Flash: Spagna: il PIL dovrebbe essere confermato in crescita

Area Euro: Spagna. Il PIL dovrebbe essere confermato in crescita di 0,4% t/t (terzo trimestre consecutivo in territorio positivo e massimo da sei anni) e 0,6% a/a nel 1° trimestre. Tra i principali Paesi…


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  • dell’Eurozona, la performance dell’economia spagnola è stata la migliore dopo quella tedesca nei primi tre mesi dell’anno. Il recupero potrebbe venire dagli investimenti delle imprese, e da un modesto avanzamento della domanda per consumi.
  • Italia. Il ciclo delle aste di fine mese si conclude oggi con il collocamento di 4,75-5,75 mld di BTP (maggio 2019 e settembre 2024) e 1,25-1,75 mld di CCTeu 11/2019.

Stati Uniti

  • La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe registrare una revisione verso il basso; la crescita dovrebbe essere portata a -0,4% t/t ann., da +0,1% t/t ann. della prima stima. I dati di commercio estero e di scorte di marzo pubblicati recentemente implicano contributi più negativi rispetto a  quanto visto con la stima preliminare.

Ieri sui mercati

Nuovo ribasso dell’euro, che ha toccato in serata il minimo infragiornaliero a 1,3589 prima di risalire appena sopra 1,36 dollari. La flessione ha riguardato anche il cambio effettivo, ormai prossimo ai minimi di fine gennaio. Specularmente, il dollaro ha toccato il massimo da metà febbraio, pur restando ancora di circa un punto percentuale sotto i livelli medi di gennaio. Corregge ancora al ribasso la sterlina. Tassi ufficiali invariati in Brasile, dopo 8 rialzi di fila (SELIC: 11%).

Continua la diversificazione internazionale degli investitori giapponesi, risultati acquirenti netti di obbligazioni anche la scorsa settimana. Sul fronte macroeconomico, in aprile le vendite al dettaglio sono calate del 4,4% a/a (effetto dell’aumento dell’IVA), mentre il membro del board BoJ Shirai non ha escluso nuovi allentamenti della politica monetaria, anche se ritiene probabile che l’inflazione raggiunga l’obiettivo nell’anno fiscale 2016.

I rendimenti dei titoli di stato sono calati su tutti i mercati. I premi al rischio sul debito italiano hanno stretto sulle scadenze corte, mentre sono rimasti pressoché invariati sui decennali. Interamente collocati i 6,5 miliardi di BOT semestrali (rendimento 0,492%, domanda 1,7x).

Area Euro

La dinamica di M3 è rallentata ad aprile a 0,8%a/a da un precedente +1,1% a/a per una media mobile che scivola all’1,0% da un precedente 1,1% a/a (rivisto al ribasso di un decimo). I prestiti alle imprese non finanziarie continuano a contrarsi (-2,8%) ma meno rispetto al mese precedente (-3,0%). La posizione finanziaria netta sull’estero nei 12 mesi fino ad aprile è cresciuta di 367 miliardi di euro, meno che nei dodici mesi precedenti. Il recupero del credito alle imprese è un segnale moderatamente positivo ma che non cambia il corso delle decisioni BCE a giugno.

L’indice di fiducia economica della Commissione Europea migliora più del previsto e tocca 102,7 da un precedente 102. Il miglioramento è diffuso a tutti settori. L’indice per l’industria recupera mezzo punto a -3,0, l’indice per i servizi sale a 3,8 da un precedente +3,5. La fiducia nelle costruzioni sale a -30 da un precedente -30,4. Il clima è stabile nel commercio al dettaglio a -2,5. Il miglioramento del morale delle famiglie è confermato a -7,1. Da notare che contrariamente a quanto evidenziato dall’indagine IFO la stima della Commissione UE mostra un miglioramento di clima nell’industria tedesca a +1,2 da un precedente -0,1. Il morale delle imprese migliora anche in Spagna (-8 da -9,3) ma peggiora in Francia più di quanto segnalato dall’indagine INSEE. Le attese sui prezzi praticati nell’industria sono stabili a -1,2 significativamente al di sotto della media di lungo termine, mentre sono al di sopra della media di lungo termine ed in miglioramento nei servizi. Nel complesso l’indagine della Commissione traccia un quadro più incoraggiante delle indagini nazionali ed è coerente con il proseguimento della ripresa.

Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è risultata pari a 99,7 a maggio. L’indice risulta invariato rispetto ad aprile (il dato del mese scorso è stato rivisto al ribasso di due decimi da 99,9 della stima preliminare) e si conferma ai massimi da giugno del 2011. Il dettaglio dell’indagine non è particolarmente positivo. Indicazioni poco confortanti giungono dai servizi e dalle costruzioni. Nei servizi di mercato, il morale delle imprese scende a 87,4 da 91,2 di aprile, tornando ai minimi dallo scorso dicembre. Nelle costruzioni l’indice, calando a 72,9 da 74,6, tocca addirittura un minimo da quasi un anno e resta molto al di sotto della media storica (88). L’unico tra i macro-settori che registra un miglioramento della fiducia è il commercio al dettaglio. Di conseguenza, l’indicatore sintetico dell’Istat sulla fiducia delle imprese è sceso a 86,9 da 88,8 di aprile, seconda battuta d’arresto consecutiva dopo cinque mesi di aumento. In sintesi, l’economia italiana fatica a schiodarsi da una sorta di “limbo”, in bilico tra stagnazione e ripresa. Tuttavia, riteniamo che in prospettiva il trend resti quello di un miglioramento del tono congiunturale, trainato dal manifatturiero e dal commercio e nonostante un contributo per ora sostanzialmente nullo dai servizi e ancora negativo dalle costruzioni.

Germania. Il tasso di disoccupazione è stabile al 6,7% a maggio per il quarto mese consecutivo, dal momento che l’aumento dei disoccupati (+25 mila unità) è compensato da un aumento della forza lavoro. Nei prossimi mesi la disoccupazione tedesca rimarrà circa sui livelli attuali; lo spazio per assorbire mano d’opera è limitato dal momento che durante la fase di debolezza ciclica l’aggiustamento del fattore lavoro si è avuto per lo più tramite il monte ore.

Spagna. Le vendite al dettaglio in termini destagionalizzati aumentano di 0,7% a/a ad aprile, più forte delle stime di consenso. Si tratta di un ulteriore segnale di recupero dell’economia spagnola. La Banca di Spagna nel bollettino di maggio ha indicato che la ripresa prosegue circa allo stesso passo dei mesi invernali.

Francia. La spesa per consumi torna a calare ad aprile di -0,3% m/m da 0,6% m/m di marzo. Il calo è principalmente dovuto alla riduzione del consumo di energia (-3,3% m/m da 2,8% m/m. Sull’anno la spesa per consumi cala per il quinto mese consecutivo di -0,5% da -1,1% ed è in rotta per una stagnazione nel secondo trimestre dopo il calo di -1,1% t/t di marzo. Il trend della spesa per consumi rimane orientato negativamente da inizio anno ma ci aspettiamo un lento miglioramento a partire dalla seconda metà dell’anno.  

In sede di presentazione del rapporto sulla stabilità finanziaria, Constancio ha avvertito che la ricerca del rendimento potrebbe accrescere gli squilibri e creare le condizioni per una disordinata inversione dei flussi di investimento. Anche per questo le istituzioni finanziarie devono disporre di buffer o coperture adeguate. Altri rischi prospettati dalla BCE sull’orizzonte dei prossimi 18 mesi sono costituiti da: (a) bassa redditività e situazione di stress dei bilanci bancari, in uno scenario di bassa crescita e inflazione; (b) riemergere di preoccupazioni sul fronte della sostenibilità del debito, come effetto di insufficienti meccanismi di salvaguardia, stasi delle riforme e bassa crescita nominale. Allo stesso tempo, la BCE prende atto del nuovo calo delle preoccupazioni per la crisi finanziaria globale, dell’accelerazione nel processo di pulizia e rafforzamento dei bilanci bancari e della riduzione del rischio sovrano.


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