Flash: Le vendite al dettaglio a giugno sono previste in aumento di 0,6% m/m

Area euro. La produzione industriale è vista in calo di -1,2% m/m a maggio dopo il +0,8% m/m di aprile. I dati nazionali di Francia, Germania, Italia e Olanda sono stati molto deludenti….


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  • La forte entrata nel trimestre lascia la produzione in rotta per una variazione trimestrale nulla nel 2014T2, in rallentamento rispetto al primo trimestre. Le indagini di clima hanno indicato che la debolezza potrebbe proseguire anche a inizio estate. Per il momento i dati sia qualitativi (indagini di clima) che quantitativi (dati su produzione e ordini) rimangono coerenti con una ripresa assai fiacca del ciclo euro zona e se non si dovesse vedere un rimbalzo a giugno la nostra stima di crescita del PIL di 0,3% t/t nel 2° trimestre sarebbe soggetta a rischi verso il basso. Inoltre, se le indagini PMI e di fiducia nazionali a luglio dovessero indicare ancora una flessione di ordini e attese per i prossimi mesi cominceremmo a temere per la sostenibilità della ripresa.

Stati Uniti

  • Le vendite al dettaglio a giugno sono previste in aumento di 0,6% m/m, dopo +0,3% m/m a maggio, spinte da un ampio incremento delle auto e da prezzi della benzina in crescita sostenuta. Le vendite al netto delle auto dovrebbero aumentare di 0,5% m/m. Le auto avevano segnato un aumento di 1,3% m/m a maggio; a giugno l’aumento dovrebbe essere più contenuto, ma solido a +0,7% m/m. Sulla benzina si unisce l’effetto del prezzo del petrolio in rialzo con un fattore stagionale sfavorevole. Per quanto riguarda le altre voci, i materiali da costruzioni dovrebbero aumentare con la ripresa dell’attività nel settore dell’edilizia residenziale; si dovrebbe anche registrare un recupero nei comparti risultati deboli a maggio (abbigliamento, grandi magazzini, sanità). I consumi dovrebbero crescere nel 2° trimestre a un ritmo vicino al 2,8% t/t ann.
  • L’indice Empire della NY Fed a luglio è previsto a 16,8 da 19,3 di giugno. In questo ciclo l’Empire ha regolarmente sottostimato l’ISM: a giugno l’indice della NY Fed ha recuperato un’ampia parte del differenziale, con un balzo di circa 18 punti rispetto a un dato molto debole a maggio. Per luglio, la previsione è di una modesta correzione, che manterrebbe comunque l’indagine in territorio ampiamente espansivo e in linea con la prosecuzione della ripresa nel settore manifatturiero anche nei mesi estivi. Lo spaccato dell’indagine e le aspettative a giugno erano ampiamente positivi, e il tono espansivo dell’indagine dovrebbe proseguire a luglio.
  • I prezzi all’import sono attesi in aumento di 0,5% m/m, spinti dal rimbalzo del prezzo del petrolio legato alle tensioni in Iraq. Al netto del petrolio, i prezzi all’import dovrebbero aumentare modestamente, a +0,1% m/m.

I market mover della settimana

Nell’area euro saranno pochi gli spunti provenienti dal calendario macroeconomico. L’indagine ZEW dovrebbe indicare che il clima rimane per il momento incerto, anche se le misure BCE annunciate a giugno scorso ed il deprezzamento del cambio che ne è seguito potrebbero aver contribuito a stabilizzare il morale degli analisti dopo i cali degli ultimi sei mesi. I dati di produzione industriale per la media area euro dovrebbero mostrare un calo di 1,2% m/m a maggio; dovrebbe trattarsi di una frenata temporanea legata in parte a fattori di calendario. La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione stabile allo 0,5% in giugno e la dinamica sottostante in aumento a 0,8%.

