Da seguire: Cina. Il PMI dei servizi Markit-HSBC è salito da 51,0 a 51,9, mentre quello ufficiale è sceso da 55 a 54,5. Il Consiglio di Stato ha annunciato un programma di spesa incentrato su ferrovie, linee metropolitane, edilizia sociale e sgravi fiscali per le piccole imprese, tutte misure già citate nel programma economico annuale ma che hanno incoraggiato i mercati asiatici…
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Area Euro
- La BCE cercherà di rafforzare ulteriormente la guidance e di enfatizzare che i tassi rimarranno fermi almeno fino 2016 Q1, quindi più bassi, più a lungo, di quelli di FED e BoE, che molto probabilmente saliranno nel 2015. Le aspettative sui tassi oscillano intorno a una media stabile; il cambio effettivo dell’euro è più alto di 0,6% rispetto a prima della riunione di marzo, ma più basso rispetto ai picchi di metà mese. I dati sull’economia reale rimangono coerenti con lo scenario di consolidamento e diffusione della ripresa. La probabilità di un taglio è salita dopo il dato di inflazione di marzo (0,5%), più debole delle stime di consenso. Tuttavia, pensiamo che la BCE non vorrà reagire ad un singolo dato. Ieri il vicepresidente Constancio ha dichiarato che “il dato di inflazione di marzo non va guardato in isolamento” e che “la BCE si aspetta un rimbalzo in aprile”. Constancio ha reiterato che i rischi di deflazione rimangono contenuti e andranno riducendosi al consolidarsi della ripresa. Inoltre, ha ammesso che il progetto sugli ABS non è alle porte date le difficoltà di implementazione.
- Il PMI composito dell’Eurozona di marzo dovrebbe confermare la lettura preliminare a 53,2 in calo di un decimo dal 53,3 di febbraio. L’indice per i servizi dovrebbe essere confermato in calo a 52,4 da 52,6 del mese precedente. La prima lettura del PMI servizi italiano potrebbe vedere una correzione a 52,0 dopo l’inatteso aumento a 52,9 di febbraio.
- Le vendite al dettaglio dell’Eurozona dovrebbero aumentare a febbraio di 0,6% m/m dopo 1,6% m/m di gennaio. Se confermato, il dato lascerebbe i consumi in rotta per un aumento di 1,4% t/t dopo -0,5% t/t di dicembre. L’accelerazione dei consumi attesa a inizio anno per l’Eurozona dovrebbe iniziare a concretizzarsi dalla primavera.
Stati Uniti
- Il deficit della bilancia commerciale a febbraio è previsto a -38,5 mld da -39,1 mld di gennaio. Il rallentamento della produzione e la difficoltà dei trasporti in molte aree del Paese dovrebbero avere frenato il commercio internazionale, con un effetto maggiore dal lato delle importazioni. Il deficit dovrebbe poi tornare ad allargarsi con la normalizzazione dell’attività nel settore manifatturiero e in quello delle costruzioni.
- L’ISM del settore non manifatturiero a marzo è atteso in aumento a 53,2 da 51,6 di febbraio. L’indice Markit dei servizi a marzo è aumentato a 55,5 da 53,3 di febbraio; lo spaccato dell’indagine ha mostrato la componente occupazione stabile a 51,9 e quella di nuova attività a 53,9 da 56, quindi non ci sono segnali forti di accelerazione, ma conferme di espansione. L’ISM dovrebbe dare un quadro analogo a marzo.
Ieri sui mercati
L’andamento dei mercati azionari europei è stato contraddistinto da prese di beneficio sui listini dei paesi periferici, che hanno chiuso in netto ribasso. Di contro, il mercato secondario dei titoli di stato ha visto proseguire la tendenza alla riduzione dei premi al rischio, anche se ciò non ha impedito un marginale rialzo dei rendimenti. Ha fatto eccezione la Grecia, che ha beneficiato delle ricadute positive sulla fiducia degli investitori derivanti dallo sblocco degli aiuti. Il rendimento del decennale greco è calato al 6,08%, e le autorità elleniche puntano ora ad emettere un’obbligazione con scadenza 3 o 5 anni nei prossimi mesi.
Sui mercati valutari, continua la lenta discesa dello yen: il cambio con il dollaro sta registrando la quinta giornata di incremento, a un passo da 104. L’euro continua a oscillare fra 1,37 e 1,38, in attesa della riunione BCE di oggi e dell’employment report di domani. Rialzo dei tassi ufficiali in Brasile di 25pb, all’11%: la mossa era attesa dai mercati, che ora valutano prossimo alla conclusione questo ciclo di restrizione monetaria. Rispetto a fine gennaio, quando scambiava a 2,40 sul dollaro, il real ha riguadagnato terreno fino a 2,26-2,27.
Area Euro
Germania. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera all’introduzione di un salario minimo nazionale di 8,5 euro all’ora dal prossimo anno. Dalla misura saranno esclusi per i primi sei mesi i disoccupati di lunga durata ove dovessero essere riassunti.
Francia. Il nuovo primo ministro francese Manuel Valls ha presentato oggi la nuova squadra di Governo dopo il passaggio di consegne di ieri con il suo predecessore Jean-Marc Ayrault a Matignon. Il focus della politica del Governo sarà volta al ritorno alla crescita rispetto al conseguimento degli obiettivi fiscali condivisi in sede europea.
Stati Uniti
La stima ADP dei nuovi occupati privati non agricoli a marzo mostra un aumento di 191 mila posti; il dato di febbraio viene rivisto verso l’alto a 178 mila, da 138 mila. L’aumento nell’industria è di 28 mila, nei servizi di 164 mila; gli incrementi sono diffusi a tutte le dimensioni di impresa. I dati sono in linea con le attese e con l’aspettativa di un’accelerazione della dinamica occupazionale nell’employment report di marzo che verrà pubblicato venerdì. Gli indicatori economici di marzo stanno recuperando dopo la debolezza di inizio anno causata dal maltempo.
J. Bullard (St Louis Fed), tipicamente posizionato dal lato dei falchi pur senza essere all’estremo della distribuzione di opinioni, ha detto che potrebbe essere appropriato iniziare ad alzare i tassi nel 1° trimestre del 2015. Secondo Lockhart, la svolta sui tassi dovrebbe avvenire nella seconda metà del 2015. Williams (San Francisco Fed) ha dato indicazioni simili a quelle di Lockhart riguardo ai tempi del primo rialzo.
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