Da seguire: Stati Uniti La pubblicazione del PPI di gennaio coincide con una sostanziale modifica della composizione dell’indice e una revisione dei dati storici in base alla nuova definizione, che includerà i servizi, con peso prevalente sul totale…..
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Il PPI a gennaio dovrebbe registrare un aumento di 0,1% m/m (1,2% a/a). Al netto di alimentari ed energia, l’indice dovrebbe essere in crescita di 0,2% m/m. I dati relativi ai beni intermedi core continueranno a segnalare assenza di pressioni inflazionistiche.
I nuovi cantieri a gennaio sono previsti in calo a 975 mila da 999 mila di dicembre, con una reazione modesta a un clima particolarmente rigido. L’employment report, nonostante il clima avverso sulla costa Est, ha registrato un aumento di 48 mila occupati, di cui 13 mila nelle costruzioni residenziali, probabilmente concentrati nelle altre regioni. Le licenze sono attese a 980 mila, da 991 mila del mese precedente, a conferma di un graduale trend verso l’alto delle costruzioni residenziali.
La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC di fine gennaio. I verbali potrebbero mostrare un dibattito all’interno del Comitato sulla modifica della forward guidance, alla luce del rapido avvicinamento del tasso di disoccupazione alla soglia del 6,5% indicata nel comunicato. In generale, i verbali dovrebbero confermare la valutazione positiva dello scenario e dell’aggiustamento del mercato del lavoro, nonostante la frenata della dinamica occupazionale di dicembre, e la volontà di proseguire la riduzione degli acquisti.
Ieri sui mercati
Nonostante il calo dell’indice ZEW, l’euro è salito sopra la resistenza di 1,3740 dollari, assestandosi intorno a 1,3760, ed ha ripreso quota anche nei confronti della sterlina (nel Regno Unito, i dati di inflazione sono stati un po’ più deboli del previsto). Il dollaro, appesantito da altri dati macroeconomici inferiori alle attese, è calato anche nei confronti dello yen, rientrato verso 102,2. Ancora molto positivo l’andamento dei titoli di stato italiani, che registrano allo stesso tempo una compressione dei differenziali con la Germania e, ancor meglio, un calo assoluto dei rendimenti da 2 a 5pb. Nuovo minimo pluriennale per il tasso di rendimento del BTP decennale, che ha chiuso la giornata al 3,56%. La Spagna, che in questi giorni ha una performance relativamente meno brillante rispetto all’Italia, ha collocato carta a breve termine per 4,5 mld, e domani offrirà titoli a medio e lungo termine per 5 miliardi. Chiusura contrastata per i listini azionari europei, mentre quelli americani hanno chiuso con modesti rialzi. Corregge al ribasso l’indice Nikkei, che però sconta il forte balzo di lunedì.
Area Euro
Germania. L’indice ZEW cala più delle attese a febbraio a 55,7 da 61,7 di gennaio. Il calo di 6 punti è il più consistente da aprile scorso. A giustificare l’inversione di morale del campione dei 251 operatori finanziari su cui è condotta l’indagine, probabilmente il timore di un possibile rallentamento della crescita americana e le incerte prospettive di medio termine sui mercati emergenti, Cina in particolare. L’indice sulla condizione corrente, invece, migliora sensibilmente passando a 50,0 di febbraio da 41,2 di gennaio, ai massimi da agosto 2011. Nel complesso, riteniamo che il calo dell’indice delle attese non costituisca un’inversione di tendenza ma piuttosto una correzione, probabilmente influenzata da fattori esterni all’Eurozona, visto anche che i primi dati sul PIL dell’area euro si sono rivelati migliori delle attese e che l’attività corrente sta proseguendo ad espandersi.
Grecia. A seguito della riunione dell’Eurogruppo di ieri, il ministro delle finanze olandese Dijsselbloem ha dichiarato che fino ad agosto non si parlerà di nessun alleggerimento del debito per la Grecia e che si procederà “passo passo” nel prendere in considerazione la questione del debito eccessivo. Per il momento, il Paese rimane quindi finanziato fino ad agosto. Alla fine di questa settimana è previsto il ritorno della Troika ad Atene per la revisione periodica dello stato di avanzamento del programma di salvataggio. Il FMI ha comunicato invece che i colloqui con Atene inizieranno già a partire dal 24 febbraio prossimo.
Stati Uniti
L’indice Empire della NY Fed a febbraio cala a 4,5 da 12,5 di gennaio. Lo spaccato dell’indagine è deludente con gli ordini a -0,2 da 11 di gennaio. Anche le consegne correggono a 2,1 da 15,5. Rimane invece positivo il quadro del mercato del lavoro, con gli occupati a 11,3 e la settimana lavorativa a 3,8. E’ rilevante per gli utili delle imprese e per la politica monetaria l’aumento dei prezzi ricevuti, a 15 da 13 di gennaio. Le condizioni a 6 mesi sono poco variate e in linea con la media dell’ultimo semestre, a testimonianza del fatto che l’indagine sulle condizioni correnti ha una volatilità eccessiva e una debolezza probabilmente transitoria: consegne, ordini e occupati a sei mesi sono in aumento rispetto alle indicazioni dei mesi precedenti. I dati sono in linea con la valutazione che la debolezza delle informazioni congiunturali recenti sia dovuta in larga misura al clima e sia di natura transitoria.
L’indice NAHB di fiducia fra i costruttori di case è crollato a 46, contro aspettative di 56, tornando sui livelli della scorsa primavera.
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