Da seguire: Area euro. Il focus del giorno saranno le stime flash di inflazione. Ci aspettiamo un aumento a 0,7% dopo il calo a 0,5% a marzo. L’inflazione core è attesa a risalire a 0,8% da +0,7%….
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- Marzo dovrebbe aver segnato un minimo per l’inflazione area euro che rimarrà sotto l’1,0% fino a ottobre 2014. Il minimo dovrebbe essere alle spalle anche in Italia dove l’inflazione dovrebbe risalire 0,6% da 0,4% sull’indice nazionale e da 0,3% su quello armonizzato ma la dinamica annua rimarrà al di sotto dell’1,0% fino a fine 2014. In Spagna è vista l’inflazione in aumento a 0,4% da un precedente -0,1% e a +0,3% a/a da -0,2% a/a sulla misura armonizzata, ma a differenza di quanto ci aspettiamo per l’Italia e l’area euro, non escludiamo un nuovo calo dell’inflazione spagnola nei prossimi mesi.
- I dati sulle vendite al dettaglio di marzo dovrebbero segnalare un ulteriore recupero dei consumi in Francia (+0,3% m/m) dopo il tonfo di gennaio ma una correzione in Germania (-0,7%m/m) dopo i forti aumenti dei mesi precedenti. In Germania la dinamica del reddito disponibile e il miglioramento di fiducia dovrebbero sostenere una tenuta dei consumi anche se su ritmi meno vivaci rispetto a quelli del 1° trimestre (+1,6% tt/). In Francia, dati fondamentali meno favorevoli ed il clima incerto ci aspettiamo una crescita modesta nei prossimi mesi dopo un probabile cale di 1,7% t/t a marzo.
- Spagna e Belgio pubblicano le stime preliminari sulla crescita del PIL nel 1° trimestre 2014. Ci aspettiamo un’accelerazione della crescita spagnola a +0,4% t/t dopo il +0,2% t/t di fine 2013, in linea con le indicazioni dalla Banca di Spagna, su base annua il PIL tornerebbe in territorio positivo +0,5% a/a, per la prima volta da giugno 2011. In Belgio il PIL è atteso crescere allo stesso ritmo di fine 2013: +0,5% t/t, su base annua la crescita del PIL dovrebbe accelerare a +1,4% a/a, da un precedente +0,6% a/a.
- I dati da Germania e Italia dovrebbero confermare l’ampio divario tra dinamica del mercato del lavoro tedesco vicino alla piena occupazione e quello italiano dove il tasso di disoccupazione è atteso stabile a marzo al 13%, un massimo dal 2014. In Germania lo spazio per un ulteriore calo del tasso di disoccupazione dal 6,7% (stimato per aprile) dipende dall’aumento del tasso di partecipazione che ci aspettiamo sarà piuttosto contenuto nei prossimi 12 mesi. In Italia, invece, il trend rimarrà ancora in aumento visto il consueto ritardo rispetto al ciclo economico. Nella migliore delle ipotesi si potrebbe iniziare a vedere una marginale discesa della disoccupazione solo nella seconda metà dell’anno.
Stati Uniti
- La prima stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe registrare un rallentamento della crescita a +1,6% t/t ann., dopo +2,6% t/t ann. di fine 2013.
- Il Chicago PMI ad aprile è atteso in aumento a 59 da 55,9 di marzo, quando l’indice aveva segnato un calo di 4,1 punti, probabilmente legato alle conseguenze del maltempo sull’attività del settore.
- La riunione del FOMC si dovrebbe concludere con un altro passo sul sentiero della riduzione degli acquisti, ancora -10 mld di dollari, a 45 mld mensili (di cui 25 mld di Treasuries e 20 mld di MBS). La valutazione congiunturale dovrebbe migliorare, con il riconoscimento che la debolezza di inizio anno era transitoria e legata al clima. Per quanto riguarda la comunicazione, non dovrebbero esserci novità: si dovrebbe riportare la nuova versione di “guidance” introdotta a marzo, segnalando l’importanza dell’aggiustamento del mercato del lavoro e dell’inflazione. Non ci dovrebbero essere indicazioni che modifichino le aspettative del mercato di svolta sui tassi non prima di metà 2015 e di sentiero molto lento per i rialzi successivi.
