Il PIL torna in rosso a sorpresa a inizio 2014

Italia. Il PIL è tornato a calare a sorpresa nel 1° trimestre 2014, di -0,1% t/t, dopo il +0,1% t/t visto nel trimestre precedente (si trattava del primo dato positivo dopo nove trimestri consecutivi di flessione). Nessuno dei previsori si attendeva un ritorno in territorio negativo…..


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Paolo Mameli, Senior Economist, Servizio Studi Intesa Sanpaolo


La variazione annua (corretta per i giorni lavorativi) recupera (ma meno delle attese) a -0,5% da -0,9% precedente. Si tratta in ogni caso di un massimo da due anni e mezzo.

Non è ancora noto il dettaglio delle componenti (sarà comunicato con la seconda release, attesa il 10 giugno), ma la flessione congiunturale è il risultato di un andamento negativo del valore aggiunto nell’industria (in senso lato, ovvero comprensiva di energia e costruzioni) e nullo nei servizi (mentre è risultato positivo, ma presumibilmente di un ordine di grandezza trascurabile, il contributo dell’agricoltura). In effetti, sulla base dei dati di produzione industriale (cresciuta nello stesso periodo, al netto delle costruzioni, di +0,2% t/t), non era prevedibile un andamento negativo dell’industria, mentre dalle indagini di fiducia nei servizi era lecito aspettarsi un lieve contributo positivo dal terziario. Il calo del PIL potrebbe dunque essere stato causato da una ulteriore caduta (più accentuata del previsto) degli investimenti in costruzioni, eventualmente in aggiunta a un contributo negativo del commercio con l’estero (probabilmente derivante da un calo dell’export verso i Paesi extra-Ue). Inoltre, evidentemente non si è avuto un rimbalzo delle scorte, che avevano contribuito negativamente per quattro decimi al valore aggiunto a fine 2013.

In generale, si nota negli indicatori più recenti una preoccupante divergenza tra evoluzione degli indici di fiducia e andamento dei dati reali, che potrebbe essere dovuta a distorsioni dei campioni utilizzati nelle indagini causate dalla perdita di capacità produttiva o da code assai negative nella distribuzione. Inoltre, l’andamento particolarmente depresso dell’attività in alcuni settori (costruzioni ed energia in primis) e ancora piatto nei servizi contrasta coi segnali di ripresa visti nel manifatturiero, dove a nostro avviso il recupero congiunturale può continuare ed è sostenibile.

In sintesi, il dato è sorprendente e segnala consistenti rischi verso il basso sulla crescita 2014 (che dipende in misura cruciale dall’andamento nel 1° trimestre dell’anno). La variazione acquisita del PIL nell’anno in corso è negativa (-0,2%), e dunque, anche ipotizzando un rimbalzo significativo già dal trimestre in corso, il PIL 2014 potrebbe risultare a fine anno inferiore alle attuali stime di consenso. Tuttavia il dato, se avrà un impatto negativo sulle stime di PIL 2014, non mette a nostro avviso a rischio la prospettiva di una ripresa dell’attività economica nei restanti trimestri dell’anno.

Fonte : BondWorld.it

 


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