Flash: L’indice della Philadelphia Fed a marzo aumenta più delle attese

Da seguire: Area Euro La stima flash dovrebbe mostrare una stabilizzazione della fiducia delle famiglie dell’eurozona a -11,7, dopo il calo di febbraio. La fiducia delle famiglie da inizio anno è tornata al di sopra della media di lungo periodo (-13,3) ….


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ed al di là del rallentamento dell’inflazione il recupero ciclico è per ora ancora troppo preliminare per generare un aumento significativo della fiducia.

Ieri sui mercati

Con la pubblicazione di dati positivi negli Stati Uniti (Philly Fed in aumento, sussidi su livelli bassi, stress test delle banche soddisfacenti) e una lettura meno negativa dell’esito della riunione FOMC, i mercati azionari hanno segnato moderati rialzi ieri: S&P, +0,6%, Eurostoxx +0,4%, FTSE MIB +0,6%; la chiusura del Giappone per festività oggi lascia i mercati asiatici in modesto rialzo, con scarsa liquidità. Seduta moderatamente negativa per il mercato dei titoli di stato europei, sia periferici che core, in reazione alla Fed, con i rendimenti che salgono in media di 5pb su tutte le scadenze, sia sui BTP che sui Bund, senza evidenti movimenti in termini di inclinazione della curva. Il BTP a due anni scambia in area 0,92% mentre il decennale a 3,44% con lo spread rispetto all’equivalente tedesco che resta sotto i 180pb. Negli USA, il mercato obbligazionario si è assetato sui livelli di rendimento visti dopo la riunione del FOMC e i contratti dei fed funds hanno ridotto i rialzi delle aspettative sui tassi di martedì, con i futures per fine 2015 a 0,8% e a fine 2016 a 1.87%.  La giornata di oggi, con pochi dati macro in uscita, dovrebbe vedere un ulteriore assestamento post-Fed, con qualche informazione in arrivo da quattro discorsi di partecipanti al FOMC.

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 15 marzo sono poco variati, a 320 mila da 315 mila della settimana precedente. I nuovi sussidi sono, per la terza settimana consecutiva, su livelli che non si vedevano da novembre. I sussidi sono in linea con la previsione che la normalizzazione del clima riporti gran parte degli indicatori sui ritmi visti in autunno.

L’indice della Philadelphia Fed a marzo aumenta più delle attese, salendo a 9 (consenso: 3,2) da -6,3 di febbraio. I principali indici dell’indagine sono positivi, ma ancora inferiori ai livelli di dicembre e gennaio: nuovi ordini a 5,7 (da -5,2), consegne a 5,7 (da -9,9), occupazione a 1,7 (da 4,8), settimana lavorativa a 3,1 (da -7). Le aspettative a 6 mesi restano su livelli coerenti con un’accelerazione sia per la crescita che per l’inflazione, con indicazioni espansive per ordini, occupazione, consegne e occupazione. Da notare che i piani di investimento sono in netto rialzo a 31,3 da 19,9 di febbraio.  

Le vendite di case esistenti a febbraio calano da 4,62 mln di gennaio a 4,6 mln di unità ann, toccando il minimo da luglio 2012 e proseguendo sul trend di dati deboli per il settore in atto da metà 2013. Sul dato di febbraio pesa anche l’effetto negativo del clima: le vendite crollano nelle due aree più colpite dal maltempo.

Fitch ha confermato il rating AAA per gli Stati Uniti, con outlook stabile. L’agenzia di rating in questo modo ha eliminato la procedura di “rating watch” negativo aperta a ottobre sulla scia della crisi sul budget. Secondo Fitch, l’innalzamento del limite del debito deciso dal Congresso a febbraio ha determinato a rimuovere l’incertezza che in passato era stata collegata al raggiungimento del limite (2011 e 2013); inoltre, si rileva il processo di consolidamento delle finanze pubbliche che sta portando a un rapido calo del deficit e fa prevedere una stabilizzazione e modesto calo del debito/PIL dopo il 2014.

La pubblicazione degli stress test della Fed sulle banche di rilevanza sistemica mostra che 29 istituzioni su 30 sono sufficientemente capitalizzate da poter sopportare condizioni economiche fortemente avverse, in linea con i due scenari negativi predisposti dalla banca centrale.


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