1° maggio
Stati Uniti
- La spesa personale ad aprile dovrebbe segnare un ampio rialzo e vedere una revisione verso l’alto anche per il dato di febbraio. A marzo, la spesa dovrebbe essere in aumento di 0,8% m/m, alla luce di vendite al dettaglio molto forti (+1,1% m/m a marzo, + 0,7% m/m a febbraio, spinte dalle auto ma solide anche in altri comparti) e in presenza di una dinamica ancora sostenuta nei servizi, oltre che di prezzi in crescita più rapida che nei mesi precedenti. I dati di febbraio dovrebbero essere rivisti verso l’alto come è successo a quelli delle vendite al dettaglio.
Il reddito personale è atteso in aumento solido, +0,5% m/m, sulla base dei dati di occupazione e di ore lavorate, nonostante la stagnazione a marzo dei salari orari. Il tasso di risparmio dovrebbe essere in calo a 4%, da 4,3% di febbraio (il dato di febbraio dovrebbe essere rivisto verso il basso per via di consumi più forti). Il deflatore dei consumi dovrebbe registrare una variazione di 0,2% m/m sia per l’indice totale sia per quello core, portando a un aumento dell’inflazione core a 1,2% a/a (da 1,1% a/a di gennaio e febbraio) e di quella headline a 1,2% a/a, da 0,9% a/a di febbraio. Ad aprile l’inflazione dovrebbe poi accelerare ancora di almeno un paio di decimi, per il confronto statistico con aprile 2013, quando i prezzi erano calati anche per via degli effetti del blocco delle tariffe mediche legato al “sequestro”.
- L’ISM del settore manifatturiero ad aprile è previsto in aumento a 55 da 53,7 di marzo. I dati del settore manifatturiero si stanno consolidando su livelli coerenti con la riaccelerazione della crescita. Il Philly Fed ad aprile è aumentato a 16 da 9 di marzo, e implicherebbe un ISM a 56. Le indicazioni del Beige Book per il settore sono positive e segnalano crescita più rapida in diverse aree. La componente ordini è in graduale ripresa dopo il tonfo di inizio anno e dovrebbe recuperare ulteriormente, insieme all’indice occupazione.
- La spesa in costruzioni a marzo è attesa in aumento marginale, +0,1% m/m, con un calo nel comparto dell’edilizia residenziale privata, che sarebbe il secondo consecutivo. L’andamento delle costruzioni per stadio di completamento indica debolezza ancora a marzo, come a febbraio, sulla scia delle difficoltà del settore per via del clima avverso visto fra fine 2013 e inizio 2014; la normalizzazione del clima dovrebbe dare luogo a una nuova accelerazione della spesa in costruzioni nella primavera, alla luce di un trend positivo dei cantieri e delle licenze.
- Le vendite di autoveicoli ad aprile sono previste in aumento a 16,5 mln da 16,3 mln di marzo. Le vendite dovrebbero ristabilire un trend verso l’alto che era stato interrotto con il clima avverso di inizio 2014. Le indicazioni del Beige Book mostrano vendite in aumento nelle prime due settimane di aprile e la presenza della festività pasquale dovrebbe contribuire a sostenere l’attività questo mese.
Ieri sui mercati
Modesti ribassi dei rendimenti sul debito tedesco, ma limitati alle scadenze corte e medie. I cali hanno interessato tutta la curva sul mercato italiano, ma sono limitati a 1pb. Il MEF ha collocato altri 8,78 miliardi di debito a medio e lungo termine, con rendimenti in calo. L’euro è arretrato contro le principali divise, ma rimanendo in area 1,38 contro dollaro. La sterlina si è rafforzata sulla scia dei buoni dati macroeconomici, e si sta riavvicinando ai massimi contro euro e dollaro.
