Da seguire: Area Euro Germania. La seconda lettura conferma i prezzi al consumo in aumento di 0,3% m/m sull’indice nazionale e di 0,4% m/m su quello armonizzato. L’inflazione sale di un decimo a 1,0% sull’indice nazionale e di quattro decimi,….
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- sempre a 1,0%, su quello armonizzato. L’inflazione tedesca potrebbe tornare a calare temporaneamente in estate per poi tornare intorno all’1,0%.
- Aste. Oggi l’Italia offre da 6 a 7,5 miliardi di BTP (05/2017, 12/2021 e 03/2030).
Ieri sui mercati
L’appetito per il rischio ha subito un altro colpo, con l’allargamento vertiginoso dei premi al rischio sul debito portoghese (275pb da 250pb) come ulteriore conseguenza delle tensioni su Banco Espírito Santo, a loro volta effetto dei problemi di Espírito Santo International. Le ricadute negative, accentuate dai dati molto negativi di produzione industriale in Italia e Francia, si sono viste sia sui mercati azionari, sia sui differenziali di rendimento del debito pubblico di Italia e Spagna (saliti di 8pb sulla scadenza decennale). Sul mercato primario, l’Italia ha collocato tutti i 6,5 miliardi di BOT annuali previsti (rendimento 0,387%, domanda 1,71x), e la Grecia, nonostante la tempesta in corso, ha piazzato 1,5 miliardi di obbligazioni 2017.
L’euro ha riassorbito tutto l’apprezzamento di mercoledì, tornando marginalmente sotto 1,3600 e riavvicinandosi ai minimi dell’anno come cambio effettivo. In rafforzamento anche lo yen. I dati americani sui sussidi sono stati positivi, ma insufficienti a far salire i rendimenti degli UST a fronte della chiusura in ribasso dei mercati azionari e delle tensioni europee.
Area Euro
Italia. Dopo il rimbalzo di aprile, la produzione industriale è crollata a sorpresa a maggio, di -1,2% m/m. Il dato è risultato inferiore alla più pessimistica delle attese. Inoltre, l’incremento di aprile è stato rivisto al ribasso di due decimi (da 0,7% a 0,5% m/m). Quello di maggio è il calo più marcato su base congiunturale dal novembre del 2012. Su base annua, l’output è tornato in territorio negativo sia in termini grezzi (da zero a -4,9%) che su base corretta per gli effetti di calendario (da +1,4% -1,8%, ai minimi da settembre). Anche il dettaglio per raggruppamenti principali di industrie è uniformemente negativo, con la sola eccezione dell’energia (+0,8%).La flessione di maggio è generalizzata a tutti i maggiori Paesi europei (Germania -1,4%, Francia -1,7%, Spagna -0,7%); ciò segnala che la variazione m/m potrebbe essere ancora “sporcata” dalle procedure di destagionalizzazione, vista la Pasqua particolarmente alta e il ponte del primo maggio. In ogni caso, i dati reali sulla produzione continuano ad essere molto volatili e in controtendenza rispetto alle indicazioni dalle survey sulle imprese manifatturiere (l’indice Istat ha raggiunto un massimo da tre anni a giugno; il PMI, pur in lieve calo negli ultimi due mesi, aveva toccato ad aprile anch’esso un record da quasi tre anni). L’output nell’industria è in rotta per una flessione di -0,7% t/t nel trimestre primaverile, dopo la stabilità dei tre mesi precedenti; è un minimo da fine 2012. In altri termini, con ogni probabilità l’industria contribuirà negativamente al valore aggiunto, il che pone dei dubbi sulla previsione di un ritorno alla crescita su base congiunturale del PIL nel 2° trimestre.
Italia. Nell’intervento all’Assemblea Ordinaria dell’ABI, il governatore della Banca d’Italia Visco ha affermato che l’ammontare potenzialmente disponibile per le banche italiane alle nuove TLTRO potrà superare i 200 miliardi lungo l’intero orizzonte del programma (da settembre 2014 alla metà del 2016). Quanto agli effetti del ciclo, secondo Visco le variazioni dei tassi di interesse e del tasso di cambio che hanno fatto seguito all’annuncio delle nuove misure BCE potrebbero causare, da qui alla fine del 2016, un aumento del PIL di circa mezzo punto percentuale (e un aumento di circa altrettanto dell’inflazione). A ciò occorre aggiungere gli effetti sul PIL derivanti dalle migliori condizioni e dalla maggiore facilità di credito: secondo Visco se gli intermediari riflettessero interamente sulla clientela il minor costo della loro provvista e rimuovessero interamente le residue restrizioni all’offerta di credito, l’effetto aggiuntivo sul PIL potrebbe arrivare ad un ulteriore mezzo punto percentuale (sempre da qui alla fine del 2016). Quindi in totale fino a un punto percentuale in due anni e mezzo (circa lo 0,4% all’anno). A nostro avviso si tratta di una stima ottimistica. Visco ha anche ricordato che la Banca d’Italia sta per ampliare la gamma dei prestiti utilizzabili a garanzia del rifinanziamento presso l’Eurosistema, con modalità tali da incentivare il credito alle piccole e medie imprese; ciò potrebbe tradursi potenzialmente in maggiore collateral per circa 120 miliardi.
Stati Uniti
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 5 luglio calano a 304 mila da 315 mila della settimana precedente, e si mantengono su un graduale, ma persistente, trend verso il basso. Il livello dei sussidi di inizio luglio è coerente con una creazione di occupati non agricoli di 254 mila e segnala ulteriore miglioramento del mercato del lavoro.
J. Bullard (St Louis Fed) ha detto che un calo rapido del tasso di disoccupazione porterebbe a un aumento dell’inflazione. Secondo Bullard, lo scenario attuale rende probabile che l’inflazione superi l’obiettivo del 2% Il presidente della St Louis Fed si pone all’estremo della distribuzione dei falchi sull’inflazione, e vorrebbe che il primo rialzo dei tassi avvenisse nel 1° trimestre 2015.
Fischer ha ricordato ieri alcune criticità delle misure macro-prudenziali che potrebbero minarne l’efficacia. Considerando anche le dichiarazioni del presidente Yellen, la Federal Reserve sembrerebbe più orientata a promuovere la resilienza del sistema di fronte alle crisi (per esempio attraverso la costituzione di ampi buffer patrimoniali) che ad adottare misure attive per prevenire l’accumularsi di squilibri.
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