JCI: Outlook della settimana. Draghi inappuntabile. Basterà?

Parliamoci chiaro. Il ‘pacchetto’ anti-deflazione servito da Draghi giovedì scorso va indubbiamente oltre le attese. Lo scetticismo di molti analisti e commentatori è sempre stato un corollario inevitabile quando l’ECB si è decisa a fare qualcosa di più o…


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.

{loadposition notizie}


 JCI CAPITAL LIMITED Investments & Asset Management


meno creativo in risposta ad evoluzioni indesiderate dei mercati finanziari o dell’economia reale. È successo con l’LTRO a fine 2011 e con l’OMT del “whatever it takes” a luglio 2012. In entrambi i casi lo scetticismo non ha certo pagato, perlomeno nelle decisioni di investimento. Possiamo accusarli di lentezza (ma non è certo facile gestire la politica monetaria di quasi 20 nazioni rimanendo ‘ahead of the curve’) ma non di non seguire un filo logico nelle decisioni che il loro mandato ha man mano richiesto. Anche in quest’occasione, quindi, critiche e scarso apprezzamento non potevano mancare. Comprensibilmente, visto che, man mano che si va avanti, gli strumenti che la banca centrale si vede costretta ad implementare diventano sempre più complicati e sempre più difficili da valutare ex-ante nelle potenziali conseguenze indesiderate.

Tralasciamo i lamenti di chi, schiavo della price-action di breve periodo, denuncia il mancato crollo immediato dell’euro come un segnale della scarsa efficacia delle politiche lanciate. In fin dei conti l’euro, solo qualche settimana fa, sembrava lanciato verso nuovi massimi di periodo sopra 1.40. Anche se, come pensiamo, continuerà a indebolirsi, sarà comunque un processo assai lento. Queste stesse azioni dell’ECB, che mostrano determinazione a combattere la deflazione ed in ogni caso a fornire un forte sostegno agli asset finanziari dell’EuroZona, non possono che produrre nuova vivacità nei flussi in ingresso degli investitori globali. Questi ultimi continuano, date le circostanze, a trovare appetibili, per valutazione e rendimento, gli asset europei, specie periferici, generando quindi un sostegno implicito per la moneta unica.

La critica più fondata ci sembra quella di chi è preoccupato nel vedere come le azioni di Draghi si traducano inevitabilmente in inflazione degli asset finanziari ma non necessariamente riescano a raggiungere l’economia reale. Ci vorranno mesi per vedere se queste nuove misure (i tassi di deposito negativi accompagnati dall’iniezione di liquidità tramite abbandono della sterilizzazione dell’SMP, il nuovo Targeted-LTRO e la bozza di QE selettivo che prevederà l’acquisto di ABS) saranno efficaci da questo punto di vista. In ogni caso è probabilmente l’unica cosa che l’ECB può fare in questo momento, se si esclude l’acquisto diretto dalle banche di crediti inesigibili o altri incagli presenti negli stati patrimoniali bancari, che costituirebbe un’ovvia bomba politica. Bisogna sempre tenere a mente che in Europa il canale di trasmissione della politica monetaria all’economia reale è, almeno in parte, compromesso e qualsiasi tentativo di generare crescita e sfuggire alla deflazione non può che vedere come centrale la sua soluzione che è solo in minima parte sotto il controllo dell’ECB. Per ricostituirlo la cosa più importante è avere banche incentivate a prestare ad aziende e consumatori e in condizioni di poterlo fare avendo riconquistato una buona capitalizzazione. Modificare le regole che permettono ad una banca di tenere in portafoglio titoli governativi senza consumo di capitale, a differenza dei prestiti al settore privato, è un passo ben più importante del pur lodevole Asset Quality Review che tutti attendiamo. Ma queste regole non sono materia controllata dalla banca centrale (anche se Weidmann da tempo lo suggerisce). In Europa le aziende sono molto più dipendenti dal credito bancario rispetto agli Stati Uniti, un mercato dei capitali dove la securitizzazione del debito corporate è molto più evoluta (nel bene e nel male). La spinta che l’ECB sta mettendo nello sviluppo del mercato ABS è corretta ma è solo parzialmente nelle loro mani. Infine anche quando il mondo bancario sarà pronto e voglioso di generare credito, bisognerà verificare che ci sia una solida domanda per questo credito. E qui ci allontaniamo ancora di più dall’attuale mandato dell’ECB.

Nel frattempo dall’altra parte dell’Atlantico i dati continuano ad essere incoraggianti. Il rapporto sull’occupazione, gli indici di attività ISM e le vendite di automobili non hanno deluso durante la settimana appena conclusa. La Federal Reserve non sembra aver cambiato il suo registro molto accomodante nel passaggio di consegne da Bernanke alla Yellen (vedremo se la nomina del vice Stanley Fischer cambierà qualcosa), ma i dati non potranno essere ignorati per sempre.

Dati macro. US: vendite al dettaglio (giovedì), PPI e fiducia dei consumatori (venerdì). EuroZona: produzione industriale francese e italiana (martedì), seconda lettura del CPI di maggio in vari stati (venerdì). Cina: uscito stanotte un surplus di bilancia commerciale ben più alto delle attese per motivi non molto positivi (buona la crescita dell’esportazioni ma calano in maniera inattesa le importazioni), attendiamo nei prossimi giorni CPI, PPI e aggregati monetari (martedì), produzione industriale, vendite al dettaglio e investimenti fissi (venerdì). Altro: occupazione e vendite al dettaglio svizzere, produzione industriale inglese, CPI norvegese (martedì), occupazione UK (mercoledì), occupazione australiana, CPI svedese (giovedì).

Banche centrali. Ancora appesantiti dall’analisi del pacchetto ECB avremo da digerire solo eventi marginali: i tassi dovrebbero rimanere fermi in Giappone (0.10%, giovedì), Corea del Sud (2.50%, giovedì), Perù e Cile (4.00%, venerdì). Giovedì la Reserve Bank of New Zealand è invece attesa ad un rialzo del tasso ufficiale da 3.00% a 3.25%.

Fonte:  BONDWorld.it

 

 

Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.