Flash: Italia. L’indice Istat di fiducia presso le imprese manifatturiere potrebbe mostrare un lieve aumento

Da seguire: Area Euro: Francia. L’indice di fiducia dei consumatori ad aprile potrebbe correggere a 86 da 88 di marzo confermando il trend altalenante dell’indice, ma che rimane comunque al di sotto della media di lungo periodo. Il calo potrebbe essere giustificato dall’approvazione delle…


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misure di rigore annunciate dal nuovo primo ministro Valls che prevedono consistenti tagli alla spesa sociale e maggior rigore per i dipendenti pubblici.
    Spagna. Ci aspettiamo che il tasso di disoccupazione sarà confermato al 25,7% nei primi mesi di quest’anno il dato di fine 2013 è stato rivisto verso il basso di tre decimi da una precedente stima di 26%. L’economia spagnola sta recuperando meglio e più rapidamente del previsto. Il numero di disoccupati registrati è calato di 76 mila unità nei primi tre mesi del 2014, probabilmente per effetto di un’uscita dalle statistiche sulla forza lavoro dei disoccupati immigrati che potrebbero aver fatto ritorno al paese d’origine. Stando alle indicazioni dalle indagini congiunturali, le condizioni occupazionali dovrebbero migliorare nei prossimi mesi.
    La dinamica di M3 potrebbe accelerare all’1,5% a/a a marzo, da un precedente 1,3% a/a per una media mobile a tre mesi in recupero all’1,3% a/a da un precedente 1,2% a/a. In particolare ci aspettiamo una crescita dell’aggregato M3-M2. Tra le controparti di M3 non è escluso che si veda un ulteriore miglioramento dei flussi finanziari netti. Il credito al settore privato potrebbe migliorare marginalmente lasciando la dinamica annua a -2,1% a/a, da un precedente -2,2% a/a.
    Germania. I prezzi al consumo sono attesi in calo di 0,1% m/m ad aprile. L’inflazione dovrebbe risalire all’1,4% sulla misura nazionale da un precedente 1,0% e all’1,3% da un precedente 0,9% sulla misura armonizzata. Gli stessi fattori che hanno depresso la dinamica dei prezzi al consumo a marzo (cadenza ritardata della Pasqua) potrebbero spingerla verso l’alto più di quanto suggerito dal profilo stagionale. Il contributo dell’energia dovrebbe essere circa nullo. L’inflazione tedesca riscenderà da giugno in avanti e si manterrà intorno, o al di sotto, dell’1,0% fino a ottobre 2014.
    Italia. L’indice Istat di fiducia presso le imprese manifatturiere potrebbe mostrare un lieve aumento ad aprile a 99,6 da 99,2 del mese precedente, confermando il trend in recupero avvicinandosi ormai alla media di lungo periodo (100). L’evoluzione del quadro politico dovrebbe esercitare un effetto positivo sul morale delle imprese supportando il trend di modesta ripresa in atto nel manifatturiero.
    Area euro. L’indice di fiducia economica della Commissione UE è visto in ulteriore miglioramento ad aprile a 102,9 da un precedente 102,3 coerente con una crescita del PIL area euro nei mesi primaverili di 0,3% t/t. La fiducia presso le imprese manifatturiere è vista in aumento a -2,7 da un precedente -3,3. La fiducia nei servizi è attesa circa invariata dopo il miglioramento di un punto di marzo a 4,2. Ci aspettiamo un quadro di miglioramento anche nel commercio al dettaglio e nelle costruzioni.

Stati Uniti

    La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board ad aprile, a 82, dovrebbe stabilizzarsi vicino ai livelli di marzo (82,3). A marzo l’indice aveva segnato un ampio rialzo (+5 punti); il trend dovrebbe restare positivo, con il miglioramento del mercato del lavoro.

Ieri sui mercati

Chiusura in modesto rialzo per i mercati azionari, in una giornata caratterizzata da un’intonazione moderatamente positiva, pur in presenza di forte volatilità: a pesare sono nuovamente i timori di un’escalation delle tensioni in Ucraina, mentre negli USA è stato anche rilevante il blocco del piano di pagamento dei dividendi di Bank of America. Gli Stati Uniti e l’Europa hanno annunciato un aumento delle sanzioni sulla Russia, ancora mirate a individui e singole società, evitando obiettivi economici più generalizzati, mentre aumentano le tensioni e la violenza in Ucraina.

