è sceso al 12,7% a dicembre, ma il dato di novembre è stato rivisto verso l’alto di un decimo al 12,8% (nuovo massimo storico della serie). In media nel 2013 il tasso dei senza lavoro è risultato pari al record di 12,2%. Nel mese, gli occupati sono scesi di 25 mila unità. In totale, i senza lavoro sono 3 milioni 229 mila. In sintesi, il calo del tasso di disoccupazione a dicembre non rappresenta, a nostro avviso, un’inversione di tendenza. Nella migliore delle ipotesi si potrebbe avere una marginale discesa della disoccupazione solo nella seconda metà dell’anno.

Il tasso di disoccupazione dell’Eurozona rimane stabile al 12,0% a dicembre dopo essere stato rivisto al ribasso a novembre (a 12,0% da 12,1%). In media annua nel 2013 il tasso è stato pari al 12,1%. Riteniamo che la disoccupazione nel 2014 dovrebbe continuare a calare ma solo molto gradualmente a meno che la ripresa non acceleri.

L’EBA ha pubblicato venerdì i principali criteri dello stress test che sarà condotto nei prossimi mesi su 124 gruppi bancari europei, con attivi pari al 50% di quelli totali di sistema. L’orizzonte sarà il triennio 2014-16, con l’ipotesi di business model invariato e zero crescita del bilancio. I dati di riferimento, come atteso, sono quelli consolidati di fine 2013. Le soglie di capitale (Common Equity Tier 1) sono state fissate all’8% nello scenario di riferimento e al 5,5% nello scenario di stress. Metodologia e scenario saranno pubblicati nell’aprile 2014, anche se una bozza sarà fatta circolare in marzo-aprile.

 

Stati Uniti

La spesa personale a dicembre è prevista in aumento di 0,4% m/m, dopo +0,6% m/m di novembre (rivisto da 0,5% m/m). Il reddito personale è invariato a dicembre, dopo +0,2% m/m a novembre. Su base tendenziale il reddito è in contrazione di -0,8% a/a; il confronto con dicembre 2013 è però viziato dal forte rialzo del reddito a fine 2013, quando erano stati pagati dividendi straordinari in anticipazione del rialzo dell’imposta sui redditi da capitale atteso per gennaio 2014. Il reddito disponibile nominale è invariato su base mensile e cala di -0,2% m/m in termini reali. Il tasso di risparmio cala a 3,9% da 4,3% di novembre, toccando il minimo da gennaio. Il deflatore dei consumi aumenta a dicembre di 0,2% m/m; l’indice core aumenta di 0,1% m/m in linea con i mesi precedenti. I dati riflettono un quadro di occupazione debole a dicembre, probabilmente per motivi climatici, con ricadute negative sulla dinamica del reddito reale. La tenuta dei consumi segnala che le famiglie consideravano la stagnazione del reddito un fenomeno transitorio.

Il Chicago PMI a gennaio corregge a 59,6 da 60,8 di dicembre, restando su livelli elevati e coerenti con espansione rapida dell’attività, in linea con l’accelerazione della crescita del PIL registrata recentemente. Lo spaccato dell’indagine è misto, con modesti rialzi per le componenti produzione e ordini e un calo del sotto-indice dell’occupazione in territorio negativo. 

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a gennaio (finale) sale a 81,2 da 80,4 della rilevazione preliminare del mese corrente, ma resta al di sotto del livello di dicembre (82,5).  Le condizioni correnti aumentano a 96,8 da 95,2 della rilevazione preliminare; le aspettative salgono marginalmente a 71,2 da 70,9. Le aspettative di inflazione a 5 anni sono stabili a 2,9%. I dati confermano la graduale ripresa della fiducia dopo le correzioni viste nel secondo semestre e legate al blocco del governo dell’autunno.


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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

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