Forte calo della produzione industriale a maggio

Italia. Dopo il rimbalzo di aprile, la produzione industriale è crollata a sorpresa a maggio, di -1,2% m/m. Il dato è risultato inferiore alla più pessimistica delle attese. Inoltre, l’incremento di aprile è stato rivisto al ribasso di due decimi (da 0,7% a 0,5% m/m). Quello di maggio è il calo più marcato su base congiunturale dal novembre del 2012…..


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Commento di Paolo Mameli


 

Su base annua, l’output è tornato in territorio negativo sia in termini grezzi (da zero a -4,9%) che su base corretta per gli effetti di calendario (da +1,4% -1,8%, ai minimi da settembre). Il livello della produzione (rettificata e destagionalizzata) scende sotto il recente minimo dello scorso agosto e si riavvicina pericolosamente ai record negativi di marzo-aprile 2009.

Anche il dettaglio per raggruppamenti principali di industrie è uniformemente negativo, con la sola eccezione dell’energia (+0,8%), che negli ultimi mesi spesso si è mossa in controtendenza con l’indice generale; tutti gli altri macro-comparti fanno segnare cali di almeno un punto percentuale e mezzo su base mensile. Lo stesso dicasi per lo spaccato per settori di attività economica: tutti i comparti registrano una contrazione congiunturale, con l’eccezione, al di fuori del settore manifatturiero, delle attività estrattive (+3,8%) e della fornitura di energia (+0,3%); tra le attività manifatturiere, solo la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi (un comparto che pesa solo per l’1,9% del totale) mostra un segno positivo (+4%). In termini tendenziali (corretti per gli effetti di calendario), gli unici settori che conservano un segno positivo sono, oltre all’attività estrattiva (+3,7%), la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+2,9%) e le industrie alimentari (+0,2%). Spicca in negativo il -6,5% della fabbricazione di apparecchiature elettriche.

In sintesi, considerando sia l’indice sintetico che il dettaglio, il dato è molto negativo. E’ vero che la flessione di maggio è generalizzata a tutti i maggiori Paesi europei (Germania -1,4%, Francia -1,7%, Spagna -0,7%); ciò segnala che la variazione m/m potrebbe essere ancora “sporcata” dalle procedure di destagionalizzazione vista la Pasqua particolarmente alta. In ogni caso, i dati reali sulla produzione continuano ad essere molto volatili e in controtendenza rispetto alle indicazioni dalle survey sulle imprese manifatturiere (l’indice Istat ha raggiunto un massimo da tre anni a giugno; il PMI, pur in lieve calo negli ultimi due mesi, aveva toccato ad aprile anch’esso un record da quasi tre anni). L’output nell’industria è in rotta per una flessione di -0,7% t/t nel trimestre primaverile, dopo la stabilità dei tre mesi precedenti; è un minimo da fine 2012. In altri termini, con ogni probabilità l’industria contribuirà negativamente al valore aggiunto, il che pone dei dubbi sulla previsione di un ritorno alla crescita su base congiunturale del PIL nel 2° trimestre.

Fonte : BondWorld.it

 


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