La nomina di Manuel Valls come Primo Ministro é un segnale positivo …
… dato che é un politico con numerosi anni di esperienza e un riformatore favorevole ai mercati ……Ma Valls dovrà far fronte ad una resistenza interna in seno al proprio partito…..
Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas
Questo cambiamento politico potrebbe piacere agli investitori ma il motivo per essere ottimisti sulle società francesi è immutato, cioè la moderazione salariale di lungo corso attualmente in atto
Il celebre detto “Impossibile non è una parola francese” attribuito a Napoleone Bonaparte dovrebbe far parte del nuovo mantra di Francois Hollande che ha rivisto la compagine di governo la scorsa settimana. Il rimpasto non è stato una sorpresa, ancora più alla luce della disfatta del partito socialista alle elezioni municipali. Il dilemma principale interessava la nomina del Primo Ministro. E la nomina di Manuel Valls per tale incarico rappresenta una buona notizia per le riforme.
Valls, che ama essere paragonato a Blair, è, infatti, un politico di elevata caratura e che gode di una significativa popolarità. Il libro del 2008 “Per mettere la parola fine al vecchio socialismo … ed essere finalmente di sinistra” lo descrive come un riformatore favorevole ai mercati e appartenente all’ala destra del Partito Socialista, partito che secondo lui ha un nome ormai desueto. E’ ambizioso, energico e, come Renzi, appartiene alla nuova generazione di politici che dovranno pagare lo scotto del debito pubblico accumulato dalle generazioni precedenti.
Tenuto proprio conto del livello di debito, Valls è particolarmente sensibile alla necessità di riformare il sistema sociale e di creare delle condizioni di mercato favorevoli alla creazione di posti di lavoro. Inoltre, con la partenza dei Verdi dal governo, l’opzione di rilanciare l’esplorazione di gas di scisto potrebbe essere nuovamente sotto i riflettori. Sebbene il potenziale sia incerto e le resistenze locali sicuramente forti, la Francia potrebbe poter vantare la maggiore riserva di gas di scisto d’Europa. Un’altra importante conseguenza della nomina di Valls è la linea più dura che il governo francese dovrebbe assumere nei confronti della Commissione Europea, considerata da Valls come eccessivamente tecnocratica. Ciò significa che la Francia dovrà negoziare il ritmo di riduzione del deficit e concentrarsi in futuro sul rafforzamento dell’integrazione politica a livello europeo a spese della tecnocrazia della Commissione Europa.
L’implementazione di riforme non sarà un lavoro sinecura per Valls. Il primo ostacolo che troverà sul suo cammino sarà la serrata maggioranza socialista in Parlamento, maggioranza che si aggrappa solamente ad un seggio all’Assemblea Nazionale. Tuttavia, in Francia, il governo può dar vita a leggi attraverso decreti e, se necessario, può far ricorso all’articolo 49.3 della Costituzione per non passare dal Parlamento. Il secondo ostacolo che Valls dovrà affrontare sarà la vigilanza dei partner europei sulla riduzione del deficit mentre il terzo vincolo che dovrà superare è rappresentato proprio dal Presidente francese che resta il principale uomo al potere e che continuerà a gestire l’ala sinistra del partito socialista.
Sebbene si profilano numerosi rischi all’orizzonte, l’arrivo di Valls a Matignon é un segnale positivo. Come abbiamo avuto modo di sottolineare, riteniamo che, a prescindere dal calendario delle riforme, la moderazione salariale è in atto e la ripresa dei margini delle società francesi permetterà all’azionario gallico di sovra-performare i colleghi tedeschi nei prossimi anni, come già si registra da inizio 2014. Anche se il discorso di Hollande del 14 gennaio nonché la nomina di Valls potrebbero determinare un rinnovato interesse sul mercato francese, il motivo più importante per scommettere su tale zona è sempre il miglioramento dei margini.
In un contesto di tal tipo, gli analisti di Exane hanno indicato le società da loro preferite: Peugeot, Saint Gobain, Adecco, Nexity, Eiffage, Orpea e Aéroports de Paris.
Dopo aver speso le ultime 2 settimane a parlare della Francia, la prossima settimana il tema sarà ben diverso.
Tenuto conto del comportamento della BCE, che non lascia spazio a dubbi su un futuro QE, e del nuovo stimolo in Cina dopo un Q1 non positivo, non mancano certo i temi d’attualità ! Ma in qualità di francese che da anni non aveva un’opinione positiva sulle prospettive del proprio paese, non ho saputo resistere alla tentazione di parlare bene ancora una volta della Francia. L’impatto della moderazione salariale é, in effetti, la più forte convinzione che abbiamo sulla Francia da anni.
E se la politica aiuta la causa, cosa chiedere di più … ?
Fonte: BONDWorld.it – Exane BNP Paribas
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