Malgrado i miglioramenti di rating e/o di outlook decisi negli ultimissimi giorni dalle principali agenzie di rating sul debito sovrano periferico (Italia, Spagna e Cipro), che hanno di fatto sancito il superamento della fase più critica della crisi del debito, in apertura di settimana i titoli governativi europei hanno segnato una leggera flessione. Il movimento ha interessato sia i bond dei paesi core (con aumenti medi di circa 1-2pb) che i titoli periferici, ove la correzione è apparsa un po’ più consistente, in particolare per i titoli portoghesi (4-7pb). Sul mercato italiano si registrano in chiusura incrementi dei tassi di 3-4pb circa, legati sia alle aste di questi giorni che a un clima di maggiore incertezza in merito ai rischi geopolitici derivanti dalla crisi ucraina. Dopo le aste di giovedì scorso (Ctz aprile 2016 e di Btpei), ieri il Tesoro ha collocato 7 miliardi di euro di BOT semestrali, ricevendo una domanda robusta (11,2 miliardi di euro), a fronte di un rendimento medio ponderato in crescita allo 0,594%, sui massimi dal dicembre 2013. Oggi verranno offerti Btp a 5 e 10 anni fino a 6,5 miliardi e Ccteu fino a 2,5 miliardi.

Si conferma, in chiusura europea di ieri e in apertura oggi, il lieve apprezzamento nei confronti del dollaro, col cambio che torna sui massimi da due settimane (1,3850) grazie alle aspettative di rimbalzo dell’inflazione nell’Eurozona.

Area Euro

Italia. Fiducia dei consumatori ai massimi da oltre quattro anni ad aprile, ancora trainata dagli annunci di tagli fiscali. La fiducia dei consumatori è salita ancora a sorpresa ad aprile, a 105,4 da 101,9 (rivisto al rialzo di due decimi) di marzo. Si tratta di un massimo da oltre 4 anni (ovvero da gennaio del 2010). Come segnalavamo il mese scorso, il dato di aprile sulla fiducia dei consumatori, come quello di marzo, sembra essere stato condizionato in positivo dal fattore politico, in quanto l’annuncio delle prime importanti misure economiche del governo (con la promessa di sgravi Irpef per 10 milioni di contribuenti) è avvenuto il 12 marzo quindi era stato incorporato solo parzialmente nell’indagine del mese scorso (raccolta dal 3 al 14 marzo). In sintesi, il dato conferma che la promessa di sgravi fiscali ha avuto un impatto sulla fiducia delle famiglie, e potrà averlo anche sulla spesa finale nel momento in cui sarà implementato. In tal senso, il miglioramento della fiducia è coerente con la revisione al rialzo da noi appena effettuata sulla crescita del PIL nel 2014, a 0,7% da un precedente 0,5%; la revisione è spiegata per gran parte da un maggior dinamismo dei consumi, visti ora in crescita di 0,4% mentre erano stimati poco più che stagnanti (0,1%) prima dell’annuncio dei tagli fiscali.

BCE. Constancio, dalla Conferenza sul grado di integrazione finanziaria della BCE, ha dichiarato che la BCE non ha uno specifico target per l’inflazione di aprile in uscita questo mercoledì. Constancio ha ribadito che la BCE rimane pronta ad agire in caso di necessità ricorrendo ad un’ampia gamma di strumenti. Tra i principali rischi per la stabilità finanziaria all’interno dell’area euro Constancio ha indicato un’inversione di tendenza dei titoli governativi. Constancio ha anche citato l’ampia dispersione nei prestiti a famiglie e imprese all’interno della zona euro come un’indicazione dell’ancora elevato grado di frammentazione all’interno della zona euro nonostante i progressi da metà 2012 (si veda sotto).

Noyer (Banca di Francia) ha indicato che il deflusso di capitali dai mercati emergenti ha avuto un impatto sul cambio e che un cambio effettivo più debole del 10% determinerebbe un’inflazione più elevata di un decimo. Anche Noyer ha ribadito che la BCE rimane pronta ad usare misure non convenzionali, se necessario.

La BCE ha pubblicato un rapporto sul grado di integrazione finanziaria all’interno dell’area euro. La principale conclusione è che, nonostante i progressi in atto da metà 2012, l’euro zona rimane più frammentata sia finanziariamente che economicamente rispetto al periodo pre-crisi. La BCE ha presentato un nuovo indicatore sul grado di integrazione finanziaria all’interno. L’indicatore riflette gli sviluppi in 4 principali segmenti di mercato: mercato monetario, obbligazionario, azionario e interbancario. La BCE nota che “un ritorno allo stesso grado di integrazione finanziaria osservato pre–crisi non può essere dato per scontato e richiede interventi attivi di policy ed in particolare una rapida implementazione dell’Unione Bancaria e, a livello nazionale, un avanzamento del processo di riforme strutturali”.

Stati Uniti

I contratti di compravendita a marzo aumentano di 3,4% m/m, e il dato di febbraio è stato rivisto verso l’alto a -0,5% m/m da -0,8% m/m; circa l’80% dei contratti di compravendita si trasforma in vendite di case esistenti entro 2 mesi.  I dati sono un importante segnale positivo per il mercato immobiliare residenziale, rimasto debole da mesi: le vendite di case esistenti sono su un trend negativo da luglio 2013 e le informazioni dei contratti di compravendita sono finalmente un fattore che rende probabile una svolta verso l’alto.