Area Euro
Area euro. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea cala leggermente ad aprile a 102,0 da 102,5 (rivisto al rialzo di un decimo), ma rimane comunque al di sopra della media di lungo periodo (100). Sebbene il livello dell’indice di fiducia economica rimanga compatibile con una crescita del PIL area euro di 0,3% t/t nei mesi primaverili. Anche la fiducia presso le imprese manifatturiere peggiora a sorpresa nell’Eurozona a -3,6 da -3,3 di marzo. La fiducia nei servizi peggiora anch’essa e passa a 3,5 da 4,5. Nelle costruzioni l’indice cala nuovamente a -30,3 da -28,7, sempre al di sotto della media di lungo periodo (-18,2), mentre nel commercio al dettaglio l’indice rimane pressoché invariato (a -2,6 da -2,5) . La seconda lettura dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Eurozona rimane circa stabile a -8,6 da -8,7 della stima flash, in miglioramento dal -9,3 di marzo e ai massimi da ottobre 2007.
La dinamica di M3 ha sorpreso verso il basso crescendo di solo 1,1% a/a da un precedente 1,3% a/a. Le nostre stime e quelle di consenso erano per un’accelerazione all’1,4% a/a. La media mobile a tre mesi rimane invariata all’1,2% a/a. Lo spaccato rivela un calo dell’aggregato M3-M2 probabilmente per effetto di spostamento verso strumenti di mercato meno liquidi e più remunerativi. Tra le controparti di M3, il rallentamento è spiegato da una brusca inversione del credito al settore pubblico a -0,9% a/a da +0,1% a/a. Il credito alle imprese non finanziarie si contrae allo stesso ritmo del mese precedente, -3,0%. I mutui sono ancora striscianti, +0,5% a/a dopo +0,6% a/a.
Germania. La stima preliminare dell’inflazione registra un calo dei prezzi al consumo ad aprile di -0,3% m/m, che riduce la variazione tendenziale a 1,1%.
Italia. Fiducia delle imprese in aumento nell’industria, ma il quadro è molto disomogeneo per settore e area geografica. La fiducia delle imprese manifatturiere è salita ancora ad aprile, a 99,9 da 99,3 di marzo. Il dato è superiore alle aspettative di consenso. L’indice si conferma ai massimi da giugno del 2011. Il morale delle imprese, se migliora nell’industria (come detto) e (in misura rilevante, da 94,5 a 98) nel commercio al dettaglio (forse sulle aspettative di una ripresa dei consumi trainata dagli sgravi Irpef), viceversa peggiora (di quasi un punto) sia nei servizi di mercato che nelle costruzioni; per queste ultime l’indice di fiducia, per il secondo mese consecutivo in calo in controtendenza rispetto al manifatturiero, si attesta a 74,8 (contro una media di 100 nel 2005), confermandosi ancora lontano dall’uscita dalla recessione. Di conseguenza, l’indicatore sintetico dell’Istat sulla fiducia delle imprese, dopo cinque mesi consecutivi di miglioramento, ha fatto segnare una battuta d’arresto, a 88,8 da 89,5 di marzo. In sintesi, riteniamo che l’aumento, superiore alle attese, dell’indice di fiducia delle imprese manifatturiere sia più importante del calo dell’indice composito, in quanto il primo si è dimostrato in passato più affidabile nel prevedere in anticipo i punti di svolta del ciclo. In sostanza, il dato non modifica il trend di recupero per l’attività produttiva ed è coerente con la nostra previsione di una prosecuzione della ripresa sia per la produzione industriale che per il PIL nella prima metà del 2014. Peraltro, la ripresa resta molto disomogenea fra settori e aree geografiche, e ci vorrà tempo prima che il recupero sia diffuso. In particolare sembra di poter dire che è ancora presto per vedere un significativo miglioramento del mercato del lavoro, nonché dell’attività produttiva nelle costruzioni.
