Flash: La riunione del FOMC è l’evento della settimana

Da seguire: Stati Uniti – La riunione del FOMC è l’evento della settimana: non dovrebbero esserci sorprese per le politiche correnti (acquisti di titoli in calo di 10 mld di dollari a 35 mld) e per la guidance, ma il Comitato dovrebbe iniziare a discutere esplicitamente la strategia di uscita e gli strumenti….


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per attuare, nel 2015, la svolta sui tassi. A giugno, nella riunione e nella conferenza stampa, e poi nei verbali, si stilerà probabilmente una lista dei temi in discussione, inclusa la sequenza dell’uscita e le definizioni rilevanti di “slack, ma difficilmente il FOMC sarà già pronto a fornire risposte precise per guidare i mercati. Le nuove proiezioni macroeconomiche dovrebbero mostrare un’ulteriore limatura del tasso di disoccupazione previsto a fine 2014 e a fine 2015, e una possibile modesta revisione verso l’alto dell’inflazione a fine 2014. Per i tassi, il “grafico a punti” potrebbe vedere uno spostamento verso l’alto del sentiero dei tassi nel 2015-2016. Alla riunione di giugno parteciperanno i nuovi membri del Board recentemente confermati al Senato (Fischer, vice-presidente Fed e Brainard) e il nuovo presidente della Cleveland Fed. La comunicazione si fa molto difficile nelle fasi di transizione, come è stato mostrato chiaramente dalla turbolenza del giugno 2013. I prossimi mesi saranno caratterizzati da miglioramento dei dati macroeconomici, solida crescita occupazionale, risalita dell’inflazione e della dinamica salariale, dopo un trimestre di sorprese negative: l’attuale  compiacenza dei mercati sarà messa alla prova dall’evoluzione positiva del ciclo e dai preparativi della Fed per l’uscita.

Regno Unito

  • La Bank of England pubblicherà i verbali della riunione del Monetary Policy Committee tenutasi il 4-5 giugno. Negli ultimi giorni si è assistito a un irrigidimento dei toni da parte del governatore Carney, secondo cui la BoE non esiterà ad agire per raffreddare il mercato immobiliare e l’economia inglese. Le dichiarazioni hanno accresciuto l’interesse per lo spettro di opinioni che emergerà dai verbali, in quanto ormai la discussione è esplicitamente su quando avverrà il primo rialzo dei tassi ufficiali. L’attuale consenso è che la mossa non avverrà prima di novembre o dicembre. Una restrizione delle condizioni finanziarie si sta già manifestando attraverso l’aumento dei tassi a medio e lungo termine (ma il decennale è ancora basso a 2,78%) e il rafforzamento della sterlina (che però agisce sui comparti sbagliati dell’economia.

Ieri sui mercati

I rendimenti del debito sovrano sono saliti su tutti i mercati, risentendo in particolare dei dati sui prezzi al consumo negli Stati Uniti. L’aumento, limitato a 2pb sulla scadenza biennale, si allarga a 3-6pb sul tratto 5-30 anni. Da registrare anche un moderato aumento dei differenziali fra BTP e Bund, più marcato sul tratto corto e intermedio.

S&P ha tagliato il rating dell’Argentina a CCC-.

Negativi i dati giapponesi di commercio estero: a parte il 23° mese di passivo della bilancia commerciale, le esportazioni si sono contratte più del previsto, del -2,7% a/a.

Il dollaro si è rafforzato sui dati americani, spingendo l’euro verso 1,354 e lo yen verso 102,3. Le quotazioni del  petrolio risultano in ulteriore rialzo a USD 114,4 per il Brent, mentre il WTI arretra a 106,95 da 107,5.

Area Euro

  • Germania. In giugno, l’indice ZEW sulle prospettive per i prossimi mesi è sceso a 29,8 da un precedente 33,1. L’indice sulla situazione corrente, invece, è salito da 62,1 a 67,7, massimo dal 2011. Lo ZEW sembra suggerire, quindi, che l’attività sta tenendo bene in Germania, anche se gli spazi di ulteriore miglioramento si vanno restringendo. Da notare che il pacchetto di misure BCE non sembra avere avuto, per il momento, un effetto significativo sulla fiducia. Si avrà un quadro più completo dello stato di salute dell’economia la prossima settimana con la pubblicazione delle indagini congiunturali IFO, PMI e Commissione Europea; ci aspettiamo un lieve miglioramento dopo la debolezza di maggio.

