Da seguire: Area Euro Italia. La produzione industriale al netto di fattori stagionali è attesa rimbalzare di 0,4% m/m ad aprile, dopo il calo dei due mesi..
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- precedenti. Su base tendenziale l’attività nell’industria calerebbe a -0,8% in termini grezzi (da 1,1% di marzo) ma recupererebbe a 0,7% in termini rettificati per i giorni lavorativi (da -0,4% precedente). In ogni caso, difficilmente l’output nel trimestre primaverile farà molto meglio dopo la stagnazione dei mesi invernali.
- Italia. La seconda lettura del PIL per il primo trimestre dovrebbe confermare la contrazione di
-0,1% t/t a marzo, da +0,1% t/t di dicembre. Nel dettaglio ci aspettiamo che i contributi negativi vengano dalle esportazioni nette e dalle costruzioni. Non pare essersi verificato un rimbalzo delle scorte dopo il contributo negativo di quattro decimi di fine 2013. In ogni caso, l’attività economica dovrebbe essere tornata in territorio positivo già dal trimestre in corso.
Ieri sui mercati
Il MEF ha comunicato che il 12/6 saranno collocati complessivamente 6,5-8,5 miliardi di BTP, incluso il nuovo BTP settennale. Sul mercato secondario, i movimenti post-BCE hanno subito una parziale inversione limitatamente ai mercati core: qui i rendimenti sono saliti di 1-3pb, con lieve irripidimento della curva. Al contrario, la pressione al ribasso sui mercati periferici si è estesa alla giornata di lunedì e ha portato a un appiattimento delle curve dei rendimenti. Potrebbe avvicinarsi uno snodo cruciale per il rally dei mercati periferici: i rendimenti spagnoli e italiani stanno ormai convergendo al ribasso verso quelli americani.
L’euro è tornato sotto quota 1,36, stabilizzandosi dal pomeriggio in un intervallo strettissimo fra 1,3584 e 1,3592. Anche il cambio effettivo è tornato a calare. Ieri in Cina è stata annunciata una riduzione selettiva del coefficiente di riserva obbligatoria, che si applica soltanto a banche impegnate nel credito alle piccole imprese o alle aziende agricole e non interessate dalla precedente riduzione, oltre che alle società di leasing e di credito al consumo. Oggi è stato comunicato un rimbalzo dell’inflazione da 1,8 a 2,5%; la misura di inflazione sottostante rimane pressoché stabile a 1,7%.
In un’intervista alla Bild, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ha giustificato le misure adottate dalla BCE con la necessità di contrastare un tasso di inflazione troppo basso per troppo tempo e ha ricordato i benefici che deriveranno alla Germania dai bassi tassi di interesse e da una ripresa dell’Eurozona più forte. Riguardo al futuro, “ora dobbiamo attendere di vedere che effetto avranno i provvedimenti adottati; sarebbe assurdo iniziare già ora a discutere di altre misure”. Weidmann ha anche ribadito la sua nota contrarietà all’ipotesi che la BCE possa acquistare debito pubblico.
Christian Noyer, governatore della Banca di Francia, ha sostenuto che un’inflazione più alta faciliterebbe il movimento relativo dei prezzi, necessario per eliminare i divari di competitività. A suo giudizio, l’andamento dell’inflazione è anomalo per la fase ciclica e potrebbe essere spiegato dall’impatto degli afflussi di capitale sul cambio dell’euro. Secondo Noyer, la BCE ha agito per prevenire una spirale perversa di “bassa inflazione, tassi reali di interesse più elevati, afflussi di capitale e apprezzamento del cambio che si alimentano reciprocamente”.
Bullard (St Louis Fed) ha detto che se le condizioni macroeconomiche continueranno a migliorare, in autunno le opinioni nel FOMC riguardo alla tempistica del primo rialzo potrebbero cambiare. In particolare, Bullard ha indicato che crescita al 3% nel resto dell’anno, dinamica occupazionale intorno a 200mila nuovi posti al mese, disoccupazione sotto il 6% “cambierebbero la conversazione sulla politica monetaria”, determinando uno spostamento verso un rialzo anticipato rispetto a quanto indicato ora. Anche Bullard, come George, ha indicato che la strategia di uscita dovrebbe vedere come prima mossa la fine dei reinvestimenti delle cedole e delle scadenze, in linea con la sequenza che era stata delineata nel 2011. Recentemente Dudley aveva invece segnalato che a suo avviso si dovrebbero prima alzare i tassi, e solo in seguito si dovrebbe permettere al bilancio di ridursi. Il FOMC dovrà discutere anche su questo punto nelle prossime riunioni. Bullard ha detto che l’economia USA è ora quasi normalizzata, anche se l’opinione generalizzata è che si sia ancora molto lontani dagli obiettivi. Il discorso di Bullard conferma che la ricerca di un consenso per determinare la svolta della Fed sarà complessa e lunga. Le previsioni di policy saranno soggette a un’incertezza crescente man mano che i dati confermano l’aggiustamento del mercato del lavoro e la moderata ripresa dell’inflazione.
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