Flash: Italia. Primo calo dopo quattro mesi per la produzione industriale a dicembre

Da seguire Stati Uniti:  J. Yellen, poco dopo il suo insediamento come nuovo presidente della Fed, presenta il Monetary Policy Report alla Commissione Servizi Finanziari della Camera. L’appuntamento è importante perché presenterà le linee guida della nuova presidenza Yellen….


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che prevediamo essere definite all’insegna della continuità con la gestione di Bernanke. Nell’audizione, Yellen potrà aggiornare lo scenario economico alla luce dei dati usciti recentemente e probabilmente indicherà che lo scenario USA non è variato dopo la turbolenza sui mercati emergenti. I punti principali che Yellen dovrebbe sottolineare sono: 1) il tapering probabilmente proseguirà, perché lo scenario economico continua a migliorare; 2) i rialzi dei tassi sono ancora lontani perché ci sono ancora risorse inutilizzate, soprattutto nel mercato del lavoro e l’inflazione è prevista al di sotto dell’obiettivo della Fed fino almeno al 2016. Il messaggio dovrebbe restare coerente con tassi fermi a lungo, e con obiettivi di politica monetaria ultra-accomodante ancora per diverso tempo dopo il raggiungimento di un tasso di disoccupazione al 6,5%.

Ieri sui mercati

Inizio di settimana con variazioni modeste per i principali indici europei sulla scia dei deludenti dati macro europei. In deciso calo Madrid sulle flessioni dei due principali gruppi bancari. Apertura di settimana incolore per il debito governativo europeo, con i rendimenti in marginale incremento sui core e sostanzialmente stabili sui periferici. Per quanto riguarda i BTP, il due anni scambia poco sopra lo 0,8%, mentre il decennale resta marginalmente inferiore al 3,7% con lo spread in modesto restringimento(a 201pb). In attesa della tornata di aste di metà mese in Italia, in mattinata è circolata l’indiscrezione che il Portogallo avrebbe intenzione di lanciare un’emissione decennale via sindacato mercoledì, in preparazione all’uscita dal piano di assistenza finanziaria internazionale e al ritorno completo sul mercato dei capitali, previsti per quest’anno. Sul fronte cambi restano minimi i movimenti in chiusura, l’euro resta forte e scambia sopra 1,3650 contro dollaro, mentre la valuta statunitense consolida a 102 contro yen. Gli occhi degli operatori si spostano ora sull’incontro della Fed del 19 marzo prossimo, in occasione del quale si terrà la prima conferenza stampa del nuovo presidente, Janet Yellen per avere maggiori spunti circa il prosieguo del tapering.

Area Euro

Italia. Primo calo dopo quattro mesi per la produzione industriale a dicembre. La produzione industriale è calata a sorpresa a dicembre, di -0,9% m/m (era attesa una stagnazione). E’ la prima flessione dallo scorso mese di agosto. Rispetto ad un anno prima, l’output è in aumento del 2,4% in termini grezzi, ma torna in rosso (a -0,7% a/a), dopo appena un mese in positivo, se corretto per i giorni lavorativi (uno in più rispetto al dicembre dell’anno scorso). In sintesi, la produzione industriale (in termini destagionalizzati) è aumentata dello 0,7% t/t nel 4° trimestre 2013 (si tratta di un massimo da tre anni) ma è calata del 3% nell’intero 2013 (secondo anno fortemente negativo dopo il -6,4% del 2012). La nostra previsione vede una ripresa vicina all’1% nel 2014. Il dato non mette a rischio la previsione di un ritorno in positivo del PIL nel 4° trimestre 2013, tuttavia: 1) conferma che il recupero sarà assai modesto (di appena un decimo, nella nostra stima); 2) crea un effetto statistico sfavorevole per il 1° trimestre del nuovo anno, che difficilmente vedrà l’attività economica migliorare significativamente rispetto a quanto visto nell’ultimo scorcio del 2013. Un chiaro segnale che la ripresa resta modesta e soggetta a rischi (la nostra stima sulla crescita del PIL nel 2014 è di “appena” 0,5%).

Stati Uniti

Il Tesoro USA ha modificato di nuovo i regolamenti per l’attuazione dell’Affordable Care Act (ACA, la riforma sanitaria), rimandando al 2016 l’obbligo per le imprese di medie dimensioni di fornire polizze sanitarie ai dipendenti oppure pagare un contributo. In base alle modifiche annunciate ieri, le imprese con un numero di dipendenti compreso fra 50 e 99 non saranno soggette ai requisiti della legge fino al 2016 e le imprese più grandi non saranno soggette a penalità se offriranno copertura assicurativa sanitaria ad almeno il 70% dei dipendenti. La decisione del Tesoro risponde a forti pressioni da parte delle imprese sull’Amministrazione perché vengano limitati i requisiti e le penalità a carico dei datori di lavoro.


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