Italia. Le vendite al dettaglio sono calate a sorpresa a febbraio, di -0,2% m/m (per trovare un incremento su base mensile occorre tornare a maggio dell’anno scorso). La flessione su base annua si è di conseguenza accentuata, a -1% da -0,9% a/a di gennaio. La crisi ha modificato le abitudini di spesa dei consumatori, come visibile dal fatto che la caduta è molto più accentuata per i piccoli negozi (-1,6% a/a, -2,1% a/a per le rivendite di alimentari); l’unica tipologia di esercizio a salvarsi dal calo è quella dei discount di alimentari (+2,6% a/a). Il calo è generalizzato a tutti i gruppi di prodotti; quelli che mostrano la migliore tenuta su base annua sono: giochi giocattoli, sport e campeggio (-0,1%) e prodotti di profumeria e cura della persona (-0,2%), mentre in profondo rosso restano cartoleria, libri, giornali e riviste (-2,5%), mobili, articoli tessili, arredamento, elettrodomestici, radio, tv e registratori (-2,4%).
Francia. L’indice di fiducia dei consumatori è calato più delle attese a 85 ad aprile da 88 tornando così al livello di dicembre scorso. Lo spaccato dell’indagine mostra un forte timore per il peggioramento delle finanze future dovuto alle nuove misure di controllo della spesa sociale inaugurate dal primo ministro Valls: l’indice collegato peggiora a -28 da -17 (un minimo da dicembre 2011, e il peggior calo da 20 anni ad oggi). Rimangono alti i timori legati alla disoccupazione, con l’indice collegato che passa da 53 a 55, mentre si confermano moderati i timori legati all’aumento dei prezzi (indice collegato a -30 da -29). Riteniamo che gli effetti dei forti tagli annunciati sulla spesa sociale e l’occupazione che non ritorna su terreno positivo continueranno a contribuire negativamente al morale delle famiglie nel medio termine.
Spagna. Il tasso di disoccupazione è risalito a 25,9% nei primi mesi del 2014 dal 25,7% di fine 2013. Il dato del 4° trimestre era stato rivisto al ribasso. Lo spaccato dell’indagine sulle forze lavoro suggerisce che nei primi mesi di quest’anno il numero dei disoccupati è rimasto stabile ma la forza lavoro è calata di 187 mila unità per effetto di un calo degli occupati di 184 mila che si è tradotto in un aumento degli inattivi di 127 mila unità. Il dato conferma che il miglioramento del mercato del lavoro spagnolo va letto con cautela. Le indagini di clima segnalano un calo meno severo dell’occupazione nei prossimi mesi. Pensiamo che la disoccupazione calerà solo molto lentamente di qui a fine 2014 per una media annua al 25,6%.
Stati Uniti
L’indice Conference Board di fiducia delle famiglie è calato da 83,9 a 83,3. La flessione è dovuta al giudizio sulle condizioni correnti, e in particolare a un peggioramento delle valutazioni sul mercato del lavoro.
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- misure di rigore annunciate dal nuovo primo ministro Valls che prevedono consistenti tagli alla spesa sociale e maggior rigore per i dipendenti pubblici.
- Spagna. Ci aspettiamo che il tasso di disoccupazione sarà confermato al 25,7% nei primi mesi di quest’anno il dato di fine 2013 è stato rivisto verso il basso di tre decimi da una precedente stima di 26%. L’economia spagnola sta recuperando meglio e più rapidamente del previsto. Il numero di disoccupati registrati è calato di 76 mila unità nei primi tre mesi del 2014, probabilmente per effetto di un’uscita dalle statistiche sulla forza lavoro dei disoccupati immigrati che potrebbero aver fatto ritorno al paese d’origine. Stando alle indicazioni dalle indagini congiunturali, le condizioni occupazionali dovrebbero migliorare nei prossimi mesi.
- La dinamica di M3 potrebbe accelerare all’1,5% a/a a marzo, da un precedente 1,3% a/a per una media mobile a tre mesi in recupero all’1,3% a/a da un precedente 1,2% a/a. In particolare ci aspettiamo una crescita dell’aggregato M3-M2. Tra le controparti di M3 non è escluso che si veda un ulteriore miglioramento dei flussi finanziari netti. Il credito al settore privato potrebbe migliorare marginalmente lasciando la dinamica annua a -2,1% a/a, da un precedente -2,2% a/a.
