Area Euro Italia. Il governo dovrebbe approvare il Documento di Economia e Finanza contenente il Programma di Stabilità, le tendenze della finanza pubblica e il Programma Nazionale di Riforme. Secondo indiscrezioni, il governo dovrebbe rivedere allo 0,8%, dall’1% delle ultime stime …
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ufficiali (contenute nell’Aggiornamento al DEF di settembre), l’ipotesi sul PIL 2014. Il deficit di conseguenza dovrebbe essere rivisto, ma non oltre il 2,6% risultante dalla tendenza a legislazione vigente secondo le stime di febbraio della Commissione Ue (contro il 2,5% stimato dal precedente governo a settembre). Per quanto concerne la copertura degli sgravi fiscali annunciati quasi un mese fa, i 6,6 miliardi di taglio Irpef per quest’anno dovrebbero essere finanziati per circa 4 miliardi dai risparmi sulla spending review e per il resto dai risparmi sulla spesa per interessi (più scontata la copertura del mini-taglio Irap, dall’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie). La vera partita si gioca sull’entità dei tagli di spesa nel 2015.
Ieri sui mercati
Diversi membri del Consiglio direttivo BCE sono intervenuti ieri per qualificare le aperture alla stimolo quantitativo annunciate da Draghi, forse preoccupati dall’accumularsi di aspettative eccessive fra gli operatori (v. sotto). La reazione non si è fatta attendere: i rendimenti del debito italiano sono risaliti di 1-2 pb, mentre si è verificato un calo, peraltro marginale, sul debito tedesco. Quest’ultimo potrebbe derivare in parte dalle nuove tensioni in Ucraina e dall’andamento negativo dei mercati azionari mondiali. L’euro ha rimontato fino a 1,3740 dollari. Dollaro cedente anche contro yen, che ha esteso i guadagni di venerdì ed è rientrato in area 102.
Il MEF ha annunciato che all’asta del 10 aprile saranno offerti 7,5 miliardi di BOT annuali (scadenza 14/04/2015), a fronte di rimborsi pari a EUR 8,87 miliardi.
Area Euro
Nowotny e Mersch preferirebbero un programma di acquisto di ABS ed è per questo che viene richiesto un intervento della Commissione in particolare per gli ABS con sottostante prestiti di piccole e medie imprese (Mersch). Mersch ha sottolineato che il QE è un “concetto teorico”, che servirebbe a “scongiurare il rischio di coda bassa, ma che il passaggio all’azione non è immediato anche perché per il momento non vi è un rischio di deflazione in senso stretto”. Il Vicepresidente della BCE Constancio ha riaffermato la view ufficiale ovvero che la BCE è stata sorpresa dall’inflazione di marzo ma che vuole attendere il numero di aprile per verificare se lo scenario tracciato dallo staff a marzo è confermato o meno. Tirando le somme, è evidente che il Consiglio non è affatto sul punto di dare avvio ad un programma di QE, anche se si sta preparando a reagire ad indicazioni chiare di inflazione troppo bassa (al di sotto dell’1,0% o all’1,0% anche nel 2015). Inoltre, è possibile che la BCE stia effettivamente cercando di accelerare sull’armonizzazione degli ABS con sottostante prestiti di piccole e medie imprese (guidata in questo ambito dall’iniziativa della Banca di Francia).
Secondo la stima congiunta di Ifo-Insee-Istat, il PIL area euro potrebbe accelerare a 0,4% t/t nel 1° trimestre del 2014, per poi rallentare a 0,3% t/t nei due trimestri successivi. Sarebbe il ritmo più elevato di crescita dell’attività produttiva da tre anni. La stima è più ottimistica della nostra (0,3% t/t).
Italia. Secondo la stima Istat, l’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche è stato pari all’1,1% del PIL nel 4° trimestre del 2013, in calo di 0,4% rispetto al corrispondente periodo del 2012. Nell’insieme del 2013, l’Istat stima un deficit/PIL al 2,8%, in calo di un decimo rispetto al 2,9% del 2012. Le stime differiscono da quelle pubblicate lo scorso 3 marzo (che vedevano un deficit al 3% nel 2013, stabile rispetto all’anno precedente), valide ai fini della notifica dei paramenti di Maastricht, per il diverso trattamento delle operazioni di swap, che hanno avuto un impatto negativo di due decimi nel 2013. In sostanza, al netto delle operazioni di swap, il 2013 ha visto un andamento dell’indebitamento netto più virtuoso di quello registrato nell’anno precedente e della soglia stabilita ai fini di Maastricht.
Italia. Nel 4° trimestre 2013 il reddito disponibile delle famiglie è risultato invariato rispetto al trimestre precedente e in calo di -1,1% rispetto a un anno prima. In termini reali, il potere d’acquisto delle famiglie è calato di un decimo nel trimestre ma è tornato in positivo nel confronto con un anno prima (a 0,4%), per la prima volta da tre anni. Continua anche il trend di rimbalzo della propensione al risparmio, salita di un decimo al 10,2% nel 4° trimestre (+1,7% rispetto a un anno prima). Si nota anche un recupero per la quota di profitto delle società non finanziarie, salita al 39,7% a fine 2013, in aumento di 0,7% rispetto al trimestre precedente e di 0,9% rispetto al corrispondente trimestre del 2012. In sintesi, i dati mostrano che redditi delle famiglie e profitti delle imprese sono probabilmente ancora troppo deboli per supportare una convincente ripresa della domanda interna, tuttavia il punto di svolta è stato superato ed è già cominciato un sia pur modesto trend di recupero per i fondamentali che guidano la domanda domestica.
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