Perché avete creato la PIMCO Global Low Duration Real Return Strategy? Cosa distingue la nuova strategia dalla celebre Global Real Return Strategy? Abbiamo lanciato questa nuova strategia per consentire agli investitori di ottenere un’esposizione strategica alle obbligazioni globali indicizzate all’inflazione…
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Jeremie Banet – Executive vice president e gestore nel team rendimenti reali di PIMCO
in quanto asset class, ma con un rischio di tasso d’interesse reale strutturalmente inferiore rispetto agli approcci tradizionali. La strategia presenta caratteristiche uniche in quanto è basata su un indice globale di obbligazioni reali comprendente emissioni sovrane dei paesi sviluppati con scadenze comprese tra uno e cinque anni. Ancorando la duration del portafoglio a questo benchmark, la strategia mantiene una duration reale strutturalmente più bassa rispetto alle tradizionali strategie ILB che utilizzano benchmark che coprono la totalità delle curve dei rendimenti reali. In tal senso, questa è una versione a bassa duration della nostra celebre Global Real Return Strategy, che gestiamo da oltre 10 anni. La scelta del benchmark per questa nuova strategia consente agli investitori di abbassare significativamente la duration delle loro esposizioni alle obbligazioni reali globali (cfr. Figura 1), il che riduce il profilo di rischio complessivo. Tuttavia, analogamente alla nostra Global Real Return Strategy, gli investitori beneficiano potenzialmente di opportunità globali, di rendimenti reali regolari, di una protezione dall’inflazione e delle caratteristiche di diversificazione del portafoglio delle obbligazioni reali globali. È importante sottolineare che anche questa è una strategia a gestione attiva e intendiamo utilizzare le nostre comprovate competenze per affrontare le complessità dei mercati globali delle obbligazioni indicizzate all’inflazione
Come avete posizionato la strategia per riflettere le prospettive d’inflazione? Quali sono i temi d’investimento in essa compresi?
Negli Stati Uniti e in Europa l’inflazione implicita nelle obbligazioni reali è a nostro avviso inferiore alle stime per i prossimi anni. Ad esempio, siamo sovrappesati sulle obbligazioni tedesche indicizzate all’inflazione perché il mercato ha scontato un’inflazione estremamente bassa, ben al di sotto delle nostre aspettative. Analogamente, negli Stati Uniti i TIPS (Treasury Inflation-Protected Securities) scontano un CPI core stabile all’1,6%, mentre noi anticipiamo che salirà verso quota 2% nel corso di quest’anno. Privilegiamo quindi il mantenimento di un’esposizione long ai tassi d’inflazione di pareggio. Riteniamo che i tassi di pareggio USA a medio termine siano molto interessanti attualmente. Ci aspettiamo che le banche centrali mantengano i tassi bassi più a lungo e li normalizzino solo gradualmente. Ci posizioniamo quindi sui segmenti più interessanti delle curve reali, che attualmente presentano un’inclinazione storicamente elevata. Il principale esempio in questo caso è rappresentato dalla curva dei TIPS USA, sulla quale privilegiamo il tratto intermedio al fine di beneficiare di un interessante roll-down. Questo segmento della curva è particolarmente attraente, poiché ha sottoperformato le estremità durante la correzione dello scorso anno.
A livello di asset allocation più in generale, sebbene i mercati delle obbligazioni reali nel loro complesso incorporino integralmente le prospettive di una bassa inflazione nei prossimi mesi, i rischi d’inflazione a più lungo termine non sono rispecchiati dalle quotazioni. Pertanto, siamo convinti che possa essere il momento giusto per iniziare a costituire un’esposizione alle obbligazioni indicizzate all’inflazione. Il passaggio di lungo periodo dall’attuale scenario di bassa inflazione verso un’inflazione più elevata, e persino il passaggio ciclico da un’inflazione nettamente inferiore agli obiettivi a una più o meno in linea con gli stessi, avrà probabilmente un impatto positivo sui detentori di obbligazioni reali.
Fonte: BONDWorld.it – Pimco
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