Gran Bretagna: Il Primo Ministro britannico, Cameron, ha annunciato il forte taglio del secondo deficit europeo dopo quello dell’Islanda. La coalizione al governo ha intrapreso misure ….
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volte ad accelerare il rientro entro 5 anni, stabilendo un nuovo ed indipendente Office for Budget Responsibility per la produzione dei vincoli a cui si dovrà attenere il governo centrale, unitamente ai singoli governi locali. La strategia annunciata si baserà su tre cardini: liberalizzazione, supporto e bilanciamento. Sebbene i dati relativi al primo trimestre mostrino un leggero miglioramento, si pensi alla crescita del Pil allo 0.3% trimestrale, aumento degli investimenti al 1.5% e aumento degli investimenti corporate +6%. Questi dati, letti secondo un punto di vista prospettico, non attenuano la grave condizione dei conti britannici.
La crescita degli investimenti non ha carattere durevole, dato l’importante livello del surplus, e la debole domanda interna che trascina con sé i consumi e le esportazioni, ad un livello di crescita vicino allo zero. Tale livello delle esportazioni, che non varia in chiave prospettica, si spiega dallo stato di salute dei paesi che rappresentano le controparti commerciali della Gran Bretagna, l’Europa. Si aggiunge a ciò un sistema bancario particolarmente vulnerabile data la sua dipendenza all’indebitamento a breve per finanziare investimenti sul lungo termine, le banche inglesi dovranno rifinanziare circa £ 204mld il prossimo anno, quasi il doppio del fabbisogno per l’anno in corso ed il doppio della media di indebitamento a lungo termine. Si consideri, per di più, il calo nelle vendite che porta le previsioni di crescita del Pil intorno allo 0.7% su base annua. Le strategie di crescita del neo Primo Ministro si basano sulla natura tipica dell’economia britannica. Natura che assume diversi aspetti di squilibrio. Tre le macro aree: dipendenza eccessiva del settore pubblico, la percentuale del Pil che si perde tra indennità, occupazione e spesa pubblica risulta troppo elevata; la creazione di valore si basa su poche industrie, forte discrepanza tra un saturo settore manifatturiero e quello dei sevizi; concentrazione geografica della creazione di valore, due regioni, Londra ed il Sud Est, contano per più del 35% del Pil con una popolazione del 26%. A fronte di tale situazione, il maggior driver della riduzione del deficit, sarà il taglio delle spese secondo un regime di trasparenza delle finanze pubbliche. Date le macro aree di squilibrio, 3 saranno le aree di intervento del governo. Liberalizzare: la macchina pubblica inglese è caratterizzata da troppe tasse, troppa burocrazia e troppe regole. Le prime azioni annunciate saranno volte all’abolizione della Home Information Pack e abolizione della National Insurance Contributions. Supporto moderno: si rende necessario lo sviluppo di infrastrutture, riformare il sistema dei bonus del mondo bancario, riformare il welfare, dare credito alle pmi. Riequilibrare: necessità di dare spinta al settore manifatturiero e maggiori poteri ai governi locali.
Unicredit: Aabar Investments PJSC, il veicolo degli investimenti di Abu Dhabi, ha acquisito il 4,99% di Unicredit group, il terzo gruppo europeo per valore di mercato. La notizia è stata data direttamente dal ceo di Aabar, Al- Husseiny, sottolineando il forte interesse del gruppo per il settore dei servizi finanziari. Stando alla chiusura del giorno precedente l’annuncio il controvalore per lo stake acquisito è pari a Euro 1,84 mld rendendo la compagnia il secondo maggior shareholder di Unicredit dopo Mediobanca e prima del gruppo delle fondazioni che possiedono il 4,98% e prima della Central Bank of Libya che detiene il 4,6% e a seguire Allianz e BlackRock Il gruppo arabo aveva in passato, Marzo 2009, già dimostrato il suo interesse nel gruppo bancario italiano acquistando Euro 49 mln degli strumenti ibridi con diritto di conversione emessi a fronte dell’aumento di capitale, per un totale di Euro 4mld, avvenuto per far fronte alla crisi. Da notare come la quota acquisita sia sotto il 5%, il motivo è da trovare nella necessità di ricevere il permesso da Banca d’Italia per superare tale soglia. Permesso che per implicazioni più o meno politiche potrebbe non avvenire. La forte internazionalizzazione che negli ultimi anni sta toccando il gruppo italiano ha già spostato il bilanciamento dei poteri, la quota complessiva detenuta da investitori stranieri si attesta al 12%. La investment group araba, nata nel 2005 come compagnia energetica per poi essere trasformata nel 2008 dopo l’acquisizione da parte di IPIC, è una società molto attiva nella diversificazione degli asset. Le maggiori e più importanti partecipazioni sono nel settore automobilistico, è il maggior shareholders in Daimler AG , possiede quote in Tesla Motors, Atlantia, Brawn GP e Virgin Galactic.
AgBank: Annunciata quella che potrebbe configurarsi come la maggiore IPO al mondo da parte di Agricultural Bank of China. AgBank è l’ultima delle grandi banche cinesi a diventare pubblica dopo le IPO di Bank of China nel 2006, China Construction Bank nel 2005 e Industrial and Commercial Bank nel 2006. La decisione in un momento sensibile da un punto di vista legislativo e delle performance per gli istituti di credito a livello globale, unitamente alla rivalutazione dello yuan, segna, se ce ne fosse bisogno, la sempre maggiore importanza nello scenario economico mondiale del paese asiatico. L’offerta prevede l’emissione di 25,4mld sul listino di Hong Kong per un valore compreso tra i 2,88 e i 3,48 HK$ (Eur-HK$~9,50) comportando un controvalore, nel caso il prezzo si attestasse nel top range di prezzo, a $13mld con un ulteriore 15% attraverso le usuali opzioni greenshoe. Le opzioni greenshoe sono strumenti di stabilizzazione delle quotazioni sia al ribasso che al rialzo che gli arranger usano ed una scadenza tipicamente di 30 giorni. Rimane invece ancora sconosciuto il range di prezzo per la concomitante quotazione sul listino di Shanghai, sul quale verranno offerte 22,2 mld di azioni. Indiscrezioni sembrerebbero indicare un range compreso tra 2,60-2,70 Rmb, arrivando in tal modo ad incassare una somma complessiva di circa $23mld, battendo la precedente maggior IPO a livello mondiale di Ind. & Comm. Bank of China.
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