Flash: I focolai separatisti in Ucraina frenano l’appetito per il rischio

Da seguire: Misti i dati cinesi della notte, che hanno dato sostegno ai mercati asiatici. Il PIL del 2014.T1 è cresciuto di 7,4% a/a, segnando un rallentamento appena minore del previsto rispetto al 2013.T4 (7,7%). Marginalmente meglio delle attese anche le vendite al dettaglio (+12,2% a/a in marzo, contro il +11,8% di febbraio). L’accelerazione della produzione industriale è stata invece inferiore al previsto (8,8% a/a, da 8,6%)….


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Area euro.

  • L’inflazione dell’area euro dovrebbe essere confermata in calo a marzo a 0,5% da un precedente 0,7%. Sul mese, i prezzi al consumo dovrebbero essere confermati in crescita dell’1,0% m/m. Il calo superiore alle attese dell’inflazione a marzo è spiegato solo in parte da energia e alimentari. A marzo ha sorpreso in particolare la dinamica dei prezzi core che sono cresciuti di 1,5% m/m, meno che negli anni precedenti, per effetto della cadenza della Pasqua (ritardata rispetto agli anni passati) e di un calo dei prezzi dei servizi di telecomunicazioni. Marzo dovrebbe segnare il minimo per l’inflazione area euro e da aprile gli stessi fattori che hanno tenuto l’inflazione bassa dovrebbero spingerla a 0,9%. L’inflazione rimarrà comunque bassa sull’orizzonte di previsione: 0,9% nel 2014, 1,3% nel 2015 e 1,4% nel 2016.

Stati Uniti

  • I nuovi cantieri a marzo dovrebbero essere in aumento marcato a 1 mln, da 907 mila di febbraio. I cantieri dovrebbero tornare sul trend di aumento precedente l’ondata di maltempo vista fra fine 2013 e inizio 2014, allineandosi con le licenze; le scorte di case invendute sono basse e le indicazioni dei costruttori positive. Le nuove licenze sono previste a 985 mila da 1,014 mln di febbraio, stabilizzandosi vicino alla media degli ultimi 3 mesi.
  • La produzione industriale a marzo è prevista in aumento di 0,6% m/m, con un altro rialzo significativo nel manifatturiero (+0,7% m/m). Le ore lavorate riportate dall’employment report danno indicazioni di espansione solida a marzo e segnalano che la contrazione di inizio anno è ormai più che controbilanciata dal sentiero di crescita successivo. L’estrattivo dovrebbe contribuire all’aumento dell’output, mentre le utility dovrebbero segnare un’altra contrazione dopo quella di febbraio, senza però compensare ancora completamente il forte aumento di gennaio legato al clima. I dati dovrebbero quindi confermare una riaccelerazione della ripresa.
  • La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del FOMC di fine aprile. Il rapporto dovrebbe segnalare un miglioramento rispetto a quanto visto fra gennaio e metà marzo e confermare le indicazioni di dati congiunturali e indagini. Il Beige Book di inizio marzo riportava aumenti di attività da “modesti a moderati”; questo mese le imprese dovrebbero riportare un’accelerazione della ripresa associata alla normalizzazione del clima, con aumento delle vendite e della produzione nel manifatturiero. Sul mercato del lavoro, si dovrebbero avere informazioni di proseguimento della dinamica positiva delle assunzioni, segnalando ancora pressioni salariali stabili. Il rapporto non dovrebbe modificare il quadro congiunturale generalmente positivo emerso dai dati.

Ieri sui mercati

I focolai separatisti in Ucraina frenano l’appetito per il rischio. Il governo di Kiev si sta muovendo con molta cautela nel reprimere le rivolte armate, non volendo offrire pretesti per un intervento militare alla Russia. Quest’ultima per ora si è limitata a chiedere una condanna della prima azione armata del governo ucraino, ma in passato aveva promesso di proteggere le popolazioni di lingua russa da ogni attacco e ha mantenuto una forte presenza militare nelle zone di confine. Il rublo si è indebolito fino a 36,25 contro dollaro, ma questa mattina è in lieve ripresa. Netto il calo degli indici azionari europei, che si è accompagnato a un ribasso di 3-6pb dei rendimenti sulla curva tedesca. I mercati periferici hanno seguito quello tedesco, senza registrare divergenze significative. Il collocamento del BTP Italia 23/04/2020 ha raggiunto quota 9,46 miliardi, inducendo il MEF ad avvalersi della facoltà di chiusura anticipata: l’operazione si chiuderà oggi alle h. 14.00 invece che alle h. 19.30.

Stabile l’euro, sceso fino a 1,3788 sulla scia dello ZEW, ma rapidamente rientrato in area 1,38 nel corso della giornata. La BCE non ha completato il drenaggio settimanale dell’SMP: l’asta per depositi settimanali ha attratto domanda soltanto per 153,4 miliardi, contro un obiettivo di 172,5 mld.

Area euro

  • Germania. L’indice ZEW sulle attese è scivolato a 43,2 dal precedente 46,6, più delle stime di consenso. L’indice è poco più di mezza deviazione standard al di sopra della media storica ed è tornato quasi sul livello di agosto 2013. Nel complesso l’indagine segnala una discreta tenuta dell’attività produttiva ma anche un ridimensionamento delle attese. La differenza tra situazione corrente e attese per la Germania è più negativa del mese scorso, e potrebbe anticipare un calo delle attese nell’indice IFO  (in uscita il prossimo mercoledì). L’indagine ZEW per la media area euro mostra una tenuta delle attese a 61,2 dal 61,5 di marzo, ancora circa una deviazione standard al di sopra della media di lungo termine.

Stati Uniti

Il CPI a marzo aumenta di 0,2% m/m, sia per l’indice headline sia per quello core. L’aumento mensile più rapido a marzo, insieme all’effetto statistico relativo al paragone con marzo 2013, fa salire l’inflazione a 1,5% a/a per l’indice headline e a 1,7% a/a per quello core. I dati indicano che anche il deflatore dei consumi dovrebbe registrare una variazione di 0,2% m/m a marzo, segnalando un possibile punto di svolta verso l’alto per il trend dell’inflazione.

L’indice Empire della NY Fed ad aprile cala a sorpresa a 1,3 da 5,6 di marzo. Lo spaccato dell’indagine è generalmente debole per quanto riguarda l’attività, in miglioramento invece gli occupati e i prezzi ricevuti. Le condizioni attese a 6 mesi migliorano, con l’indice generale a 38,2 da 33,2. I dati sui prezzi ricevuti, sugli occupati e sulle aspettative a sei mesi rendono l’indagine nel suo complesso moderatamente positiva.

I flussi di acquisto netto di titoli a lungo termine a febbraio sono pari a 85,7 mld di dollari, dopo +7,7 mld a gennaio. La Cina rimane il principale detentore di Treasuries (1,272 tln di dollari), seguita dal Giappone (1,210 tln di dollari).


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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

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