Flash: Italia. La produzione industriale a dicembre dovrebbe stagnare

Da seguire: Area euro. Francia. La produzione industriale a dicembre è calata di -0,3% m/m dopo essere aumentata dell’1,2% m/m a novembre (dato rivisto al ribasso). Stabile la produzione manifatturiera,….


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dopo l’aumento di +0,2% m/m del mese prima. La produzione è cresciuta di 0,3% t/t nel T4, contribuendo in maniera marginalmente positiva alla crescita del PIL dell’ultimo quarto del 2013; per la produzione manifatturiera l’incremento è di 0,5%. Ci attendiamo di vedere un’accelerazione dell’attività da gennaio.

Italia. La produzione industriale a dicembre dovrebbe stagnare dopo essere aumentata di 0,3% m/m a novembre. La variazione annua si attesterebbe a 4,2% da 1,8% in termini grezzi e a 0,9% dopo il +1,4% di novembre in base al dato corretto per i giorni lavorativi. La produzione nell’ultimo trimestre aumenterebbe dell’1,0% t/t dopo essere calata di 0,5% t/t a settembre, contribuendo positivamente alla crescita del PIL per circa due decimi.

I market mover della settimana

Nell’area euro, le stime preliminari per il 4° trimestre 2013 dovrebbero mostrare una crescita del PIL di 0,2% nella media dell’area euro, di 0,3% in Germania e Francia, e di 0,1% t/t in Italia. La produzione industriale potrebbe avere stagnato a dicembre nella media area euro e in Italia ed essere calata di 0,2% m/m in Francia, dovrebbe trattarsi solo di una pausa dal momento che le indagini congiunturali hanno indicato un proseguimento del trend di ripresa.

La settimana ha diversi dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti, concentrati fra giovedì e venerdì. I dati di gennaio dovrebbero essere influenzati dal clima avverso, con vendite al dettaglio relativamente deboli soprattutto per via di un calo dei volumi nel comparto auto: la produzione industriale dovrebbe segnare un incremento di 0,4% m/m, in parte spinto dal settore utility. I prezzi all’import a gennaio sono attesi in modesto aumento sulla scia dei prezzi del petrolio. A febbraio, la fiducia dei consumatori è prevista in modesta correzione, per via dell’andamento negativo dei mercati azionari e del modesto rialzo del prezzo della benzina.

Venerdì sui mercati

I dati occupazionali americani deludenti hanno indebolito il dollaro, ma il ribasso dei rendimenti sul mercato UST è stato modesto e gli indici azionari hanno chiuso la settimana in netto rialzo. In Europa, buona performance dei periferici: differenziali con il Bund in generale restringimento, anche per il prevalere di un’interpretazione positiva della sentenza uscita dalla corte costituzionale tedesca sull’OMT. Il calo degli spread è stato più ampio sulle scadenze medie e lunghe (3pb circa).

Area euro

La corte costituzionale tedesca ha rimesso alla Corte Europea di Giustizia la decisione sulla legalità delle OMT. La corte ha concluso  che le OMT sarebbero incompatibili con gli articoli 119 (sulla condotta di una politica monetaria unica per i paesi membri) e 127 (sezioni 1&2 sulle funzioni principali della Banca centrale)  del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, ma ha riconosciuto la competenza in tale ambito della corte europea.

Germania. La produzione industriale è calata a sorpresa di 0,5% m/m a dicembre contro attese che la davano in aumento di 0,3% m/m. Sull’anno la produzione cresce del 2,6%. Il calo è spiegato da una correzione nel comparto dei beni capitali di -2,5% m/m dopo il +5,1% m/m del mese precedente. Il dato di dicembre lascia la produzione in rotta per un aumento di appena 0,2% t/t a fine 2013 dopo il +0,8% t/t dei mesi estivi. Il rallentamento dovrebbe essere solo temporaneo stando alle indicazioni dalle indagini congiunturali.

Germania. I dati della bilancia commerciale relativi al mese di dicembre mostrano un calo del surplus a 14,2 mld di euro da un precedente 19,1 mld. A sorpresa calano sia le esportazioni (-0,9% m/m) che le importazioni (-0,6% m/m). Dato l’andamento dei prezzi all’export e all’import nei mesi finali del 2013 ci aspettiamo che le esportazioni in termini reali siano cresciuti di 1,9% t/t e le importazioni di 0,3% t/t. I dati suggeriscono un contributo positivo delle esportazioni nette alla crescita del PIL a fine 2013.

Stati Uniti

L’employment report di gennaio delude le aspettative sulla crescita degli occupati.  A gennaio, gli occupati non agricoli aumentano dii 113mila (consenso: 180mila); i dati dei due mesi precedenti sono rivisti complessivamente verso l’alto di 34mila unità (dicembre a 75mila, novembre a 274mila). Il tasso di disoccupazione scende a 6,6% da 6,7% di dicembre.  Il tasso di partecipazione risale di 2 decimi a 63%, e il tasso di occupazione sale di 2 decimi a 58,8%. E’ positivo rilevare che gli occupati part-time per motivi economici, i disoccupati da più di 27  settimane e gli individui scoraggiati sono in calo. Il tasso di disoccupazione allargato cala a 12,7% da 13,1%. I salari orari aumentano di 0,2% m/m. Le ore lavorate sono in crescita di 0,1% m/m. I dati sono probabilmente meno negativi di quanto appaia, anche perché il clima ha ancora contribuito negativamente: 262 mila individui riportano di non aver potuto raggiungere il posto di lavoro per via del clima. Inoltre il dato di gennaio rileva un calo significativo di occupati nel settore pubblico statale e locale, in controtendenza rispetto a quanto visto ormai da molti mesi: riteniamo che questo non sia l’inizio di un nuovo trend di riduzione degli occupati pubblici, visto il netto miglioramento dei bilanci statali e locali. Infine, il calo della disoccupazione avviene a fronte di un aumento della partecipazione e di una correzione anche più ampia delle misure di sotto-occupazione. La nostra lettura dei dati è quindi complessivamente positiva, anche se sarà importante la dinamica occupazionale nei prossimi mesi per mantenere la previsione di crescita degli occupati di circa 180-200 mila al mese nel 2014.


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