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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

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  • misure di rigore annunciate dal nuovo primo ministro Valls che prevedono consistenti tagli alla spesa sociale e maggior rigore per i dipendenti pubblici.
  • Spagna. Ci aspettiamo che il tasso di disoccupazione sarà confermato al 25,7% nei primi mesi di quest’anno il dato di fine 2013 è stato rivisto verso il basso di tre decimi da una precedente stima di 26%. L’economia spagnola sta recuperando meglio e più rapidamente del previsto. Il numero di disoccupati registrati è calato di 76 mila unità nei primi tre mesi del 2014, probabilmente per effetto di un’uscita dalle statistiche sulla forza lavoro dei disoccupati immigrati che potrebbero aver fatto ritorno al paese d’origine. Stando alle indicazioni dalle indagini congiunturali, le condizioni occupazionali dovrebbero migliorare nei prossimi mesi.
  • La dinamica di M3 potrebbe accelerare all’1,5% a/a a marzo, da un precedente 1,3% a/a per una media mobile a tre mesi in recupero all’1,3% a/a da un precedente 1,2% a/a. In particolare ci aspettiamo una crescita dell’aggregato M3-M2. Tra le controparti di M3 non è escluso che si veda un ulteriore miglioramento dei flussi finanziari netti. Il credito al settore privato potrebbe migliorare marginalmente lasciando la dinamica annua a -2,1% a/a, da un precedente -2,2% a/a.
  • Germania. I prezzi al consumo sono attesi in calo di 0,1% m/m ad aprile. L’inflazione dovrebbe risalire all’1,4% sulla misura nazionale da un precedente 1,0% e all’1,3% da un precedente 0,9% sulla misura armonizzata. Gli stessi fattori che hanno depresso la dinamica dei prezzi al consumo a marzo (cadenza ritardata della Pasqua) potrebbero spingerla verso l’alto più di quanto suggerito dal profilo stagionale. Il contributo dell’energia dovrebbe essere circa nullo. L’inflazione tedesca riscenderà da giugno in avanti e si manterrà intorno, o al di sotto, dell’1,0% fino a ottobre 2014.
  • Italia. L’indice Istat di fiducia presso le imprese manifatturiere potrebbe mostrare un lieve aumento ad aprile a 99,6 da 99,2 del mese precedente, confermando il trend in recupero avvicinandosi ormai alla media di lungo periodo (100). L’evoluzione del quadro politico dovrebbe esercitare un effetto positivo sul morale delle imprese supportando il trend di modesta ripresa in atto nel manifatturiero.
  • Area euro. L’indice di fiducia economica della Commissione UE è visto in ulteriore miglioramento ad aprile a 102,9 da un precedente 102,3 coerente con una crescita del PIL area euro nei mesi primaverili di 0,3% t/t. La fiducia presso le imprese manifatturiere è vista in aumento a -2,7 da un precedente -3,3. La fiducia nei servizi è attesa circa invariata dopo il miglioramento di un punto di marzo a 4,2. Ci aspettiamo un quadro di miglioramento anche nel commercio al dettaglio e nelle costruzioni.

Stati Uniti

  • La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board ad aprile, a 82, dovrebbe stabilizzarsi vicino ai livelli di marzo (82,3). A marzo l’indice aveva segnato un ampio rialzo (+5 punti); il trend dovrebbe restare positivo, con il miglioramento del mercato del lavoro.

Ieri sui mercati

Chiusura in modesto rialzo per i mercati azionari, in una giornata caratterizzata da un’intonazione moderatamente positiva, pur in presenza di forte volatilità: a pesare sono nuovamente i timori di un’escalation delle tensioni in Ucraina, mentre negli USA è stato anche rilevante il blocco del piano di pagamento dei dividendi di Bank of America. Gli Stati Uniti e l’Europa hanno annunciato un aumento delle sanzioni sulla Russia, ancora mirate a individui e singole società, evitando obiettivi economici più generalizzati, mentre aumentano le tensioni e la violenza in Ucraina.

