Nulla di nuovo quindi, con l’immobilismo che sembra regnare sovrano con le prossime mosse che sembrerebbero essere state rimandate al successivo meeting, in attesa che vengano pubblicate le nuove proiezioni sull’inflazione nei prossimi anni. …
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Analisi a cura di RBS
In questo scenario c’è poco spazio per strategie complesse ed avventurose, sia sul fronte valutario che dal lato di un diversificato approccio al rischio tassi. L’obiettivo permane il breve termine e il focus si sposta inevitabilmente su prodotti caratterizzati da una bassa duration, e in grado, per quanto possibile, di garantire ritorni superiori alla media di mercato, oggi compressa sui minimi storici.
I bond dotati di tali caratteristiche, infatti, rappresenterebbero gli unici strumenti in grado di limitare le sofferenze di portafoglio in caso in cui la view sul fronte tassi dovesse mutare rapidamente anche a fronte di turbolenze geopolitiche provenienti, ad esempio, dal fronte russo. In tale ambito, nel ventaglio di proposte targate RBS Plc si distinguono la Royal Tasso Crescente ( Isin NL0009289347) e la Royal 7 anni ( Isin NL0009061357).
Andando per ordine, la “step up” scambia attualmente ad un prezzo pari a 102,39 euro e tenuto conto del crescente profilo di payoff per quanto concerne la cedola, attualmente del 4,05% , che crescerà poi al 4,5% nel 2015, in virtù della scadenza prevista per l’11 gennaio 2015, garantisce un potenziale ritorno dello 0,76% annuo al lordo della ritenuta fiscale.
Interessante il confronto con i principali benchmark obbligazionari accessibili all’investitore italiano, rappresentato nella tabella presente in pagina. Il rendimento offerto dal bond, mediante un’interpolazione della scadenza, presenta uno spread aggiuntivo dello 0,15% rispetto ad un Titolo di Stato italiano, il quale gode di contro di una fiscalità più vantaggiosa. I rendimenti comunque sono in linea con il benchmark europeo del settore finanziario.
Analogamente, per quanto concerne la Royal 7 anni, che si contraddistingue per una classica struttura a tasso fisso del 4,3% annuo distribuito trimestralmente, in virtù di una scadenza prevista per l’8 ottobre 2016 e di un prezzo lettera pari a 107,25 il rendimento annuo lordo ammonta all’1,205%. Il rendimento, sulla scadenza biennale, garantisce uno spread più generoso rispetto al benchmark italiano di oltre 30 punti base. Rendimenti in linea invece con le curve dei titoli bancari italiani ed europei.
Fonte: BONDWorld.it
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