Conversione del Prestito Obbligazionario Prelios

Conversione del Prestito Obbligazionario Prelios;  dalla conversione nessun impatto sulla posizione finanziaria netta; confermata la strategia di focalizzazione sul business tyre…


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In relazione a quanto annunciato oggi da Prelios, realizzatesi  le condizioni per cui sarà richiesta anticipatamente la conversione totale del prestito obbligazionario a suo tempo sottoscritto  da Pirelli  nell’ambito del piano di rimodulazione dell’indebitamento finanziario di Prelios, Pirelli comunica quanto segue:
 
–  In linea con il regolamento del prestito obbligazionario, a seguito della predetta conversione, Pirelli, come noto al mercato (cfr. comunicato stampa del 27 marzo 2013),  riceverà  azioni Prelios  in  cambio delle obbligazioni Prelios  da essa detenute (Tranche A e B) aventi un controvalore nominale complessivo  pari a 148,4 milioni (oltre agli interessi maturati). In virtù della conversione, si stima che la quota del capitale votante di Prelios detenuta da Pirelli (rappresentata da  azioni  di categoria  A) salirà dal 13% circa attuale a circa il 29%  (post conversione), di cui circa il 7% (post conversione) sarà liberamente trasferibile e circa il 22% (post conversione) sarà vincolato agli obblighi di lock-up  fino al luglio 2016 (con rinnovo automatico per un ulteriore triennio salvo disdetta) previsti nei patti tra i soci di Fenice (Pirelli, Intesa Sanpaolo S.p.A, Unicredit S.p.A. e Feidos 11 S.p.A). Inoltre, per effetto della conversione, Pirelli riceverà anche circa 93 milioni di azioni B  – non quotate e senza diritti di voto – che, secondo i patti tra i soci Fenice, dovranno essere conferite a Fenice stessa,  che continuerà così a detenere  la totalità delle azioni di categoria B anche post conversione. Si ricorda che, in virtù delle delibere della Consob n. 18565 del 31 maggio 2013 e n. 18607 del 9 luglio 2013, a seguito della conversione non sorge in capo ad alcun soggetto l’obbligo di promuovere un’offerta pubblica totalitaria su azioni Prelios;
 
–  Eventuali effetti derivanti dalla conversione saranno contabilizzati nella semestrale 2014, senza alcun impatto sulla posizione finanziaria netta.  Per completezza  si ricorda che in occasione del bilancio al 31 dicembre 2013, il valore nominale del Convertendo era stato adeguato a fair value a tale data a 104,1 milioni di euro, con una rettifica a conto economico pari a 44,3 milioni.
 
Pirelli ribadisce  la  propria  strategia di focalizzazione sul core business  pneumatici  e,  come già annunciato al mercato in altre occasioni, di non essere pertanto un investitore di lungo termine nel settore ‘real estate’: come tale, potrà cogliere  le opportunità che si presentassero sul mercato per valorizzare la propria partecipazione, tenuto conto degli accordi esistenti tra i soci di Fenice.

Fonte: BONDWorld.it – Pirelli


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