AcomeA SGR : Il Consiglio direttivo della BCE ha lasciato i tassi invariati all’unanimità, dopo aver discusso apertamente un possibile rialzo.
A cura di Martina Daga, Macro Economist, AcomeA SGR
Rispetto a settembre sono cambiati due elementi: i prezzi dell’energia sono saliti in modo significativo ed è aumentato il costo del finanziamento a lungo termine. Per ora la BCE non vede rischi materiali di effetti di secondo round. Il comunicato introduce però un elemento nuovo, cioè il peso che condizioni finanziarie più restrittive potranno avere su inflazione e crescita.
Il messaggio è che la BCE prende tempo. Prima di muoversi vuole vedere le nuove proiezioni dello staff, due dati di inflazione, il PIL, la produzione industriale, la Bank Lending Survey, i dati sul mercato del lavoro e i PMI. Il bias però è chiaro: Lagarde ha detto che la situazione attuale “could have warranted a hike” e che, se i dati la confermeranno, “the sense of direction is quite clear”. Il rialzo è stato rinviato, non escluso.
Sul fronte dei rendimenti sovrani, con l’attenzione del mercato concentrata sulla Francia, Lagarde ha letto il rialzo dei tassi a lungo termine come un fenomeno globale. Ha ricordato che i Paesi ad alto debito devono mettere in conto tassi elevati ancora a lungo, e quindi misure di bilancio adeguate. Sull’eventuale intervento della BCE si è limitata a ribadire che gli strumenti esistono e che possono essere usati in caso di movimenti “unwarranted and disorderly” che ostacolino la trasmissione della politica monetaria. Non ha citato uno strumento specifico né chiarito quando un movimento diventi “disordinato”, indicazioni che una parte del mercato forse si aspettava. Questa reticenza è però coerente con il disegno dello strumento: l’efficacia di un backstop sta anche nella discrezionalità con cui lo si applica. Se la soglia di intervento fosse esplicita, diventerebbe un livello da mettere alla prova.
Il meeting si inserisce in una fase di transizione per l’istituzione. Lagarde ha annunciato oggi che lascerà il suo ruolo a febbraio 2027, circa nove mesi prima della scadenza naturale. Nello stesso periodo escono anche Isabel Schnabel a gennaio, e il capo economista Philip Lane, il cui mandato scade a fine maggio. Sono tutti e tre membri del Comitato esecutivo, quindi le loro nomine spettano agli organi politici europei. L’Ecofin formula la raccomandazione, il Parlamento europeo e la stessa BCE esprimono un parere non vincolante e la decisione finale è del Consiglio europeo, a maggioranza qualificata dei Paesi dell’area euro. Le tre posizioni saranno quindi negoziate insieme, in un equilibrio tra Paesi che peserà sulla composizione futura del board.
Fonte: InvestmentWorld.it
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