La Romania si è unita all’Unione Europea nel 2007, appena un anno prima che esplodessero le tensioni sul rimborso del debito in alcuni stati membri, riuscendo a…
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mettere a segno una crescita molto significativa sia nel 2007 con un +6,3% che nel 2008, con un +7,3%. Dopo il tracollo del Pil nel 2009, in cui il prodotto interno lordo scese del 6,6%, in seguito alla crisi esplosa in Europa, gli anni successivi sono stati abbastanza positivi per il paese sia in relazione alle economie più sviluppate dell’area che a quelle più “emergenti”. Dopo una stabilizzazione nel 2010 (-1,1%), gli anni successivi hanno visto una discreta crescita, culminata con un +3,5% nel 2013, come riscontrabile sul sito di Eurostat.
Pur con gli elevati tassi di crescita della sua produzione industriale e del suo GDP negli anni precedenti la crisi e pur con i soddisfacenti segnali di ripresa negli ultimi anni, la Romania rimane all’interno del Vecchio Continente uno dei paesi più poveri, e nella UE 28 é la seconda economia più povera per PIL procapite dopo la Bulgaria.
Come si vede però nella tabella sottostante l’indice di produzione industriale (fatta base 100 nel 2010) presenta il livello più elevato tra tutte le economie considerate (125.5), seguita a breve distanza dall’Estonia (124.8). In sostanza dunque un incremento ad oggi della produzione industriale nell’intorno del 25%, mentre moltissime economie giacciono ancora sotto i livelli iniziali e sono riconoscibili per un valore al di sotto di 100 nell’ultima colonna a destra. La media sia della EA-18 che della EU-28 viaggiano nell’intorno di 101 ma i contributi significativi ( a parte la Germania a 108) vengono quasi esclusivamente dalle economie dell’Est Europa, da cui comunque la Romania si stacca in modo evidente.
Fonte: Eurostat. Indice di produzione industriale per i 28 paesi dell’Unione Europea nell’ultimo anno
L’ambizioso piano messo in campo negli ultimi anni, supportato da un programma multilaterale messo in campo da Banca Mondiale, FMI e Commissione Europea, ha permesso il raggiungimento di importanti obiettivi sia a livello fiscale che di riforme nei settori della salute, dell’educazione, dell’amministrazione pubblica e del settore finanziario i cui effetti saranno comunque visibili soprattutto in ottica di qualche anno.
Molti dei parametri che siamo andati a considerare e quindi in particolare debito/pil, deficit/pil, disoccupazione e inflazione ( oltre alle considerazioni sulla crescita e sul Pil fatte in precedenza), ci consegnano il quadro di un paese sostanzialmente in discreta salute, con alcune variabili certamente migliori della media della UE.
Siamo andati in particolare a fare questi confronti con una delle nazioni mediterranee, il Portogallo, cui la Romania ci appare meno lontana dal punto di vista del merito di credito.
Secondo l’agenzia di rating Moody’s infatti il Portogallo ha merito di credito pari a Ba3, mentre la Romania ha Baa3, un livello di ben 3 gradini più elevato, che porta il paese balcanico ad essere Investment Grade (poco rischioso) mentre il Portogallo rimane ben al di sotto di questa soglia.
Dando un’occhiata al livello di disoccupazione, possiamo riscontrare nella tabella sottostante che la Romania ha un tasso del 7,2%, decisamente più contenuto della media europea intorno all’11%, con il Portogallo intorno ad un tasso doppio.
Fonte: Eurostat. Tasso di disoccupazione nei diversi paesi a Febbraio 2014
A livello di parametri fiscali, Bucarest vanta un deficit /pil di poco superiore al 3% ed un debito pubblico/pil inferiore al 40%.
Fatta questa disamina siamo andati dunque a verificare i rendimenti dei titoli obbligazionari emessi dallo stato romeno, tralasciando quelli in valuta locale, il leu, cosi come abbiamo fatto in passato analizzando la Repubblica di Ungheria, per concentrarci su quelli in valuta forte: Dollari ed in particolare quelli in Euro.
Abbiamo dunque verificato che sia sulle scadenze brevi (2015), che su quelle medie ( 2018/2019) espresse in euro, le obbligazioni romene hanno rendimenti superiori a quelle portoghesi, nonostante godano di un merito di credito migliore. Addirittura, sulla scadenza ad un anno, il bond romeno rende oltre il doppio di quello portoghese. Per coloro che fossero interessati a conoscere i singoli titoli nel dettaglio approfondiremo il tema con uno scritto apposito nella nostra sezione Idee per Investire nei prossimi giorni.
Fonte: JCI CAPITAL LIMITED Investments & Asset Management
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