Al contrario, la settimana è densa di eventi negli Stati Uniti. Le prime indagini regionali del settore manifatturiero a luglio (Philly Fed, Empire) dovrebbero mostrare modeste correzioni dai livelli elevati di giugno e confermare espansione del settore. La fiducia dei costruttori a luglio dovrebbe tornare a 50 e quella dei consumatori dovrebbe proseguire sul trend positivo. Per giugno, i dati dovrebbero essere complessivamente positivi, con la produzione industriale in crescita, le vendite al dettaglio in accelerazione, i cantieri e le licenze in aumento. I prezzi alla produzione e all’import di giugno sono attesi in aumento vicino al trend. Infine, il Beige Book dovrebbe confermare la prosecuzione della ripresa e indicare che il mercato del lavoro continua a migliorare. In agenda il 15 e il 16 luglio anche l’audizione del presidente Janet Yellen al senato americano.

Ieri sui mercati

Il parziale rientro dei timori sul Banco Espírito Santo ha consentito la ripresa dei mercati periferici europei. Rendimenti e differenziali con la Germania in calo per Portogallo, Spagna e Italia, anche se i livelli rimangono più alti rispetto al 7 luglio. In Italia, è andata a buon fine l’ultima delle aste di metà mese: assegnati 7,5 miliardi di obbligazioni, massimo dell’intervallo previsto, e tassi in calo a nuovi minimi storici, sebbene con rapporti di copertura in calo. Il BTP a tre anni e quello a 15 anni sono stati piazzati rispettivamente allo 0,84% e al 3,44%. Cresce invece di 5 centesimi rispetto all’asta precedente, al 2,17%, il tasso medio di assegnazione del BTP settennale.

Il cambio euro/dollaro è rimasto stabile in un intervallo di oscillazione molto stretto, fra 1,359 e 1,3624. Dollaro in marginale rafforzamento come cambio effettivo. Scende dai massimi il dollaro canadese: i dati occupazionali hanno fatto da catalizzatore per un movimento correttivo.

Area euro. Secondo Weidmann, presidente della Bundesbank, i tassi di interesse sono attualmente troppo bassi per la Germania. Tuttavia, Weidmann ha confermato che la decisione di giugno è stata unanime, perché la politica monetaria deve essere orientata al complesso dell’unione.

Stati Uniti. J. Williams (San Francisco Fed) in un’intervista al WSJ ha detto che si sono fatti “più progressi verso gli obiettivi di disoccupazione” di quanto atteso all’inizio dell’anno. Pertanto, secondo Williams si può “iniziare il processo di normalizzazione un pochino prima” di quanto previsto in precedenza. Williams ritiene che  il cambiamento di scenario non modifichi radicalmente i giochi perché c’è ancora una buona dose di risorse inutilizzate: se anche la Fed iniziasse ad alzare i tassi prima, non anticiperebbe il primo rialzo in misura sostanziale rispetto alle precedenti previsioni.  Negli ultimi giorni diversi discorsi hanno confermato un’ampia dispersione di opinioni nel FOMC sulla tempistica della svolta sui tassi. Lockhart (Atlanta Fed) ha detto che nonostante il miglioramento del mercato del lavoro, continua a ritenere che sia opportuno alzare i tassi nella seconda metà del 2015, a meno di ulteriori sorprese. Plosser (Philadelphia Fed) ha sottolineato che l’economia è molto migliorata e può essere “non necessario o rischioso mantenere i tassi a zero a questo punto”. Bullard (St Louis) ritiene che il mercato sottovaluti quanto gli sviluppi recenti abbiano avvicinato gli obiettivi della Fed  e segnala che “le cose si sono mosse un po’ più rapidamente di quanto il Comitato avesse previsto, ma la nostra politica non ha reagito “ a questi sviluppi. L’opinione di Bullard è che probabilmente sarebbe opportuno alzare i tassi nel 1° trimestre 2015. L’evoluzione dei dati e delle opinioni dei partecipanti al FOMC rendono particolarmente rilevanti le audizioni di Yellen sulla politica monetaria in Congresso questa settimana (15 e 16 luglio).


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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

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