Malgrado i miglioramenti di rating e/o di outlook decisi negli ultimissimi giorni dalle principali agenzie di rating sul debito sovrano periferico (Italia, Spagna e Cipro), che hanno di fatto sancito il superamento della fase più critica della crisi del debito, in apertura di settimana i titoli governativi europei hanno segnato una leggera flessione. Il movimento ha interessato sia i bond dei paesi core (con aumenti medi di circa 1-2pb) che i titoli periferici, ove la correzione è apparsa un po’ più consistente, in particolare per i titoli portoghesi (4-7pb). Sul mercato italiano si registrano in chiusura incrementi dei tassi di 3-4pb circa, legati sia alle aste di questi giorni che a un clima di maggiore incertezza in merito ai rischi geopolitici derivanti dalla crisi ucraina. Dopo le aste di giovedì scorso (Ctz aprile 2016 e di Btpei), ieri il Tesoro ha collocato 7 miliardi di euro di BOT semestrali, ricevendo una domanda robusta (11,2 miliardi di euro), a fronte di un rendimento medio ponderato in crescita allo 0,594%, sui massimi dal dicembre 2013. Oggi verranno offerti Btp a 5 e 10 anni fino a 6,5 miliardi e Ccteu fino a 2,5 miliardi.

Si conferma, in chiusura europea di ieri e in apertura oggi, il lieve apprezzamento nei confronti del dollaro, col cambio che torna sui massimi da due settimane (1,3850) grazie alle aspettative di rimbalzo dell’inflazione nell’Eurozona.

Area Euro

Italia. Fiducia dei consumatori ai massimi da oltre quattro anni ad aprile, ancora trainata dagli annunci di tagli fiscali. La fiducia dei consumatori è salita ancora a sorpresa ad aprile, a 105,4 da 101,9 (rivisto al rialzo di due decimi) di marzo. Si tratta di un massimo da oltre 4 anni (ovvero da gennaio del 2010). Come segnalavamo il mese scorso, il dato di aprile sulla fiducia dei consumatori, come quello di marzo, sembra essere stato condizionato in positivo dal fattore politico, in quanto l’annuncio delle prime importanti misure economiche del governo (con la promessa di sgravi Irpef per 10 milioni di contribuenti) è avvenuto il 12 marzo quindi era stato incorporato solo parzialmente nell’indagine del mese scorso (raccolta dal 3 al 14 marzo). In sintesi, il dato conferma che la promessa di sgravi fiscali ha avuto un impatto sulla fiducia delle famiglie, e potrà averlo anche sulla spesa finale nel momento in cui sarà implementato. In tal senso, il miglioramento della fiducia è coerente con la revisione al rialzo da noi appena effettuata sulla crescita del PIL nel 2014, a 0,7% da un precedente 0,5%; la revisione è spiegata per gran parte da un maggior dinamismo dei consumi, visti ora in crescita di 0,4% mentre erano stimati poco più che stagnanti (0,1%) prima dell’annuncio dei tagli fiscali.

BCE. Constancio, dalla Conferenza sul grado di integrazione finanziaria della BCE, ha dichiarato che la BCE non ha uno specifico target per l’inflazione di aprile in uscita questo mercoledì. Constancio ha ribadito che la BCE rimane pronta ad agire in caso di necessità ricorrendo ad un’ampia gamma di strumenti. Tra i principali rischi per la stabilità finanziaria all’interno dell’area euro Constancio ha indicato un’inversione di tendenza dei titoli governativi. Constancio ha anche citato l’ampia dispersione nei prestiti a famiglie e imprese all’interno della zona euro come un’indicazione dell’ancora elevato grado di frammentazione all’interno della zona euro nonostante i progressi da metà 2012 (si veda sotto).

Noyer (Banca di Francia) ha indicato che il deflusso di capitali dai mercati emergenti ha avuto un impatto sul cambio e che un cambio effettivo più debole del 10% determinerebbe un’inflazione più elevata di un decimo. Anche Noyer ha ribadito che la BCE rimane pronta ad usare misure non convenzionali, se necessario.

La BCE ha pubblicato un rapporto sul grado di integrazione finanziaria all’interno dell’area euro. La principale conclusione è che, nonostante i progressi in atto da metà 2012, l’euro zona rimane più frammentata sia finanziariamente che economicamente rispetto al periodo pre-crisi. La BCE ha presentato un nuovo indicatore sul grado di integrazione finanziaria all’interno. L’indicatore riflette gli sviluppi in 4 principali segmenti di mercato: mercato monetario, obbligazionario, azionario e interbancario. La BCE nota che “un ritorno allo stesso grado di integrazione finanziaria osservato pre–crisi non può essere dato per scontato e richiede interventi attivi di policy ed in particolare una rapida implementazione dell’Unione Bancaria e, a livello nazionale, un avanzamento del processo di riforme strutturali”.

Stati Uniti

I contratti di compravendita a marzo aumentano di 3,4% m/m, e il dato di febbraio è stato rivisto verso l’alto a -0,5% m/m da -0,8% m/m; circa l’80% dei contratti di compravendita si trasforma in vendite di case esistenti entro 2 mesi.  I dati sono un importante segnale positivo per il mercato immobiliare residenziale, rimasto debole da mesi: le vendite di case esistenti sono su un trend negativo da luglio 2013 e le informazioni dei contratti di compravendita sono finalmente un fattore che rende probabile una svolta verso l’alto.

 


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