Exane Macro: “Nuovamente ottimisti sulle società francesi!”

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PUNTI CHIAVE: Nuovamente ottimisti sulle  società francesi!”… Per una volta, abbiamo una call positiva sulla Francia…La moderazione salariale inizia a farsi più significativa…..

a cura di Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas


conclusione del mini-ciclo interno; La natura dei “mini-cicli” sta cambiando a seguito della graduale stretta monetaria in atto negli Stati Uniti; Ci aspettiamo un nuovo mini-ciclo negli Stati Uniti, che spingerà i rendimenti statunitensi tra il  3 e il 3,5% verso l’estate…


Questo fenomeno sarà associato all’aumento dei margini delle società francesi …

… e ad una sovra-performance del mercato azionario francese rispetto a quello tedesco

I settori Auto,  Hotel & Tempo Libero, Servizi alle Imprese e Materiali da Costruzione saranno probabilmente i settori vincenti

Questa settimana voglio parlare della Francia, considerata dagli investitori un paese senza particolare interesse nel corso degli ultimi anni. Senza contare che i francesi hanno la reputazione di essere i più pessimisti al mondo quando sono chiamati ad esprimersi sul loro paese. Da alcuni studi internazionali emerge che sono più pessimisti dei nigeriani e degli iracheni! Tuttavia, nonostante l’atteggiamento sfiduciato degli economisti francesi, non si è mai verificato alcun evento drammatico, come per esempio il crollo del mercato obbligazionario. All’inizio di ogni anno, ci sentiamo ripetere la stessa storia scoraggiante sulla Francia, ma, in realtà, non accade mai niente di veramente serio nel corso dell’anno.

Nonostante ciò, e si tratta di una prima volta in Exane, abbiamo una view positiva sulla Francia!

Le prospettive di una crescita ridotta, il lento ritmo d’implementazione delle riforme ed il cattivo andamento dei conti pubblici sono da diverso tempo elementi ricorrenti del quadro francese, e rimaniamo convinti del fatto che prevarranno anche nei prossimi anni. Tuttavia all’orizzonte sembra scorgersi un giro di boa rappresentato dai primi segnali di una prolungata moderazione salariale. Un fenomeno che dovrebbe tradursi in incrementi strutturali dei margini aziendali, aumento della redditività e in una sovra-performance del mercato azionario francese rispetto a quello tedesco.

Quanto affermato potrebbe apparire sorprendente dato che non si è osservata nessuna stagnazione salariale tra il 2010 e il 2011, anni in cui in Francia il tasso di disoccupazione ha raggiunto il suo picco. Non va, tuttavia, dimenticato che per i primi due anni l’indennità di disoccupazione francese dopo un licenziamento è molto generosa. Questo implica che in Francia l’incentivo a cercare una nuova occupazione, a seguito di un licenziamento, è ridotto, soprattutto nel corso del primo anno di disoccupazione. Ma dopo due anni di cospicui sussidi, i disoccupati sono soggetti a una significativa riduzione dell’indennità di disoccupazione e conseguentemente del potere d’acquisto. Quando i disoccupati di lunga data rientrano nel mondo del lavoro, sono disposti ad accettare salari più bassi. Questo spiega: 1) perché l’incremento del tasso di disoccupazione richieda due anni per influenzare l’inflazione salariale; 2) perché la moderazione salariale in Francia sarà un processo più graduale rispetto ai paesi periferici; e 3) perché la stagnazione salariale stia avendo luogo solo ora.

Guardando agli episodi passati di disinflazione salariale degli anni 1983-1986 e 1993-2000, possiamo trarne alcune conclusioni valide sulla moderazione salariale francese. In primis, nel corso dei prossimi 3-6 anni i margini finanziari delle imprese potrebbero riassestarsi sui livelli pre-crisi (il che equivarrebbe ad un incremento di 300bp). In secondo luogo, la spesa per consumi pro-capite si contrarrà ma l’andamento demografico crescente rappresenta un terreno fertile per i consumi aggregati. In terzo luogo, il mercato azionario francese dovrebbe registrare una performance superiore rispetto al mercato tedesco. Infine, sebbene le società di grandi dimensioni non siano particolarmente sensibili ai livelli salariali in Francia in virtù del loro profilo internazionale, si osserva un’importante correlazione tra i margini a livello macro e i margini delle imprese cicliche quotate. I settori che registrano la correlazione maggiore sono: materiali da costruzione, auto, hotel & tempo libero e servizi alle imprese.

La Francia non è mai né il leader né il fanalino di coda dell’Europa ma può vantare di risorse migliori, sebbene il ritmo di implementazione delle riforme sia lento.

In particolare, l’economia francese è la più diversificata in Europa, fenomeno che attutisce l’impatto di ogni notizia positiva o negativa sulla performance complessiva.

Quindi, a prescindere dal contesto politico e dalle sfide strutturali, il processo economico sta procedendo verso un miglioramento del rapporto costo-competitività dei salari delle imprese francesi che al contempo posso vantare uno dei più bassi livelli di costo del capitale in Europa. Vale la pena di tenere sotto osservazione questo trend!

Fonte: BONDWorld.it – Exane BNP Paribas


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