Flash: Italia. L’indice Istat di fiducia delle famiglie potrebbe correggere a maggio

Da seguire: Francia. L’indice di fiducia dei consumatori potrebbe recuperare a maggio parte del calo di aprile e salire a 86 da 85, pur rimanendo al di sotto della media di lungo periodo come accade stabilmente dal 2007. L’indice mantiene un trend altalenante e non sono esclusi nuovi minimi nei prossimi mesi….


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Italia. L’indice Istat di fiducia delle famiglie potrebbe correggere a maggio (stimiamo a 104) dopo l’impennata che l’aveva portato ad aprile ai massimi da oltre 4 anni (105,4). Sull’aumento infatti aveva pesato in misura decisiva il cambio di governo e l’annuncio di importanti riforme. Inoltre, il miglioramento del morale era più basato sulle aspettative per il futuro sull’economia che non sulla valutazione della situazione corrente degli intervistati. In ogni caso, riteniamo che il trend possa rimanere al rialzo, anche se finora il recupero della fiducia non si è riflesso sui comportamenti di spesa dei consumatori.

Stati Uniti

Gli ordini di beni durevoli ad aprile sono previsti in calo di -1% m/m, dopo due ampi incrementi consecutivi (+2,5% m/m), sulla scia del calo degli ordini nel settore volatile dell’aeronautica civile (dati riportati da Boeing in calo). L’aggregato al netto dei trasporti dovrebbe correggere di -0,4% m/m, dopo +2,1% m/m a marzo. Anche per la componente di ordini di beni capitali al netto di difesa e aerei si dovrebbe registrare un calo modesto: con l’aumento di marzo, le indicazioni per gli investimenti fissi delle imprese nel 2° trimestre sarebbero quindi moderatamente positive.

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a maggio è attesa in calo a 81,5 da 82,3 di aprile. Questa sarebbe la seconda correzione consecutiva, dopo l’ampio rimbalzo che si era visto a marzo, e dovrebbe riguardare sia la componente corrente sia quella anticipatrice. Il trend della fiducia rimane comunque sempre positivo. Fra gli indicatori rilevanti dell’indagine, quelli relativi al mercato del lavoro sono i più importanti: a maggio si dovrebbe vedere un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro dopo un deterioramento inatteso ad aprile.  

Ieri sui mercati

Oggi riaprono i mercati statunitensi e inglesi, chiusi ieri per festività. Lunedì, la seduta è stata positiva per gli indici europei, fra cui spicca la rilevante sovra-performance delle borse dei paesi periferici; particolarmente positiva quella italiana, dopo il netto risultato elettorale che dà stabilità al Governo e impulso per proseguire con le riforme, con possibile maggiore spazio per politiche di sviluppo economico. Inoltre, si accentuano le attese per le decisioni che prenderà la BCE nella prossima riunione del 5 giugno, dopo i risultati elettorali che hanno rinforzato gli euroscettici (in particolare il voto francese) e le indicazioni di Draghi alla conferenza di Sintra (v. sotto). Anche l’esito delle elezioni in Ucraina sostiene i mercati, con commenti concilianti verso la Russia del nuovo presidente Poroshenko (pro-Europa) e aperture al dialogo da parte di Mosca.

L’esito elettorale ha dato un forte impulso positivo alle valutazioni dei titoli di stato italiani, che registrano ampie flessioni dei rendimenti: il calo è di 6pb sul 2 anni, a 0,8%, e di 15pb sul decennale che torna in area 3%. Pertanto, in un clima di scambi sottili data la chiusura di Londra e New York, lo spread Btp-Bund decennale scambia in area 159pb, in restringimento di quasi 15punti rispetto ai 174pb della chiusura di venerdì scorso. I risultati emersi dalle urne guidano la performance relativa dei titoli di stato europei, con l’Italia miglior performer insieme alla Grecia e la Francia in coda, dopo che l’indebolimento del governo in seguito alla elezioni europee. Ora, in attesa della riunione della BCE della prossima settimana, l’attenzione si sposta sul primario italiano, dove è in avvio la tornata di aste di fine mese. Si parte oggi con l’offerta di Ctz (2,5-3 miliardi) e indicizzati (0,5-1 miliardo) mentre mercoledì sarà il turno dell’asta BOT e giovedì di quelle a medio e lungo termine.

Area euro

BCE. Draghi, dalla Conferenza sulle Banche centrali a Sintra, Portogallo, ha confermato che la BCE si aspetta che l’inflazione tornerà vicina al 2% per fine 2016. Draghi ha ribadito che la BCE reagirà all’inasprimento delle condizioni finanziarie con misure convenzionali quali un ulteriore taglio del refi e possibilmente del tasso sui depositi in territorio negativo. Draghi ha fatto più luce sull’eventuale ricorso a misure intermedie quali un programma di acquisto di ABS e/o una LTRO condizionata all’erogazione di credito come ventilato nelle ultime settimane. Le dichiarazioni indicano che la BCE potrebbe annunciare un programma di acquisto di ABS per liberare capitale di rischio per le banche e favorire l’erogazione di nuovi prestiti. Un’altra operazione a medio e lungo termine è un’altra possibilità, dal momento che darebbe respiro a quelle banche che hanno vincoli patrimoniali ed ancora difficoltà di accesso alla liquidità a basso costo e pertanto ricorrono alla finestra BCE (Italia, Spagna e altri paesi periferici) posto che i fondi siano utilizzati per far fronte ad una ripresa della domanda di credito. La combinazione di tasso negativo sui depositi, un programma di acquisto di ABS e un’operazione di rifinanziamento a condizioni estremamente agevolate ma condizionata all’erogazione di prestiti, potrebbe favorire una ripresa del credito nell’euro zona o quanto meno rimuovere i vincoli al lato dell’offerta e quindi le pressioni verso il basso sui prezzi al consumo. Draghi ha confermato che un QE non è imminente e sarebbe contemplato dal Consiglio solo in uno scenario più estremo, in cui l’interazione di cambio forte e calo delle attese di inflazione di medio periodo generi significative revisioni allo scenario di inflazione di medio periodo.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

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