Da seguire: In Giappone, la prima stima del PIL del 4° trimestre delude le aspettative con una variazione di solo 0,3% t/t (consenso: +0,7% t/t).Gran parte della sorpresa negativa è da attribuire al canale estero….
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La domanda privata nel primo semestre sarà difficile da prevedere e fortemente volatile, creando difficoltà nel valutare il trend di crescita sottostante. Dati deludenti potrebbero portare la BoJ ad ampliare lo stimolo alla riunione di aprile, invece di aspettare le informazioni del 2° trimestre. Sempre in Giappone, la produzione industriale a dicembre è aumentata di 0,9% m/m (finale), con una crescita inferiore alla stima preliminare (1,1% m/m). Le consegne sono state riviste verso l’alto, con un aumento di 0,8% m/m da 0,6% m/m.
Italia. La crisi politica è stata formalizzata venerdì con le dimissioni irrevocabili presentate da Letta a Napolitano. La gestione della crisi dovrebbe essere molto rapida. Oggi è atteso il conferimento dell’incarico di presidente del consiglio dei ministri al segretario del PD, Matteo Renzi, che nei prossimi giorni dovrà definire la squadra dei ministri. Entro 10 giorni è atteso il voto delle Camere.
I market mover della settimana
Nell’Eurozona, dopo i dati del PIL per il 4° trimestre 2013 più forti delle attese, il focus sarà sulle indagini di clima per verificare se la ripresa ha preso piede a inizio 2014. L’indice PMI composito è atteso a 53,4 da un precedente 52,9, grazie a un miglioramento di mezzo punto dell’indice manifatturiero a 54,5 da 54,0 e di tre decimi dell’indice per i servizi. L’indice ZEW è atteso stabile a 61,7, sui massimi dal 2005. L’inflazione francese è attesa rallentare di un decimo a gennaio sull’indice armonizzato a 0,7%, mentre la seconda stima in Italia dovrebbe confermare il CPI armonizzato in calo di un decimo a 0,6%.
La settimana è densa di dati macroeconomici negli Stati Uniti. Le indagini regionali del manifatturiero di febbraio dovrebbero confermare l’espansione del settore. Per gennaio, PPI e CPI dovrebbero proseguire sui trend moderati visti finora, senza però segnalare eccessiva disinflazione. Nel settore immobiliare, vendite di case esistenti e nuovi cantieri a gennaio dovrebbero correggere. I verbali della riunione del FOMC dovrebbero mantenere una valutazione positiva dello scenario economico e del mercato del lavoro e puntare al proseguimento della riduzione degli acquisti, il Comitato potrebbe aver discusso cambiamenti alla formulazione della forward guidance per ridurre il peso della soglia sul tasso di disoccupazione.
Venerdì sui mercati
L’agenzia di rating Moody’s ha portato da negativo a stabile l’outlook per il rating dell’Italia, confermato a Baa2. Un miglioramento della valutazione potrebbe verificarsi a fronte di “un rafforzamento delle prospettive di crescita, attivato dall’implementazione di riforme economiche e del mercato del lavoro” e/o da “una sostenibile inversione della traiettoria crescente del rapporto debito/PIL, nel contesto di una significativa ripresa della crescita”. Al contrario, un calo dell’avanzo primario, un peggioramento delle prospettive economiche, un deterioramento delle condizioni di rifinanziamento o un significativo contributo pubblico alla ricapitalizzazione delle banche (in eccesso di EUR 20 mld) potrebbero condurre a un declassamento.
I listini azionari europei hanno esteso il trend rialzista delle ultime sedute, supportati anche dai rialzi degli indici statunitensi e dai dati preliminari dei PIL dell’Eurozona superiori alle attese. Questi ultimi hanno contribuito anche a una buona performance dei titoli di stato della periferia, che hanno stretto rispetto al debito tedesco di 4-5pb su tutte le scadenze. Marginale rialzo per i rendimenti sulle curve UST (0-1pb) e Bund (+1-2pb). Il calo delle tensioni sui paesi emergenti e i dati macroeconomici pesano sul dollaro, che sfonda quota 1,37 contro euro, cala in area 101 contro yen e segna i minimi dal 2009 rispetto alla sterlina (1,6781).
Area Euro
La crescita a fine 2013 è risultata più forte delle attese: il Pil area euro è cresciuto di 0,3% t/t dopo il +0,1% t/t dei mesi estivi, a fronte di stime di consenso che lo davano in aumento di solo 0,2% t/t. Su base annua, la crescita del Pil torna in territorio positivo +0,5% a/a da un precedente -0,3% a/a. In media 2013, il Pil area euro è calato di 0,4%. La crescita su base annua è accelerata a 1,3% in Germania, a +0,4% da un precedente 0,3% a/a in Francia, è tonata in territorio positivo in Olanda +0,7% da un precedente -0,4%. La contrazione in Italia è meno accentuata -0,8% da un precedente -1,9%. L’uscita più forte delle attese dallo scorso anno lascia la crescita area euro 2014 a +1,1%, un decimo più forte delle nostre stime più recenti.
Italia: il PIL torna a crescere per la prima volta dopo nove trimestri, ma la ripresa è più modesta che negli altri principali Paesi europei. In linea con le nostre attese (e di consenso), il PIL è cresciuto dello 0,1% t/t nel 4° trimestre del 2013, dopo essere rimasto piatto nel trimestre precedente. E’ la prima variazione positiva dopo nove trimestri ovvero dal 2° trimestre del 2011. La variazione annua (corretta per i giorni lavorativi) si è attestata (anch’essa in linea con le attese) a -0,8%, da -1,9% (rivisto al ribasso di un decimo) precedente. La modesta ripresa è il risultato di un andamento positivo del valore aggiunto nell’agricoltura e nell’industria e di una stagnazione nei servizi. In sintesi, il dato è in linea con le nostre attese e non sposta la nostra previsione di un modesto incremento del PIL (0,5%) nel 2014. La ripresa in Italia si conferma, oltre che in ritardo, di entità più modesta di quella vista negli altri principali Paesi europei.
Portogallo. Il PIL nel quarto trimestre 2013 sorprende al rialzo in prima lettura crescendo di 0,5% t/t da 0,3% t/t (il consenso era al più attorno a 0,1% t/t), crescita maggiore dal secondo trimestre 2010. La variazione annua torna decisamente in territorio positivo a 1,6% da -0,9% di settembre, dopo undici trimestri di contrazioni ininterrotte. In media annua pertanto la contrazione nel 2013 è stata contenuta a -1,4% rispetto alle ultime stime che la attendevano a -1,8% dal -3,2% del 2012. Il dato di dicembre e la positiva notizia della ripresa della domanda interna sono elementi che potrebbero lasciar sperare in un’accelerazione ulteriore nel corso del 2014 rispetto alla stima del Governo e di consenso di 0,8% facilitando l’uscita nei tempi dal programma di salvataggio il prossimo giugno.
Grecia. Il PIL nel quarto trimestre cala meno delle attese a -2,6% a/a da -3,0% a/a del terzo trimestre e in media annua la contrazione migliora rispetto alle attese passando dal -6,4% del 2012 al -3,7% del 2013, sesto anno consecutivo. Le previsioni erano per un calo del 4,0% Il dettaglio non è ancora disponibile, ma ci aspettiamo che le esportazioni nette abbiamo dato il contributo principale. Ci attendiamo che nel 2014 il PIL possa stabilizzarsi.
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