Da seguire: Area euro: – Italia. La crescita annua dei salari contrattuali è vista stabile a 2,4% a/a a maggio. I rischi sulla previsione sono verso il basso, visto che il deterioramento ancora in corso del mercato del lavoro continua a porre pressioni verso il basso sui salari. Su base mensile, le retribuzioni dovrebbero essere rimaste ferme. Per i prossimi mesi ci aspettiamo …
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un ulteriore rallentamento (indotto anche dalle misure sul pubblico impiego), che potrebbe portare l’indice a una crescita attorno all’1,5% a fine estate-inizio autunno.
– Aste – L’Italia offre 9 miliardi di BOT semestrali e 3 miliardi di CTZ biennali.
Stati Uniti
– La terza stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe rimanere invariata a 3% t/t ann. C’è un rischio di modesta revisione verso l’alto per un maggiore accumulo di scorte rispetto alla stima precedente.
– La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a giugno dovrebbe salire a 76 da 75,5 della stima preliminare. Le indagini di fiducia stanno dando indicazioni di modesto trend verso l’alto e l’indagine del Michigan dovrebbe condividere il miglioramento. L’indagine dovrebbe mostrare aumento sia nell’indice coincidente, sia in quello delle aspettative.
Ieri sui mercati
L’Italia ha collocato 5 miliardi del CCTeu 12/2015 a uno spread di 82pb sull’Euribor 6 mesi; per la riapertura del BTPei, la domanda è stata pari a 1,34x l’offerta e sono stati assegnati 1,498 miliardi sul massimo di 1,5 previsto, con prezzo in linea con il mercato. Per il resto è continuata la pressione sui periferici, che si è espressa sugli spread fra Btp e Bund in allargamenti da 3pb a 6pb, più ampi sulle scadenze corte. L’aumento del CDS medio ponderato degli emittenti sovrani da tre giorni è spinto al rialzo quasi interamente dai premi sugli emittenti europei. Pesanti flessioni per gli indici azionari, continuate questa mattina in Giappone, con rialzo della volatilità implicita. Stabile in un range stretto il cambio euro/dollaro, che oscilla intorno a 1,23, mentre lo yen beneficia dell’aumento degli indicatori di avversione al rischio.
Area euro
Italia. Dopo il rimbalzo di marzo (peraltro rivisto al ribasso di un decimo a 0,4% m/m), le vendite al dettaglio sono tornate a calare ad aprile, di -0,3% m/m e -0,5% a/a (da +2,7% a/a precedente). Il dato è stato più debole del previsto. La flessione ha interessato più gli alimentari (-0,7% m/m) che gli altri prodotti (-0,1% m/m). Su base annua, si registra un aumento superiore al punto percentuale delle vendite per il gruppo “altri prodotti” (gioiellerie, orologerie), arredamento, elettrodomestici e generi casalinghi, mentre le contrazioni più ampie hanno riguardato le dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (-3,3% a/a) e cartoleria, libri, giornali e riviste (-1,5% a/a), oltre agli alimentari (-2% a/a). Il dato conferma che il rimbalzo di marzo era temporaneo e segnala che la domanda per consumi rimane debole. In più il calo della fiducia registrato tra maggio e giugno, sulla scia delle maggiori preoccupazioni finanziarie probabilmente legate anche alla manovra correttiva, aggiunge rischi al ribasso sulle vendite.
Italia. Il tasso di disoccupazione è salito all’8,4% nel 1° trimestre dall’8,2% del trimestre precedente. Sebbene si tratti di un massimo da 7 anni, il dato ha in realtà sorpreso verso il basso perché in base ai dati mensili (provvisori) già comunicati da Istat la disoccupazione sarebbe dovuta salire all’8,6%. Nel trimestre, gli occupati sono saliti a sorpresa di 25 mila unità (+0,1% t/t) rispetto a un incremento di 73 mila unità (+0,3% t/t) della forza-lavoro. Di conseguenza i disoccupati sono aumentati di 48 mila unità a 2.110.000. Su base non destagionalizzata i senza-lavoro sono saliti a 2.273.000. Da notare che la disoccupazione di lungo termine è salita al 4,2%, un punto più in alto rispetto a un anno prima. Anche la disoccupazione giovanile ha continuato ad aumentare, al 28,8% (ai massimi dal 1999). Il trend di deterioramento del mercato del lavoro non è terminato, ma il grosso dell’aumento del tasso di disoccupazione potrebbe essere alle spalle, e la tenuta del mercato del lavoro in Italia si conferma migliore che nel resto della zona euro (Germania a parte).
Gli ordini all’industria nell’Eurozona sono saliti ancora ad aprile (+0,9% m/m) dopo il balzo di +5,1% m/m a marzo. La crescita annua accelera così a +22,1% a/a. Solo a maggio del 2000 si è registrato, nei 15 anni di rilevazione della serie, un ritmo di crescita annua più elevato. Continuano a guidare il recupero i beni intermedi (quarto mese consecutivo di aumento, ad un ritmo medio di +3,7% m/m), mentre beni capitali e beni di consumo registrano una battuta d’arresto (comunque non tale da pregiudicare gli aumenti del mese precedente). Da notare su base annua la discrepanza tra l’incremento sensibile per i beni intermedi (+33,2% a/a), legati al ciclo dei macchinari connesso al traino dalla domanda estera, e la sostanziale stabilità per i beni di consumo non durevoli (+3,5% a/a), più legati alla domanda finale delle famiglie. Tra i maggiori Paesi, si notano nel mese sensibili incrementi degli ordini in Italia e Germania e viceversa significative flessioni in Spagna e Francia. Nei prossimi mesi gli ordini dovrebbero stabilizzarsi dopo il recente, straordinario recupero, come segnala il calo a maggio e giugno della componente nuovi ordini dell’indagine PMI nel settore manifatturiero.
Stati Uniti
Gli ordini di beni durevoli a maggio sono scesi dell’1,1% m/m come atteso, il calo è legato esclusivamente alla componente volatile dell’aeronautica civile. Gli ordini di beni capitali scendono di 2,8% m/m, ma al netto di difesa e aerei la variazione è positiva (+2,1% m/m); su base trimestrale annualizzata questo comparto registra un aumento di 28,7%. Le consegne di beni capitali al netto di difesa e aerei registrano un aumento di 1,6% m/m, +11,8% a/a (+16,7% trim. ann.). Le scorte aumentano dello 0,8% m/m come ad aprile, con un modesto aumento del rapporto scorte/fatturato a 1,55, ancora su livelli molto bassi rispetto al passato. I dati sono inequivocabilmente forti e confermano l’andamento solido del settore manifatturiero nel 2° e 3° trimestre.
I sussidi di disoccupazione sono scesi a 457 mila nella settimana conclusa il 19 giugno da 476 mila della settimana precedente.
Il Senato ha bocciato definitivamente la proposta di legge democratica con cui sarebbero stati estesi i sussidi di disoccupazione fino al 30 novembre e il supporto per la copertura sanitaria. Circa 10 milioni di individui ricevono ora sussidi di disoccupazione, di cui circa 5 milioni estesi con provvedimenti straordinari. La leadership democratica ha detto che riproverà a fare passare altre versioni delle misure in questione.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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