- Germania. I prezzi al consumo sono attesi in calo di 0,1% m/m ad aprile. L’inflazione dovrebbe risalire all’1,4% sulla misura nazionale da un precedente 1,0% e all’1,3% da un precedente 0,9% sulla misura armonizzata. Gli stessi fattori che hanno depresso la dinamica dei prezzi al consumo a marzo (cadenza ritardata della Pasqua) potrebbero spingerla verso l’alto più di quanto suggerito dal profilo stagionale. Il contributo dell’energia dovrebbe essere circa nullo. L’inflazione tedesca riscenderà da giugno in avanti e si manterrà intorno, o al di sotto, dell’1,0% fino a ottobre 2014.
- Italia. L’indice Istat di fiducia presso le imprese manifatturiere potrebbe mostrare un lieve aumento ad aprile a 99,6 da 99,2 del mese precedente, confermando il trend in recupero avvicinandosi ormai alla media di lungo periodo (100). L’evoluzione del quadro politico dovrebbe esercitare un effetto positivo sul morale delle imprese supportando il trend di modesta ripresa in atto nel manifatturiero.
- Area euro. L’indice di fiducia economica della Commissione UE è visto in ulteriore miglioramento ad aprile a 102,9 da un precedente 102,3 coerente con una crescita del PIL area euro nei mesi primaverili di 0,3% t/t. La fiducia presso le imprese manifatturiere è vista in aumento a -2,7 da un precedente -3,3. La fiducia nei servizi è attesa circa invariata dopo il miglioramento di un punto di marzo a 4,2. Ci aspettiamo un quadro di miglioramento anche nel commercio al dettaglio e nelle costruzioni.
Stati Uniti
- La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board ad aprile, a 82, dovrebbe stabilizzarsi vicino ai livelli di marzo (82,3). A marzo l’indice aveva segnato un ampio rialzo (+5 punti); il trend dovrebbe restare positivo, con il miglioramento del mercato del lavoro.
Ieri sui mercati
Chiusura in modesto rialzo per i mercati azionari, in una giornata caratterizzata da un’intonazione moderatamente positiva, pur in presenza di forte volatilità: a pesare sono nuovamente i timori di un’escalation delle tensioni in Ucraina, mentre negli USA è stato anche rilevante il blocco del piano di pagamento dei dividendi di Bank of America. Gli Stati Uniti e l’Europa hanno annunciato un aumento delle sanzioni sulla Russia, ancora mirate a individui e singole società, evitando obiettivi economici più generalizzati, mentre aumentano le tensioni e la violenza in Ucraina.
Malgrado i miglioramenti di rating e/o di outlook decisi negli ultimissimi giorni dalle principali agenzie di rating sul debito sovrano periferico (Italia, Spagna e Cipro), che hanno di fatto sancito il superamento della fase più critica della crisi del debito, in apertura di settimana i titoli governativi europei hanno segnato una leggera flessione. Il movimento ha interessato sia i bond dei paesi core (con aumenti medi di circa 1-2pb) che i titoli periferici, ove la correzione è apparsa un po’ più consistente, in particolare per i titoli portoghesi (4-7pb). Sul mercato italiano si registrano in chiusura incrementi dei tassi di 3-4pb circa, legati sia alle aste di questi giorni che a un clima di maggiore incertezza in merito ai rischi geopolitici derivanti dalla crisi ucraina. Dopo le aste di giovedì scorso (Ctz aprile 2016 e di Btpei), ieri il Tesoro ha collocato 7 miliardi di euro di BOT semestrali, ricevendo una domanda robusta (11,2 miliardi di euro), a fronte di un rendimento medio ponderato in crescita allo 0,594%, sui massimi dal dicembre 2013. Oggi verranno offerti Btp a 5 e 10 anni fino a 6,5 miliardi e Ccteu fino a 2,5 miliardi.