Stati Uniti

  • Il CPI a maggio sorprende verso l’alto: l’indice core aumenta di 0,4% m/m (2,1% a/a), contro attese per +0,2% m/m; la variazione dell’indice core è di +0,3% m/m (2% a/a), contro attese per 0,2% m/m. L’energia è in crescita di +0,9% m/m (benzina: +0,7% m/m), gli alimentari di +0,5% m/m. I prezzi dei servizi aumentano di 0,4% m/m; al netto dell’energia i servizi segnano il terzo rialzo consecutivo di 0,3% m/m. Alcuni rialzi significativi sono transitori (tariffe aeree, +5,8% m/m; alberghi, +2,5% m/m), altri però hanno natura più durevole, come emerge anche dalle intenzioni di prezzo rilevate dalle indagini presso le imprese. L’abitazione ex-energia prosegue sul ritmo recente di +0,2% m/m, con gli affitti in rialzo di 0,3% m/m per il terzo mese consecutivo. L’accelerazione della dinamica dell’indice è dovuta anche ad altre voci, e segnala maggiore diffusione di aumenti vicini o superiori a 0,2% m/m. L’abbigliamento torna a segnare una variazione positiva (+0,3% m/m), le auto nuove hanno prezzi in aumento di 0,2% m/m, servizi e beni sanitari registrano variazioni di 0,3% m/m e 0,5% m/m, rispettivamente. Il trend dell’inflazione core si è ripreso piuttosto rapidamente; la variazione a 3 mesi ann. è di 2,8%. Questo non è il ritmo strutturale di crescita dei prezzi core, ma dà supporto alla previsione di un’inflazione probabilmente vicina al 2% a/a per il deflatore core già a fine 2014. Il FOMC è probabilmente disposto a tollerare sforamenti dell’obiettivo del 2% (“il 2% non è un tetto”, W. Dudley, maggio 2014), fino a quando vi è un ampio ammontare di risorse inutilizzate (disoccupazione di lungo termine). Tuttavia, i dati confermano che la strategia di uscita della Fed deve essere chiarita in tempi rapidi. La Banca centrale deve essere pronta a ridurre lo stimolo a partire dal 1° trimestre 2015, in caso di accelerazione dell’inflazione e rapido calo della disoccupazione.
  • I nuovi cantieri a maggio calano a 1,001 mln di unità ann. da 1,070 mln di aprile. Il calo riguarda sia le unità unifamiliari (a 625 mila da 664 mila), sia quelle multi-familiari (a 376 mila da 407 mila), ma non modifica il trend verso l’alto delle costruzioni residenziali (+9,4% a/a). Le licenze calano a 991mila da 1,059 mln ann. di aprile. Le unità in costruzione aumentano di 1,4% m/m, e quelle completate di 6,8% m/m, dando un’indicazione positiva per gli investimenti residenziali nel 2° trimestre.       

Giappone

  • La bilancia commerciale a maggio registra un deficit minore delle attese, sulla scia di esportazioni deboli, soprattutto verso gli USA e l’Asia, e a una correzione dell’import ex-energia dopo l’entrata in vigore del rialzo dell’imposta sui consumi. Il saldo passa da -811,7 mld a -909 mld di yen. Le esportazioni sono in calo di -2,7% a/a, le importazioni di -3,6% a/a. In termini destagionalizzati, il saldo cala a -862,2 mld da -880.5 mld, con una riduzione dell’export di -1,2% m/m e dell’import di -1,3% m/m.
  • I verbali della riunione della BoJ del 20-21 maggio non modificano lo scenario per la politica monetaria e mantengono aperta l’opzione di ulteriore stimolo più avanti nell’anno. Secondo i verbali, c’è un consenso per proseguire con l’attuale stimolo, che per ora sta determinando gli effetti attesiLa maggior parte dei membri del Comitato ritiene opportuno valutare “i rischi verso l’alto e verso il basso su attività economica e prezzi e apportare aggiustamenti come appropriato”. Molti partecipanti ritengono importante che vengano fatti sforzi per aumentare il potenziale di crescita nel medio- lungo termine”. La Banca centrale resterà in attesa di maggiori informazioni dall’evoluzione dello scenario economico dopo il rialzo dell’imposta sui consumi e dalla definizione di politiche a sostegno della crescita potenziale che il governo dovrebbe delineare in modo più preciso a giugno. Riteniamo probabile che, di fronte a ulteriore consolidamento fiscale, unito a misure strutturali, e a una dinamica inflazionistica stabile intorno all’1,3% a/a (anziché in rialzo verso il 2%), la BoJ decida in autunno di aumentare lo stimolo monetario.

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