Exane Macro: I principali temi macroeconomici attuali

PUNTI CHIAVE: Un rialzo dei tassi americani potrebbe dar vita ad una fase di volatilità dei mercati obbligazionari europei nel Q3 …

Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas


-… nonostante ciò dovrebbe continuare la contrazione degli spread dei paesi periferici

– L’Italia è il paese periferico che vanta, dal punto di vista macroeconomico, il maggior potenziale

– Il deludente andamento delle esportazioni tedesche costringerà la Germania a concentrarsi sui beni di consumo di fascia alta e sui cosiddetti beni strumentali “smart”

– Crediamo ancora nel miglioramento dei margini delle società francesi

Il primo trimestre ha lasciato molti investitori confusi dato che si è assistito a numerosi colpi di scena e a veri cambiamenti nei trend macroeconomici. Nonostante un contesto di tal tipo, il mercato azionario europeo e quello statunitense sono incredibilmente riusciti a mettere a segno una performance leggermente positiva. Non sorprende che l’incertezza regni tra gli investitori.


Per cercare di trovare una risposta a questi dubbi, ci siamo soffermati su quelli che riteniamo essere i principali temi macroeconomici che interesseranno l’Europa sia nel breve che nel lungo termine.

In prima battuta, ci è sembrato interessante soffermarci sull’impatto atteso di un rialzo dei tassi americani (evento che potrà registrarsi nel 3° trimestre quando il mercato anticiperà numerosi rialzi dei tassi da parte della Fed) sull’Europa, ed in particolare sui mercati obbligazionari dei paesi periferici. Sebbene l’aumento dei rendimenti statunitensi possa verosimilmente dar vita ad una fase di volatilità nei paesi periferici questa estate, non riteniamo credibile che la contrazione degli spread periferici iniziata a metà 2012 possa arrestarsi.

Infatti il miglioramento della crescita e dei dati di bilancio di alcuni paesi, congiuntamente all’aumento delle aspettative di un intervento da parte della BCE, rendono probabile la continuazione del processo di contrazione degli spread, ovviamente una volta che i mercati avranno digerito le aspettative in merito ad una politica monetaria della Fed meno accomodante. Per quanto riguarda l’azione della BCE, rimaniamo del parere che la Banca Centrale Europea dovrebbe implementare un programma di acquisto di asset per un controvalore compreso tra i 200mld e i 300mld di EUR nell’H2 (a seguito di un probabile taglio dei tassi di rifinanziamento e dei tassi di deposito, in occasione della riunione di giugno), principalmente per ridurre i costi di finanziamento che gravano sulle imprese dei paesi periferici. In un certo senso, l’Europa presenta forti similitudini con gli Stati Uniti del 2010 quando, in un contesto di bassa inflazione, la Fed si è trovata costretta ad aumentare gli stimoli monetari nonostante la ripresa dell’attività economica.

Allo stadio attuale, ribadiamo la nostra view secondo la quale l’Italia potrebbe brillare strutturalmente e, analogamente, riproponiamo la nostra stima al rialzo sui margini delle società francesi, che dovrebbero beneficiare della continua contrazione degli stipendi. Tra i temi “caldi” del momento, vi è anche la possibile reazione delle aziende tedesche ai cambiamenti nella dinamica della domanda dei BRICS. Con la Cina in cerca di una crescita più equilibrata -meno incentrata sulle esportazioni e gli investimenti e più focalizzata sulla domanda interna- gli esportatori tedeschi si troveranno in un contesto di mercato sempre più difficile. Pensiamo che le società tedesche dovranno rispondere a queste nuove sfide fornendo beni di consumo di fascia alta e specializzando la propria offerta nei cosiddetti beni strumentali “smart”.

L’idea è associare le competenze intersettoriali, soprattutto quelle relative ai beni strumentali e all’area IT, per soddisfare il cambiamento dei bisogni. Ad esempio alcune economie emergenti, come la Cina, dovranno costruire un sistema sanitario mentre altre dovranno persino avviare un sistema pensionistico da zero. Avranno quindi bisogno di infrastrutture e competenze di sistema. I consumatori globali potrebbero presto accrescere la domanda di sistemi che possano monitorare le catene di approvvigionamento dei prodotti alimentari, o di strumenti tecnici per la valutazione delle condizioni di salute in tempo reale e che possano prevedere il trasferimento della relativa documentazione clinica al medico di famiglia.

L’andamento macro-economico ci ha portato a rivedere la nostra view pubblicata ad inizio anno su alcuni punti. Innanzitutto riteniamo che superato il periodo di volatilità conseguente ai maggiori rendimenti statunitensi attesi per il Q3, la contrazione dei tassi dei paesi periferici sarà supportata dagli sforzi della BCE di aumentare il proprio bilancio. Dato il livello ancora ridotto del fiscal drag, abbiamo dunque rivisto al rialzo le nostre stime sul PIL atteso per l’Europa. Inoltre, sebbene la Germania sia un paese che ha raccolto, nelle fasi di stress, il favore degli investitori, quest’ultimi hanno comprato i titoli dei paesi periferici solo dopo l’OMT. Sebbene l’Italia vanti il maggior upside in termini di sorprese macroeconomiche nei prossimi anni, la vera “big call” potrebbe essere proprio sulla Francia, con il CAC40 che sta già sovraperformato il DAX dall’inizio dell’anno.


Fonte: BONDWorld.it

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