Si conferma, in chiusura europea di ieri e in apertura oggi, il lieve apprezzamento nei confronti del dollaro, col cambio che torna sui massimi da due settimane (1,3850) grazie alle aspettative di rimbalzo dell’inflazione nell’Eurozona.
Area Euro
Italia. Fiducia dei consumatori ai massimi da oltre quattro anni ad aprile, ancora trainata dagli annunci di tagli fiscali. La fiducia dei consumatori è salita ancora a sorpresa ad aprile, a 105,4 da 101,9 (rivisto al rialzo di due decimi) di marzo. Si tratta di un massimo da oltre 4 anni (ovvero da gennaio del 2010). Come segnalavamo il mese scorso, il dato di aprile sulla fiducia dei consumatori, come quello di marzo, sembra essere stato condizionato in positivo dal fattore politico, in quanto l’annuncio delle prime importanti misure economiche del governo (con la promessa di sgravi Irpef per 10 milioni di contribuenti) è avvenuto il 12 marzo quindi era stato incorporato solo parzialmente nell’indagine del mese scorso (raccolta dal 3 al 14 marzo). In sintesi, il dato conferma che la promessa di sgravi fiscali ha avuto un impatto sulla fiducia delle famiglie, e potrà averlo anche sulla spesa finale nel momento in cui sarà implementato. In tal senso, il miglioramento della fiducia è coerente con la revisione al rialzo da noi appena effettuata sulla crescita del PIL nel 2014, a 0,7% da un precedente 0,5%; la revisione è spiegata per gran parte da un maggior dinamismo dei consumi, visti ora in crescita di 0,4% mentre erano stimati poco più che stagnanti (0,1%) prima dell’annuncio dei tagli fiscali.
BCE. Constancio, dalla Conferenza sul grado di integrazione finanziaria della BCE, ha dichiarato che la BCE non ha uno specifico target per l’inflazione di aprile in uscita questo mercoledì. Constancio ha ribadito che la BCE rimane pronta ad agire in caso di necessità ricorrendo ad un’ampia gamma di strumenti. Tra i principali rischi per la stabilità finanziaria all’interno dell’area euro Constancio ha indicato un’inversione di tendenza dei titoli governativi. Constancio ha anche citato l’ampia dispersione nei prestiti a famiglie e imprese all’interno della zona euro come un’indicazione dell’ancora elevato grado di frammentazione all’interno della zona euro nonostante i progressi da metà 2012 (si veda sotto).
Noyer (Banca di Francia) ha indicato che il deflusso di capitali dai mercati emergenti ha avuto un impatto sul cambio e che un cambio effettivo più debole del 10% determinerebbe un’inflazione più elevata di un decimo. Anche Noyer ha ribadito che la BCE rimane pronta ad usare misure non convenzionali, se necessario.
La BCE ha pubblicato un rapporto sul grado di integrazione finanziaria all’interno dell’area euro. La principale conclusione è che, nonostante i progressi in atto da metà 2012, l’euro zona rimane più frammentata sia finanziariamente che economicamente rispetto al periodo pre-crisi. La BCE ha presentato un nuovo indicatore sul grado di integrazione finanziaria all’interno. L’indicatore riflette gli sviluppi in 4 principali segmenti di mercato: mercato monetario, obbligazionario, azionario e interbancario. La BCE nota che “un ritorno allo stesso grado di integrazione finanziaria osservato pre–crisi non può essere dato per scontato e richiede interventi attivi di policy ed in particolare una rapida implementazione dell’Unione Bancaria e, a livello nazionale, un avanzamento del processo di riforme strutturali”.
Stati Uniti
I contratti di compravendita a marzo aumentano di 3,4% m/m, e il dato di febbraio è stato rivisto verso l’alto a -0,5% m/m da -0,8% m/m; circa l’80% dei contratti di compravendita si trasforma in vendite di case esistenti entro 2 mesi. I dati sono un importante segnale positivo per il mercato immobiliare residenziale, rimasto debole da mesi: le vendite di case esistenti sono su un trend negativo da luglio 2013 e le informazioni dei contratti di compravendita sono finalmente un fattore che rende probabile una svolta verso l’alto.
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