Exane Macro :”Cambiamenti all’orizzonte da non mancare”

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Il sentiment di mercato sul Basile è ancora troppo pessimista …..Da non perdere il passaggio dell’economia brasiliano da un modello basato sui consumi a un modello basato maggiormente sull’investimento … o le anticipazioni della BCE di un rialzo dei tassi americani…..

Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas


I rendimenti reali sul mercato monetario brasiliano hanno superato il 5%
La BCE lancerà un QE, probabilmente dopo settembre una volta che l’AQR sarà in larga parte completata

Il nostro recente studio sul Brasile, frutto di meeting tenuti direttamente con i funzionari e le società del paese, che riassume i nostri principali suggerimenti su come “scommettere” sul Brasile esponendosi a società quotate europee ha suscitato molto interesse. Sin dall’inizio dell’anno, abbiamo una view positiva sul Brasile, supportati dall’andamento dell’indice Bovespa, che ha registrato un rialzo del 20% ytd nonché dall’apprezzamento della valuta del paese (BRL) nei confronti sia del dollaro sia dell’euro. Tuttavia crediamo che il sentiment di mercato sia ancora troppo bearish sul Brasile. Il momentum ciclico è positivo, l’inflazione, sebbene elevata, è sotto controllo e dovrebbe diminuire nel corso dei prossimi anni, mentre le elezioni presidenziali saranno probabilmente un “non-evento” per i mercati.

Di maggiore importanza è la svolta-chiave dell’economia brasiliana, che a dire il vero è sfuggita ai più. Fin dalla crisi finanziaria, il paese ha adottato il modello investment-led (completamente opposto al modello consumer-led del decennio precedente) e la classe borghese emergente sta esercitando una crescente pressione sulle autorità pubbliche affinché il denaro pubblico sia speso con maggiore accortezza e, in particolare, nell’investimento in infrastrutture. L’anno scorso circa il 25% del raccolto di soia è stato perso, in parte anche a causa del traffico di camion in coda verso i siti portuali. Ciò rende l’idea del potenziale upside che si potrebbe verificare se solo fossero pianificati dei progetti infrastrutturali. Si stima inoltre che il potenziale di crescita annuale del PIL dovrebbe passare dal 2% attuale al 3% nel medio termine.

Infine, la banca centrale brasiliana ha realizzato finora un ottimo lavoro: è stata la prima banca centrale degli emergenti a inaugurare, lo scorso anno, una politica monetaria restrittiva, anticipando il rialzo dei tassi americani, e il suo programma di swap per la stabilizzazione del BRL è stato un successo. I rendimenti reali sul mercato monetario sono attualmente superiori al 5%! Nell’attuale contesto di ricerca di rendimento, questi rendimenti elevati dovrebbero contribuire ad un ulteriore stabilizzazione della valuta.

Tuttavia, permangono in Brasile sfide a lungo termine ed il ritmo d’implementazione delle riforme sarà graduale, soprattutto con riferimento ad alcune tematiche come la local governance. Ciò nonostante, per la prima volta, le condizioni sociali, politiche ed economiche sono contemporaneamente riunite per rendere più robuste le infrastrutture. Riteniamo che il consensus di mercato sia troppo negativo su un paese che può vantare un avanzo primario di bilancio, un surplus commerciale, un ridotto debito esterno a breve termine, così come un basso debito interno a breve termine ed alti rendimenti reali. Questo è il momento giusto per vedere il Brasile sotto una luce più positiva!

Il secondo tema di questa e-mail settimanale è la BCE. L’ultimo meeting della BCE è stato un vero punto di svolta in quanto Draghi ha chiaramente affermato che un basso livello d’inflazione è già di per se un trigger per il QE. Il comunicato della BCE è stato così preciso che di conseguenza si è solo discusso del momento in cui lo stesso sarà implementato. Altre manovre come taglio dei tassi o misure a favore della liquidità saranno probabilmente lanciate prima della conclusione dell’AQR (probabilmente ad agosto). Tuttavia, a nostro avviso, l’acquisto di asset è solo una questione di tempo e dovrebbe essere compiuto entro la fine del terzo o del quarto trimestre di questo stesso anno.

L’obiettivo della BCE sarà il costo di finanziamento delle imprese, soprattutto nei paesi periferici. Ormai è da un po’ che si cerca d’incentivare la creazione di un mercato degli ABS per le PMI, ma senza alcun risultato effettivo. Tuttavia vi sono state iniziative per mutualizzare gli asset, come emerge dai recenti annunci della Banca di Francia che si sta adoperando per la creazione di una legal entity privata che possa mutualizzare i prestiti facendo degli ABS. In questo senso, se la BCE volesse sostenere maggiormente il settore corporate e favorire una minore frammentazione in seno al suo Consiglio Direttivo, una soluzione potrebbe essere un mix di ABS per le PMI, di obbligazioni corporate e prestiti. Rispetto al programma previsto dalla BCE per le PMI o il QE della Fed, l’acquisto di asset per un controvalore di 200bn–300bn di EUR ci sembra realistico e, più o meno, in linea con i deficit dei principali paesi dell’Eurozona.

Riassumendo, dopo le ultime due settimane di sovra-performance dei mercati emergenti, molti investitori si chiedono se alcuni EM offrano già dei rendimenti reali così elevati agli investitori globali da rendere la loro valuta molto resistente all’incremento dei tassi americani, atteso entro la fine dell’anno. A nostro avviso, il Brasile è proprio uno di questi paesi.

Per quanto riguarda la BCE, il consensus di mercato è convinto che, a prescindere dal suo recente discorso, Draghi sia ancora ben lontano da implementare qualsiasi azione. Anche noi concordiamo sul fatto che ben poco sarà fatto prima della conclusione dell’AQR e non siamo nemmeno nel 2011, quando i mercati europei erano depressi. E’ comunque importante tenere presente che l’ultimo meeting della BCE è stato un vero punto di svolta e, fondamentalmente, la BCE si sta preparando a reagire a un rialzo dei tassi a lungo termine americani utilizzando il proprio bilancio.

Fonte: BONDWorld.it – Exane BNP Paribas


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